ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Si è svolta oggi presso la sala Caduti di Nassirya del Senato la conferenza stampa sul tema “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro. Borghi e nuove economie”. La flat tax al 7% è uno strumento fiscale, già attivo nel nostro Paese, dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale. Una misura che può diventare un volano per i quei territori, dal momento che è stata pensata per contrastare lo spopolamento e attrarre nuove energie, soprattutto tra i nostri connazionali all’estero. Una leva di crescita e rilancio utile e funzionale per quella vasta area, rappresentata dal cratere sisma 2016, che ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, è compresa tra le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria ed è composta da 138 comuni. Al fine di promuovere la diffusione di questo strumento, in particolare presso la vasta platea dei cittadini italiani all’estero, già lo scorso mese di aprile era stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Commissario Castelli, e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Quello di oggi è stato un nuovo, ulteriore, appuntamento teso a consolidare l’impegno assunto. L’incontro è stato introdotto e moderato dal giornalista Francesco De Palo che ha ricordato come in Italia i borghi, così intrecciati al senso di cultura e di nazione, abbiano una straordinaria importanza. Nel suo intervento il senatore Roberto Menia, Responsabile dipartimento Italiani nel mondo di Fratelli d’Italia, ha rilevato come spesso non venga percepito il vero valore dell’italianità all’estero, un concetto di nazione operante e vivente che va aldilà del tempo e dello spazio. Menia ha poi sottolineato come con la nuova legge sulla cittadinanza “ si sia voluto rafforzare il valore della cittadinanza collegato ad un legame oggettivo e riconoscibile”, nonché porre fine ad un fenomeno spiacevole ovvero, l’acquisizione di questo diritto della da parte di persone che nulla avevano a che fare con l’Italia, a parte qualche lontano avo, e che confondevano la cittadinanza con il solo possesso di un passaporto. “Su questo – ha proseguito Menia – si è intervenuto legando il principio della cittadinanza alle due generazioni. Ricordo inoltre che sono stati presentanti due emendamenti , a mia prima firma e con il gruppo di Fratelli d’Italia. Il primo consente agli oriundi italiani che scelgono di stabilirsi 2 anni nel nostro Paese con un rapporto di lavoro, di ottenere la cittadinanza italiana. Prima questa permanenza era di tre anni. Questo serve sostanzialmente a riportare popolazione d’origine italiana verso i nostri borghi spopolati”. “Un altro emendamento approvato – ha aggiunto il Senatore – è quello che consente ai discendenti di cittadini italiani che vivono in paesi di storica emigrazione di far rientro in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote del decreto flussi”. Per quanto riguarda l’iniziativa odierna Menia ha affermato: “Si tratta di un’iniziativa lodevole che sostengo e incoraggio con convinzione. L’obiettivo mio, del mio partito e del Governo e quello di promuovere e facilitare il ritorno dei cittadini di origine italiana nel nostro Paese e, in particolare, in quei borghi di cui si parla oggi. Nella consapevolezza del quadro italiano attuale, che vede un progressivo invecchiamento della popolazione e lo spopolamento di molte aree interne, strumenti come la Flat Tax si aggiungono alle azioni di contrasto che stiamo adottando, anche attraverso la Legge di bilancio. Stare al fianco delle nostre famiglie e riportare in Italia persone che hanno origini e valori comuni sono due facce della stessa strategia”. Rispondendo ad una domanda di una giornalista venezuelana sulle difficoltà burocratiche incontrate dai lavoratori venezuelani presenti in Italia, Menia si è soffermato sulla difficile situazione della comunità italiana in Venezuela a causa del regime di Maduro. Una collettività che si è molto ridotta. Sulla questione posta il senatore ha sottolineato la necessità di superare i vincoli burocrati per aitare questa comunità ricca di professionalità e in definitiva anche noi stessi. Dal canto suo il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha rilevato. “La flat tax rappresenta un importante tassello nell’ambito di quella strategia di riparazione economica e sociale che stiamo mettendo in campo grazie alla stretta collaborazione con il Governo, le Regioni e i Comuni. Al fine di rivolgerci alla vasta rete di comunità degli italiani residenti all’estero, che rappresenta un