SOCIETA’
ROMA – Presso la Sala della Regina di Montecitorio, è stato presentato il Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Dopo i saluti del questore Paolo Trancassini, il rapporto è stato illustrato dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli. Per quanto riguarda il quadro demografico dal Rapporto si evidenzia come la dinamica demografica e sociale continui a riflettere trasformazioni profonde, che attraversano generazioni, territori e gruppi sociali. Al 1° gennaio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. La diminuzione della popolazione, in atto dal 2014, è determinata da una dinamica naturale (saldo tra nascite e decessi) fortemente negativa. La natalità continua a calare, sfavorita dal ridotto numero di donne in età fertile: nel 2024 si sono registrate solo 370 mila nascite, quasi 200 mila in meno rispetto al 2008. La fecondità ha toccato un minimo storico di 1,18 figli per donna e prosegue il rinvio della genitorialità. Dal Rapporto viene anche sottolineato come il saldo migratorio, pure essendo ampiamente positivo, è insufficiente a compensare la perdita di popolazione. Nel 2024 gli ingressi dall’estero sono 435 mila, in aumento rispetto al periodo pre-pandemico. Crescono, tuttavia, anche le uscite: 191 mila persone lasciano il Paese (+20,5 per cento rispetto al 2023), di cui oltre 156 mila cittadini italiani. Particolarmente preoccupante è l’aumento dell’espatrio tra i giovani 25-34enni laureati: 21 mila nel 2023, un record storico. I rientri sono pochi, con il risultato di una perdita netta di capitale umano qualificato pari a 97 mila giovani in dieci anni. L’Istat segnala anche che il 2024 segna la fine della crisi di mortalità legata alla pandemia. La speranza di vita alla nascita cresce, raggiungendo 83,4 anni, con un recupero completo rispetto ai livelli pre-Covid-19 sia per gli uomini sia per le donne. L’Italia si conferma inoltre tra i Paesi europei più longevi. Per l’Istat questo dato, in sé molto positivo, accentua l’invecchiamento della struttura per età della popolazione: un quarto dei residenti ha almeno 65 anni, il doppio rispetto ai minori di 15 anni. Gli ultraottantenni sono quasi 4,6 milioni e gli ultracentenari nel 2024 toccano un nuovo massimo, superando i 23.500. Le previsioni demografiche confermano inoltre un futuro segnato da ulteriore invecchiamento, calo delle nascite e crescente numero di decessi. Inoltre l’evoluzione dei flussi migratori, potenziale fattore di riequilibrio strutturale, presenta ampi margini di incertezza. Nel nuovo millennio, l’unico segmento di popolazione residente in crescita è rappresentato dagli stranieri e dai nuovi cittadini italiani. Al 1° gennaio 2025 si contano 5,4 milioni di residenti stranieri (il 9,2 per cento della popolazione); la comunità più numerosa è quella romena, seguita da quelle albanese e marocchina. Inoltre, – informa l’Istat – al 1° gennaio i cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono 1,9 milioni, in prevalenza originari di paesi extra-UE. (Inform)