direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Missioni internazionali e cooperazione, l’Audizione dei Ministri Tajani e Crosetto davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

(Fonte Foto Camera dei Deputati)

ROMA – Sulle missioni internazionali dell’Italia e sugli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, si è svolta l’audizione,  pressoi le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto: la relazione analitica è riferita al 2023 ma è finalizzata anche alla proroga per il 2024. La seduta è stata presieduta dalla Presidente della Commissione Esteri – Difesa del Senato Stefania Craxi. Nel suo intervento Tajani ha ricordato come, dopo l’approvazione delle nuove operazioni militari all’estero Aspides e Levante, occorra fare un quadro generale anche in vista di una proroga delle missioni e degli interventi di cooperazione. Si tratta di interventi che nel loro insieme “danno forza all’Italia nei consessi internazionali”, ha precisato Tajani cominciando l’analisi dallo scenario dell’Ucraina anche alla luce della Presidenza italiana del G7. “Il sostegno a Kiev rimane un’assoluta priorità del Governo”, ha affermato Tajani evidenziando tra l’altro la firma di un accordo bilaterale sulla sicurezza tra Italia e Ucraina. “Non siamo in guerra con la Russia ma difendiamo l’Ucraina”, ha ribadito Tajani sottolineando come tuttavia la pace non debba tradursi nella resa dell’aggredito, auspicando invece una pace frutto di un processo negoziale credibile e un sempre maggiore sostegno all’adesione dell’Ucraina all’UE. Tajani ha anche ribadito come l’attenzione sia focalizzata in realtà sull’intera regione dell’Europa orientale, dalla Bielorussia al Caucaso. Allo stesso tempo l’Italia sostiene il percorso di adesione europea della Moldavia. Tajani ha anche parlato dell’importanza del ruolo della Nato a fronte dell’atteggiamento della Russia nella regione dell’Europa dell’Est. Il Ministro degli Esteri ha poi ricordato che l’Italia è già presente in quest’aria a sostegno della Nato con forze di terra in Bulgaria, Lettonia e Ungheria. L’Italia partecipa anche al pattugliamento aereo dall’estremo Nord Europa fino al Mar Nero, passando quindi per i Paesi Baltici e i Balcani; gli assetti navali sono invece impegnati nel pattugliamento di Mar Baltico e Mediterraneo. In vista del vertice Nato di Washington dell’estate prossima, l’Italia continuerà a lavorare anche per il fianco Sud dell’Alleanza. Più in generale Tajani ha ribadito l’importanza di una riforma in seno all’UE per arrivare a una vera difesa comune europea. “L’Europa deve attrezzarsi per agire da protagonista”, è stato l’auspicio del Ministro degli Esteri vedendo nell’operazione Aspides un primo passo in avanti in tale direzione. Al medesimo tempo sono importanti anche le missioni civili dell’UE: al momento sono operative ben 13 di queste missioni, dall’Africa al Medioriente passando per Balcani Occidentali ed Europa Orientale. Si tratta per lo più di attività di consulenza, formazione e monitoraggio dove l’Italia dovrà giocare un ruolo sempre più centrale. Tajani ha inoltre ricordato come in cima alle priorità ci sia la stabilità dell’area balcanica e in particolare la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo; altro elemento strategico è la definitiva stabilizzazione della Bosnia-Erzegovina. Il Ministro degli Esteri ha poi parlato del ruolo italiano nella zona conosciuta come Mediterraneo Allargato con il suo vasto quadro multilaterale. “La Libia è un pilastro centrale nella nostra azione nel Mediterraneo”, ha ribadito Tajani ricordando come tuttavia la sua instabilità continui a rappresentare una minaccia strategica. “Anche la stabilità della Tunisia è un nostro interesse nazionale”, ha aggiunto Tajani definendosi soddisfatto del lavoro svolto nei mesi scorsi anche alla luce del memorandum firmato tra Tunisia e Unione Europea. Tajani ha poi menzionato  l’impegno dell’Italia in Libano che può contare su una proficua collaborazione con le autorità locali. Sulla guerra in Medio Oriente, il Ministro ha segnalato di aver avuto colloqui sia con un rappresentante israeliano che con un rappresentante palestinese. “Sul fronte umanitario l’Italia è in prima linea”, ha precisato Tajani menzionando l’iniziativa Food for Gaza. Secondo Tajani l’obiettivo a medio termine è la ricostruzione umana, sociale e fisica della Striscia di Gaza. Per quanto riguarda la situazione in Mar Rosso, invece, è stato ribadito come gli Houthi continuino a rappresentare un pericolo per la navigazione e per il commercio. Nella regione del Golfo è stato poi ricordato come prosegua l’impegno italiano nella coalizione anti Daesh, con una particolare attenzione all’Iraq. Preoccupante, sul fronte della sicurezza e della minaccia terroristica anche islamica, sarebbe anche la situazione in Africa, per la precisione nella regione del Sahel. Confermata anche la centralità della stabilità nella regione del Corno d’Africa. Allontanandosi verso l’Asia, Tajani ha ricordato come l’impegno dell’Italia sia esteso anche al confine tra India e Pakistan. Il Ministro degli Esteri si è infine soffermato sui principali interventi di cooperazione allo sviluppo, pensati per sostenere i processi di pace e stabilizzazione in linea con il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell’Agenda 2030. Le aree principali sono: Africa, Medio Oriente, Europa Orientale, Balcani e Asia. Per l’Africa in particolare i fondi saranno centrati anche sulle finalità del Piano Mattei che si prefigge di agire su pilastri quali istruzione, sanità, risorse idriche, agricoltura, energia e infrastrutture. Nove sono i progetti pilota avviati in questa prima fase in Paesi come Algeria, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia. Tajani ha voluto poi anche ribadire come sia stata rafforzata la difesa delle sedi italiane all’estero in collaborazione con il Ministero della Difesa. Ha poi preso la parola il Ministro Crosetto che ha ricordato come nell’ultimo anno la Difesa, in sinergia con gli Esteri, abbia concentrato l’attenzione sulle maggiori criticità che hanno segnato lo scenario globale, anche per la tutela degli interessi nazionali. Crosetto ha a sua volta menzionato le operazioni Levante e Aspides, che saranno affiancate da altri 34 impegni da prorogare nel 2024. L’impegno comporterà un onere finanziario complessivo di 1 miliardo e 410 milioni di euro circa. Per Crosetto si tratta di un impegno che pone l’Italia tra i maggiori contributori in tali missioni a livello internazionale. Il Ministro della Difesa ha rievocato gli scenari di instabilità già citati dal Ministro degli Esteri sostenendo come l’escalation si sia fatta più intensa su più fronti negli ultimi due anni, a partire dall’inizio del conflitto in Ucraina fino ai diversi scenari di crisi in Africa e alla più recente guerra nella Striscia di Gaza. “Difendere l’Ucraina significa difendere la nostra stabilità”, ha ribadito Crosetto tornando sul conflitto in Ucraina ma anche sulle tensioni in altre aree a ridosso tra Asia ed Europa dell’Est e nei vicini Balcani. Più in generale Crosetto ha evidenziato come il sistema della Difesa debba poter contare su processi efficaci ma allo stesso tempo flessibili, per avere una determinata prontezza di intervento. Crosetto ha inoltre anticipato che ci saranno novità importanti come l’introduzione di procedure semplificate per il finanziamento delle missioni: una modifica che non farà comunque venir meno il controllo parlamentare sotto il profilo finanziario. Dai Paesi baltici lungo tutto il fianco est della Nato passando per Medio Oriente e Corno d’Africa ma anche per il Mar Rosso e il Golfo di Guinea comprendendo anche il Sahel: questo sarà lo scenario enorme, dal punto di vista geografico, che vedrà impegnata l’Italia in una collaborazione costante tra Ministero della Difesa e Ministero degli Esteri. Per il 2024 si prevede un totale di 36 missioni: di queste, 34 proseguono dall’anno precedente e quindi solo 2 sono di nuovo avvio. Crosetto ha voluto sottolineare un altro dato: 9 missioni sono della Nato, 8 dell’UE e 5 delle Nazioni Unite; 14 iniziative saranno condotte all’interno di specifiche coalizioni o su basi bilaterali. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform