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RIMINI – Al Meeting di Rimini si è svolto l’incontro “Aiutare gli Italiani in difficoltà: metodi, risultati, sorprese” con Nicola Minasi, Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina. Si è parlato della tutela degli italiani nelle situazioni di grande emergenza internazionale: dalle guerre alle evacuazioni, dai disastri naturali, ai rapimenti, alle pandemie. Nel suo intervento Minasi ha sottolineato come questo lavoro di tutela richieda preparazione, ma anche il coraggio di ammettere quanto poco sappiamo del futuro. Il diplomatico si è soffermato sul funzionamento e le esperienze maturate dall’Unità di Crisi. “Il Ministero degli Esteri, per missione, deve tutelare gli italiani all’estero e promuovere gli interessi dell’Italia. Nel Caso dell’Unità di Crisi ci occupiamo di questioni particolari”, ha spiegato Minasi sottolineando come ci sia un’infinità di situazioni delicate da affrontare come connazionali arrestati, documenti smarriti, minori sottratti, il rimpatrio in casi di emergenza come avvenuto ad esempio durante la pandemia e il supporto in caso di terrorismo, crisi politiche o anche catastrofi ambientali. Minasi ha illustrato la composizione dell’Unità di Crisi: attiva tutti i giorni e operativa nelle ventiquattro ore in maniera continuativa, essa è composta da trentacinque persone. La struttura si avvale di portali informativi come “Viaggiare sicuri” e “Dove siamo nel mondo” alle quali si può iscrivere chiunque si sposti all’estero con la possibilità di essere localizzato e rintracciabile in caso di una reale emergenza. In proposito il diplomatico ha ricordato il recente del sisma in Turchia nel 2023: gli italiani localizzati in quel momento nella città epicentro del terremoto sono stati contattati in poco tempo dalla Farnesina. “Ci sono cose che possiamo prevedere e altre che non possiamo prevedere”, ha evidenziato Minasi precisando che ovviamente un terremoto è imprevedibile mentre si può esaminare con anticipo dove possa scoppiare un conflitto o avvenire una crisi politica. Un altro esempio fatto è quello dell’evacuazione dal Sudan nel 2023 per lo scoppio di una guerra civile, con l’aggiunta di un’ulteriore difficoltà dovuta all’impossibilità di usare l’aeroporto; è stata menzionata anche l’evacuazione dal Niger sempre nel 2023. Più recentemente, invece, ci sono state evacuazioni da Israele e territori palestinesi, così come dal Libano nel 2024. Nel 2025 ci sono state infine portate a conseguimento evacuazioni dall’Iran. Tra le altre iniziative compiute, è stata citata l’Operazione Gaza atta a consentire l’assistenza e la cura di persone malate o ferite provenienti dai territori compiti dai bombardamenti: l’operazione è stata attuata inizialmente in parte tramite la nave militare italiana Vulcano e in parte portando i pazienti in ospedali egiziani, in attesa del trasferimento in Italia. (Inform)