direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Galileo Chini. Un artista della ceramica tra la Toscana e l’Europa”, presentato al Circolo degli Esteri il libro di Daniele Galleni

CULTURA

 

ROMA – Nell’ambito del ciclo “Incontriamo l’autore” si è tenuta al Circolo degli Esteri di Roma la presentazione del libro “Galileo Chini. Un artista della ceramica tra la Toscana e l’Europa” di Daniele Galleni ed edito da Polistampa nel 2023. All’evento ha preso parte anche il Consigliere Marco Maria Cerbo, capo Ufficio III DGDP (Promozione Culturale e Istituti Italiani di Cultura). Galleni in questa sua opera restituisce l’immagine di un giovane artista di successo, Chini, che mosse i suoi passi nel mondo dell’arte tra la fine dell’800 e gli inizi del secolo scorso. Nel 1906 Chini ha la possibilità di inaugurare a Borgo San Lorenzo – in provincia di Firenze – una propria manifattura dedicata alla ceramica. “Galileo Chini si inserisce in una cultura alta, rinascimentale, nonostante abbia contribuito a formare in Italia un nuovo gusto per le arti decorative: una modernità che non esclude mai un rapporto con l’antico”, ha spiegato Galleni sottolineando come l’artista in questione non sia un dissidente nei confronti delle arti classiche, cosa invece abbastanza frequente nelle avanguardie di inizi ‘900. “L’arte della ceramica, tradizionalmente, è l’arte della trasformazione della materia: una materia inerte, l’argilla o la creta, vengono trasformate in qualcosa di completamente diverso che è prezioso per il modo in cui è lavorato”, ha rilevato Galleni evidenziando come questo processo di lavorazione possa addirittura assumere, data la bravura dell’artista, i tratti di un qualcosa di alchemico. “Da una parte la Toscana, le radici locali e le tradizioni, e dall’altra l’Europa ossia il respiro internazionale”, ha spiegato l’autore del volume avendo già nel titolo voluto indicare il confronto tra due realtà che, a cavallo tra i due secoli nei quali visse Chini, si confrontavano a vicenda. Allo stesso tempo però nell’arte di Chini c’è la creazione di uno stile nuovo e moderno, aperto agli influssi internazionali dello stile liberty, e scevro dalla semplice e sterile riproduzione di ciò che era classico, medievale, rinascimentale o barocco. Altro aspetto interessante dell’opera di Chini – e più in generale dell’arte liberty – era l’idea di “un’arte che potesse entrare nella dimensione quotidiana e non fosse soltanto qualcosa per le classi più elevate”, ha evidenziato Galleni sottolineando come Chini abbia riscosso successo non solo in Italia ma anche all’estero ricevendo apprezzamenti dalla critica. “Chini era capace di dialogare con i modelli nuovi”, ha spiegato l’autore ricordando l’esposizione di Torino nel 1902 come momento centrale per l’affermazione del liberty e di uno stile in grado di guadagnarsi un proprio spazio indipendente rispetto ai riferimenti del passato. In quegli anni gioca un ruolo di primo piano anche Parigi quale sede di numerose esposizioni d’arte moderna che ad esempio gettarono le basi per la nascita di stili come il cubismo. “Ci sono poi le Biennali di Venezia: una vetrina internazionale fondamentale per l’arte di Chini”, ha spiegato Galleni precisando come la kermesse veneta, nata alla fine dell’800, sia stato un tentativo intelligente di aprire la produzione artistica italiana a scenari internazionali. Si trattava di una modernità non dissidente ma dal tono istituzionale con tanto di giuria, come ha delineato l’autore tornando sull’idea di avanguardie che non necessariamente cercavano una rottura totale con la tradizione rispetto a quanto accadeva invece per esempio con il futurismo. Galleni ha poi raccontato l’aneddoto legato alla visita del sovrano del Siam alla Biennale agli inizi del secolo scorso che restò molto colpito dall’arte di Chini tanto da richiederlo per delle decorazioni a Bangkok all’interno della sala del trono del proprio palazzo. Nel 1911 Chini si imbarca a Genova e parte per questo lungo viaggio verso il Siam, attuale Tailandia. “Qui giunge nel momento in cui, morto il vecchio sovrano, ci sono le celebrazioni di incoronazione del nuovo e vive questo impatto fortissimo con la cultura del luogo: per tre anni rimane a dipingere e decorare la sala del trono”, ha raccontato Galleni evidenziando la curiosità di Chini per culture diverse compresa quella cinese che in Siam è presente accanto a quella tailandese. Nel suo intervento il Consigliere Cerbo ha a sua volta definito Galileo Chini come “un artista che parte dalla tradizione, dal paesaggio alla natura morta, e poi evolve verso forme più moderne per quell’epoca come quelle dell’art nouveau”. Cerbo ha inoltre ricordato come l’artista viva il periodo della Grande Guerra e poi la stagione del Fascismo. “Si trova anche a vivere un momento che, nella storia d’Italia, è stato uno spartiacque segnando una transizione all’interno del Ventennio”, ha aggiunto Cerbo riferendosi all’avvicinamento dell’Italia alla Germania. “Lo spartiacque è segnato dalla visita in Italia di Adolf Hitler che vede una tappa anche a Firenze, il 9 maggio 1938”, ha precisato Cerbo sottolineando che Chini in quel momento si trovava proprio nella città toscana. “Chini fa una scelta, contesta l’adesione italiana a questa linea. Non si era mai spinto fino a scegliere toni violenti ma è qui che dipinge ‘il grande dittatore’: un quadro diverso dagli altri che esprime una forza quasi espressionistica estrema con un mostro circondato da cadaveri, prevedendo quello che sarebbe successo negli annoi successivi. La pittura di Chini si sarebbe purtroppo rivelata profetica”, ha spiegato Cerbo parlando di un quadro di particolare impatto che si presta a diverse letture. “Un quadro metaforico che si inserisce nella narrazione della distruzione causata dalla guerra”, ha sottolineato Cerbo vedendo una somiglianza con le pitture più tragiche di Goya. “L’arte di questi maestri hanno una grande attualità: quei volti sono figure eterne che stentano a scomparire. Dalla storia si deve imparare senza dimenticare”, ha concluso Cerbo. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform