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Promosso da Triennale Milano, MAXXI in collaborazione con Maeci e Mic
(Fonte foto X)
MILANO – Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, ha preso parte questa mattina a Milano, insieme al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al lancio del Laboratorio sulla ricostruzione dell’Ucraina. Il Laboratorio, promosso da Triennale Milano e MAXXI in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Cultura, ha come obiettivo quello di costituire un hub europeo per ricostruire l’Ucraina in maniera sostenibile e innovativa, con particolare attenzione alle infrastrutture sociali come le scuole e le istituzioni culturali, attraverso il coinvolgimento di istituzioni culturali, aziende, creativi e progettisti.
I lavori sono stati aperti dai saluti di Carla Morogallo (Direttrice Generale Triennale Milano) che ha ricordato come faccia parte della storia stessa della Triennale l’apporto all’urbanistica. Stefano Boeri (Presidente Triennale Milano) si è soffermato sull’importanza della ricostruzione dei paesi distrutti dalla gurra: “Progettare la ricostruzione di una città non è solo un modo per sostenere le ragioni di un Paese aggredito e non è solo un modo per immaginare un futuro nuovo, ma significa molto di più: Winston Churchill disse che bisognava ridare forma alle case affinché esse ridessero forma alle nostre vite”, ha rilevato Boeri citando una nota frase di Churchill pronunciata durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e parlando così di una ricostruzione rigeneratrice non solo dal punto di vista dello spazio. Riguardo all’Ucraina, in particolare, Boeri ha menzionato tre città: Odessa, Kiev e Leopoli da far rinascere dopo la guerra. “Grazie a questo progetto di ricostruzione vogliamo, con il sostegno della cooperazione internazionale e dell’Unesco, rigenerare la città di Odessa”, ha spiegato Boeri invocando il concetto di diplomazia culturale. “Diplomazia culturale non significa solo fare rete con altre istituzioni europee e internazionali ma anche raccogliere le migliori competenze italiane nel restauro e nella rigenerazione delle architetture colpite dalla guerra mettendoli in contatto con i tecnici locali e gli amministratori”, ha precisato Boeri annunciando che il punto di partenza sarà il restauro della Cattedrale della Trasfigurazione di Odessa. Alessandro Giuli (Presidente MAXXI) ha invitato a fare della ricostruzione una missione accogliendo l’appello in quanto museo delle arti contemporanee. “La nostra missione è agire anche in sede internazionale tramite la diplomazia culturale”, ha spiegato Giuli evidenziando come altrimenti dietro l’angolo ci sia una sconfitta culturale più che militare. “Odessa ai nostri occhi è oggi la capitale del mondo libero”, ha dichiarato Giuli. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di un evento di pace. “Oggi lanciamo un messaggio positivo perché si parte dalla ricostruzione di una chiesa cristiana: un messaggio che lanciamo al popolo ucraino che inizia un altro inverno di guerra”, ha esordito Tajani sottolineando la vicinanza dell’Italia anche dal punto di vista culturale. Il Ministro ha espresso soddisfazione per la decisione di partire dalla ricostruzione proprio da un grande patrimonio dell’umanità che tutti conoscono, la Cattedrale di Odessa. “I luoghi di culto sono parte di un’identità religiosa che non è un fatto privato ma riguarda una civiltà e un modo di vivere”, ha aggiunto Tajani parlando anche un grande evento sulla ricostruzione dell’Ucraina che vedrà l’Italia protagonista nel 2025: “L’Italia vuole essere in prima linea nella ricostruzione dell’Ucraina. Dopo la conferenza dello scorso aprile – in cui abbiamo portato a Roma più di mille aziende per discutere della ricostruzione del Paese in chiave moderna, verde e digitale – poniamo oggi un altro tassello per la ricostruzione del Paese, che sarà centrale anche nel corso della Presidenza italiana del G7 nel 2024 e che pone le basi per la Ukraine Recovery Conference che ospiteremo sempre in Italia nel 2025. In questo articolato processo, il ruolo delle imprese private e delle PMI italiane è cruciale, mettendo le straordinarie competenze architettoniche e il know-how italiano nella tutela e nel restauro del patrimonio culturale al servizio della ricostruzione e della trasformazione delle città ucraine”. “Le nostre imprese vogliono lavorare lì e vogliamo fare ancora di più”, ha precisato Tajani parlando di un futuro ingresso dell’Ucraina nell’UE. “D’altronde il progetto europeo nacque per garantire la pace in alternativa alle guerre che devastarono l’Europa nel secolo scorso per due volte”, ha evidenziato il Ministro ricordando anche l’altro conflitto in corso in Medio Oriente. “Quando arriverà la pace, tutti i semi che stiamo gettando oggi si potranno trasformare in risultati concreti che possano consentire agli ucraini di vivere in un bellissimo Paese ricco di storia e di cultura”, ha espresso l’auspicio Tajani guardando con ottimismo al futuro. “I migliori auguri che possiamo fare agli ucraini è quello di poter vivere in pace nei prossimi anni”, ha concluso il Ministro evidenziando i benefici che potrà avere l’Ucraina dall’ingresso nel mercato comune europeo.
Dmytro Kuleba (Ministro degli Esteri dell’Ucraina) ha parlato di una guerra che ha creato danni al Paese e al popolo ucraino. “Il sostegno dei nostri amici ci permette di guardare al futuro e pensare alla ricostruzione già oggi. Abbiamo creato un ente statale per ricostruire le infrastrutture”, ha segnalato Kuleba evidenziando come già ci siano state varie conferenze sul progetto di ricostruzione dell’Ucraina. “L’idea della rinascita deve essere l’inizio di un nuovo cammino”, ha dichiarato Kuleba facendo un parallelo con quello che ha rappresentato per l’Italia l’epoca del Rinascimento. Gennaro Sangiuliano (Ministro della Cultura) ha rievocato nel suo intervento quando Alcide De Gasperi nel 1948 volle uno stanziamento straordinario per la ricostruzione della Scala di Milano. “De Gasperi fu criticato ma spiegò che la Scala era un simbolo di rinascita: era una grande istituzione culturale e andava rapidamente rimessa in piedi per ridare speranza agli italiani”, ha ricordato Sangiuliano sostenendo che sarebbe impensabile immaginare oggi Roma senza il Colosseo o Milano senza il Duomo perché sono parte di un’identità. “Penso che questi stessi sentimenti muovano anche il popolo ucraino”, ha sottolineato il Ministro facendo un parallelo tra i menzionati monumenti italiani e la Cattedrale di Odessa. “L’Italia ha storicamente un rapporto intenso con l’Ucraina e in particolare con la città di Odessa”, ha spiegato Sangiuliano ricordando l’apporto degli italiani all’architettura della città. Rostyslav Karandieiev (Ministro della Cultura dell’Ucraina) ha parlato della distruzione del patrimonio culturale come tentativo di annientare la memoria storica ucraina. “Salvaguardare la storia e i beni culturali, durante l’attività bellica e anche successivamente, è la nostra missione”, ha dichiarato Karandieiev esprimendo soddisfazione per l’aiuto italiano nella ricostruzione dell’Ucraina a partire da Odessa e dal restauro della Cattedrale. Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) ha ricordato come la Lombardia abbia fin da subito dato la propria disponibilità all’aiuto verso l’Ucraina anche per l’assistenza diretta alle persone evidenziando come attualmente in territorio lombardo ci siano diverse migliaia di profughi assistiti anche sotto l’aspetto sanitario. “Una rigenerazione urbana non è soltanto urbanistica ma anche sociale cioè è un nuovo modo di fare comunità e di vivere”, ha spiegato Fontana. Gennadiy Trukhanov (Sindaco di Odessa) ha ribadito a sua volta come molti artisti italiani abbiano in passato contribuito a costruire le città ucraine. Adesso l’urgenza è coprire e mettere anzitutto in sicurezza il tetto della Cattedrale in vista anche dell’inverno. Elena Buscemi (Presidente del Consiglio Comunale di Milano) ha ricordato l’intensità dei rapporti tra le città italiane e quelle ucraine. In particolare Milano ha fin dall’inizio sostenuto coloro che dall’Ucraina hanno cercato un approdo in Italia. “La strada per la pace è ancora in salita: oggi il nostro impegno è al fianco di Odessa e di tutte le città colpite”, ha sottolineato Buscemi. Luigi Brugnaro (Sindaco di Venezia) ha ricordato come anche Venezia – città gemellata con Odessa – da subito abbia dato il proprio contributo per l’emergenza in Ucraina. Come dichiarato dal Sindaco, ad oggi il territorio veneziano conta circa 1.600 rifugiati ucraini ai quali è stata data assistenza burocratica, per quanto riguarda i documenti, ma anche sanitaria. Serhii Kropyva (Vice Governatore della Regione di Odessa) ha ricordato come i bombardamenti su Odessa abbiano danneggiato non solo la Cattedrale ma tutta una serie di edifici e monumenti di rilievo. “Il contributo italiano è stato fondamentale per lo sviluppo culturale di Odessa”, ha precisato Kropyva segnalando l’amicizia con l’Italia. Andriy Sadovyi (Sindaco di Leopoli) ha evidenziato come la ricostruzione sia connessa all’idea di un’Ucraina europea ossia come parte dell’UE. Dario Nardella (Coordinatore Anci dei Sindaci Metropolitani) ha spiegato che parlare di ricostruzione dell’Ucraina è un segnale politico e diplomatico perché significa dare una prospettiva al popolo ucraino. Nardella ha ricordato la firma a Kiev di un accordo tra sindaci europei e sindaci ucraini per la ricostruzione delle città colpite dai bombardamenti. Il Sindaco di Firenze ha poi parlato del piano da 50 miliardi di euro lanciato dalla Commissione europea come primo step della fase di ricostruzione dell’Ucraina: piano che avuto il parere favorevole tanto dal Parlamento europeo quanto dal Comitato europeo delle regioni. “La ricostruzione deve seguire i criteri di trasparenza, di collaborazione dal basso e di attenzione ai principi europei sulla sostenibilità e l’inclusione”, ha concluso Nardella. (Inform)