patrimonio per il nostro Paese, la collaborazione con il CGIE è assolutamente funzionale e strategica”. “L’Appennino centrale – ha aggiunto – custodisce un patrimonio, frutto dell’opera della natura e dell’uomo, che non ha eguali. Valorizzare questo potenziale è un nostro dovere nella consapevolezza che, sotto il profilo della qualità della vita, questi territori offrono standard di assoluto livello”. Castelli ha poi rilevato come il rapporto con il Cgie sia nato per rendere conosciuta e praticata questa norma sulla flat tax , a chi percepisce la pensione ed è residente all’estero da almeno 5 anni e vuole trasferire la sua residenza all’interno di uno dei comuni del cratere. “La norma – ha spiegato il Commissario – assicura per dieci esercizi consecutivi questa flat tax al 7% sul patrimonio e sui redditi che si originano all’estero. Quindi noi siamo qui per rendere ancora più sistematica questa azione, che va a convalidare la strategia nazionale e a dare una mano per il ripopolamento delle zone colpite. Coloro che tornano saranno importanti per la creazione di un tessuto economico”. “L’auspicio – ha concluso Castelli – è che attraverso il Cgie ci siano sempre più persine a conoscenza di tutto questo e per le quali il ritorno sia più conveniente e suggestivo”. Giuseppe Stabile, Vicesegretario Generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord ha sottolineato: “Strumenti come la flat tax al 7% per chi percepisce pensioni estere dimostrano un modello virtuoso che può diventare nazionale. La rinascita locale è l’infrastruttura di quella nazionale: ripopolare i territori con persone e attraverso adeguati investimenti significa rivitalizzare il Paese, rafforzare l’economia, ampliare la base fiscale e aumentare la domanda di servizi. La parola chiave è capillarità: ogni persona che lascia l’Italia porta con sé un frammento del Paese e ogni ritorno è una ricchezza”.
“Ho sentito il bisogno di guardare a questa questione in modo diverso, – ha spiegato Stabile – perché ogni persona che lascia l’Italia porta con se e una parte del suo paese e ogni ritorno possibile è una ricchezza per l’intera Nazione. L’ho pensato prima come cittadino che vive fuori dalla patria, poi come esponente del Cgie. La scintilla operativa è scoccata quando l’amico Castelli ha chiesto di collaborare per valorizzare la misura della Fla Tax al 7% a favore di coloro che ricevono una pensione estera”. Stabile ha poi segnalato come in una recente Assemblea della Commissione Continentale Europa del Cgie sia emerso come l’Italia sia oggi la prima destinazione mondiale dei pagamenti pensionistici tedeschi all’estero. “Parliamo – segnala il Vice Segretario generale – di oltre 348.000 pensioni versate a beneficiari in Italia. Ora immaginiamo quanto questo numero potrebbe aumentare, moltiplicandolo per il resto dei Paesi del mondo, se sapessimo costruire una relazione più matura fatta non solo di risorse economiche e contributi a fondo perduto, ma di idee lungimiranti, di investimenti e competenze che tornano al nostro Paese”. Per Stabile inoltre dopo anni di diagnosi sulle cause e gli effetti dell’espatrio è giunto il momento della proposta di cura. “Per quanto di mia competenza – ha rilevato Stabile – il primo passo è stato quello di progettare un repertorio nazionale condiviso, una sorta di archivio unico che raccolga e renda facilmente accessibili tutte le misure sul rientro Quelle nazionali, ragionali e locali dedicate all’attrazione dei connazionali che desiderano ritornare investire o trascorrere in Italia la propria vita. Un repertorio che parli un linguaggio semplice non in buorocratese e che permetta a chi vive all’estero di conoscere con chiarezza gli strumenti esistenti e come usarli. Poi dobbiamo lavorare per migliorare le misure già in vigore con proposte concrete basate su confronti e modelli internazionali”. Il Vice Segretario Generale ha inoltre segnalato di aver messo a disposizione delle istituzioni quattro contributi frutto di un approfondimento personale: una nota tecnica sul decreto per il rientro dei discendenti italiani con l’ampliamento dei motivi di ingresso per lavoro autonomo, imprese e pensionati; una integrazione del ddl sulla semplificazione edilizia che propone tempi certi per le autorizzazioni e una corsia preferenziale per chi rientra o investe nei borghi italiani; un’integrazione per coordinare la flat tax alla legge sull’immigrazione e una proposta di riforma della golden tax. “Da oggi – ha concluso Stabile – vogliamo cominciare a costruire le ragioni per cui vale la pena ritornare”. (Lorenzo Morgia – Inform)