APPUNTAMENTI
L’incontro è promosso dalla Casa editrice Schwabe Verlag di Basilea e dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo
ZURIGO – Alle ore 19 di mercoledì 10 dicembre si terrà a Zurigo , presso il Zentrum Karl der Grösse (Kirchgasse 14, 8001 Zurigo), la presentazione del libro del filosofo Maurizio Ferraris “Anima e iPad”. All’incontro, promosso dalla Casa editrice Schwabe Verlag di Basilea e dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, interverranno, oltre al filosofo Ferraris, Malte Osterloh, (traduttore), Wolfgang Rother e Andrea Elmer (Schwabe Verlag).
“Che cosa c’entra l’anima con l’iPad? – spiega la nota dell’Istituto Italiano di Cultura – In apparenza, niente. La prima è quella fitta di rimorso che ci avvisa che siamo vivi e coscienti, il secondo è l’assoluto tecnologico del momento. Tuttavia, questa strana coppia ha un’affinità profonda, e la tecnica, come in un corteo, porta alla ribalta una moltitudine di cose antichissime. Quali? Anzitutto la scrittura. Tanto l’anima quanto l’iPad hanno memoria da vendere e sono blocchi su cui leggere, scrivere, archiviare. Questa scrittura, dentro e fuori della mente, è l’origine della coscienza e del mondo sociale. Perché la scrittura è insieme la base della realtà sociale e la base della nostra coscienza e del nostro pensiero, il cui spettro peggiore è proprio l’Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. Ecco perché la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni ha riguardato proprio la scrittura e il suo emblema è oggi l’iPad. Anima e iPad sono dunque gemelli. E l’iPad, che quando è spento, con il suo schermo lucido, può servire come specchio per pettinarsi o rifarsi il trucco, quando è acceso, con la sua memoria attivata, diviene letteralmente lo specchio dell’anima. In questo libro parlare di iPad diviene parlare non di un dispositivo tecnologico, ma di noi stessi, della nostra vita, del nostro pensiero, del nostro mondo”.
Nato a torino il 7 febbraio del 1956 Maurizio Ferraris si laurea in Filosofia a Torino nel 1979, sotto la guida di Gianni Vattimo. Nei primi anni la sua attività si divide tra insegnamento, ricerca e giornalismo culturale. Dal 1979 al 1988 è redattore, poi codirettore, di “Alfabeta”, il cui comitato direttivo comprende, tra gli altri, Antonio Porta, Nanni Balestrini, Maria Corti, Umberto Eco, Francesco Leonetti, Pier Aldo Rovatti e Paolo Volponi. All’inizio degli anni ottanta inizia il suo rapporto con Derrida, che segna profondamente la sua formazione. Sul piano accademico, dopo due anni di insegnamento a Macerata (1982-83), nel 1984 inizia a insegnare a Trieste, inframmezzando l’attività didattica con una serie di soggiorni a Heidelberg dove, a contatto con Gadamer, intraprende studi di ermeneutica. Nel 1995 Ferraris viene chiamato a Torino, come professore ordinario di Estetica. Passerà all’insegnamento di Filosofia Teoretica nel 1999. Direttore di programma (cioè insegnante) al Collège international de philosophie dal 1998 al 2004, nel 2001 fonda il Laboratorio di Ontologia (Labont) e il Centro interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata (CTAO). Dal 1989 al 2010 ha collaborato al supplemento culturale de Il Sole 24 ORE; dal 2010 scrive per le pagine culturali de La Repubblica. (Inform)