RIFORME COSTITUZIONALI
ROMA – Qui di seguio l’appello del Pd nel mondo, primo firmatario Luciano Neri, Comitato Nazionale Circoscrizione Estero Pd, “a sostegno del processo riformatore attivato ddl presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Governo”.
Il superamento del bicameralismo paritario, la riforma delle istituzioni e del Sistema Paese, in Italia e nel mondo, non sono una richiesta interessata di istituzioni extranazionali, ma l’esigenza profonda per ricostruire il rapporto fiduciario tra politica e società civile, per rilanciare crescita e occupazione, per restituire all’Italia credibilità a livello interno e internazionale.
Il cambiamento delle istituzioni e del Paese è la domanda forte che emerge dagli italiani. In Italia e nel mondo. E’ un mandato esplicito e forte affidato al Partito Democratico con il 40,8% dei consensi.
Una fiducia che il primo partito italiano ed europeo non può e non vuole tradire.
Dopo anni di consociativismo, stagnazione e privilegi, la forte spinta di rinnovamento impressa da Matteo Renzi e dal suo governo alle istituzioni e al Paese hanno avuto un impatto forte e positivo, anche all’estero, sia in termini operativi che di credibilità sullo scenario internazionale. Hanno ridato speranza. Hanno restituito agli italiani all’estero l’orgoglio di essere italiani. Per la prima volta nella storia nazionale è stato toccato chi ha avuto troppo a favore di chi ha avuto di meno. Sono stati toccati “santuari” fino ad oggi intoccabili, dalle banche alle grandi società pubbliche. Sono stati messi in discussione insostenibili privilegi parlamentari e partitocratici, sono state abolite le Province, sono state tagliate incrostazioni e sprechi per destinare risorse agli investimenti, per mantenere i servizi e renderli più efficienti. In una logica totalmente diversa da quella dei tagli lineari. Sono state fatte evidenti scelte a favore dei ceti più bassi, delle imprese, delle famiglie, del lavoro. Non sono solo scelte giuste nel merito, sottintendono una logica diversa e una cultura politica dietro il merito dei singoli provvedimenti. E’ stata riaffermata sullo scenario europeo ed internazionale una presenza autorevole e protagonista.
Oggi il Presidente del Consiglio, il Governo e il Parlamento sono impegnati in una importante riforma che non intacca i pilastri della nostra Costituzione ma ne aggiorna le parti da cambiare. Un processo necessario, attivato senza successo dal centrosinistra già ai tempi dell’Ulivo, teso a superare un bicameralismo che blocca le decisioni e che non trova riscontro in nessun altro Paese europeo. Un percorso di riforma che è stato caratterizzato da un ampio processo partecipativo, nelle istituzioni e nel Pd, che ha assunto le decisioni sempre dopo un approfondito dibattito e con deliberazioni votate a larga maggioranza.
Il confronto e la dialettica sono importanti, così come legittima l’opposizione nelle forme proprie di chi non è d’accordo. Ma altrettanto doveroso è da parte della maggioranza fare quelle riforme indispensabili al Paese e richieste dai cittadini. L’ostruzionismo attivato in Parlamento da alcuni gruppi è lecito se finalizzato all’utilizzo di uno strumento, nei termini previsti, per affermare una diversità. Non è accettabile se diventa lo strumento per paralizzare tutto, per impedire alle Camere di votare e alla maggioranza di fare le riforme.
La contraddizione oggi evidente è quella tra un Presidente del Consiglio ed un Governo che interpretano la domanda di cambiamento del Paese, e un quadro parlamentare frutto della precedente stagione politica che, in settori non secondari, di quel periodo tende a rifletterne liturgie ed a difenderne privilegi. Ma nonostante questa contraddizione crediamo che la maggioranza di questo Parlamento comunque comprenda l’urgenza del cambiamento e sia disponibile a sostenere il processo di riforma. Se così non dovesse essere, l’unico scenario che né il Governo, né il Parlamento, né il Paese potrebbero reggere è quello della palude, di una paralisi permanente in un mondo segnato da pericolosi ed estesi conflitti e da cambiamenti rapidi e profondi degli assetti economici, finanziari e istituzionali.
Per questo noi riaffermiamo il sostegno del processo riformatore e di modifica costituzionale attivato dal Presidente del Consiglio Renzi e dal governo. porteremo in discussione nelle nostre comunità all’estero il presente appello chiedendo a tutti, rappresentanti istituzionali e cittadini, di firmarlo e di sostenerne le finalità.
Seguono le firme: Luciano NERI – Comitato Nazionale Circoscrizione Estero Pd; Lanfranco FANTI – Segretario Nazionale Pd Belgio; Francisco ROTUNDO – Segretario Nazionale Pd Argentina – Componente Assemblea Nazionale Pd; Giovanni RAPANA’ – Segretario Pd Quebec Canada – Consigliere Comunale Montreal – Componente Assemblea Nazionale; Anna RUEDEBERG POMPEI – Pd Svizzera – Componente Assemblea Nazionale; Pietro MARIANI – Segretario Pd Spagna; Josè MENDEZ ZILLI – Segretario Circolo Pd Uruguay – Componente Assemblea Nazionale; Rossella SALVIA – Pd Francia – Componente Assemblea Nazionale; Claudia ANTONINI – Pd Brasile – Componente Assemblea Nazionale; Gianvito MARTUCCI – Pd Australia – Componente Assemblea Nazionale; Roberto PARRILLO – Pd Belgio – Componente Assemblea Nazionale; Francesco MATINA – Segretario Pd Moron Buenos Aires – Componente Assemblea Nazionale; Giovanna ESPOSITO – Pd Lussemburgo – Componente Assemblea Nazionale; Riccardo VIAGGI – Pd Belgio – Componente Assemblea Nazionale; Nelida CLAPPS – Pd Argentina – Componente Assemblea Nazionale; Fabio LIBERTI – Pd Belgio – Componente Assemblea Nazionale; Domingo CALAFATI – Pd Argentina – Componente Assemblea Nazionale; Nella SEMPIO – Pd Svizzera – Componente Assemblea Nazionale. (Inform)