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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sì dell’Aula alla nuova disciplina generale sulla cooperazione allo sviluppo

CAMERA DEI DEPUTATI

Ringrazia per il lavoro svolto e la rapida approvazione del provvedimento il vice ministro agli Esteri Lapo Piselli. Fra i numerosi interventi del dibattito segnaliamo quelli di Vincenzo Amendola (Pd) e del deputato eletto nella ripartizione Europa Guglielmo Picchi (Fi). Il testo passa ora nuovamente al vaglio del Senato

ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato ieri la nuova disciplina generale sulla cooperazione allo sviluppo con 251 voti favorevoli, 2 contrari e 72 astenuti. Un provvedimento definito dal viceministro agli Esteri Lapo Pistelli “importante” perché la cooperazione allo sviluppo riconduce immediatamente la politica alle persone e migliorato, a suo avviso, dal testo congedato a fine giugno con l’approvazione da parte del Senato. Miglioramento che il vice ministro attribuisce al “dialogo corretto che il Governo rivendica di aver instaurato con questo Parlamento”, mentre segnala la disponibilità di valutare alcune proposte formulate nel corso della discussione in Aula, e non recepite nella legge perché non strettamente attinenti al tema, nell’ambito degli interventi sul terzo settore, annunciati “imminenti”.

Nel corso della seduta segnaliamo l’intervento di Vincenzo Amendola (Pd), che si è soffermato sull’importanza della legge: una “legge fondamentale – ha detto – non solo per la politica estera del nostro Paese, di cui la cooperazione da oggi è a tutti gli effetti parte, ma per l’Italia”. In particolare il provvedimento, che reca “firme giovani, di una nuova generazione – segnala Amendola – che non conosce quello che è successo negli ultimi 27 anni ma si intesta una grande riforma”, parla all’Italia “migliore”, “che è in giro per il mondo a portare solidarietà”, “che ha bisogno non di pacche sulle spalle, non di autorizzazioni, ma di crescere”. E per crescere dispone ora di nuovi strumenti e soprattutto di un nuovo “messaggio di cittadinanza, di forza, di rappresentanza” che è “un’idea di mondo per cui l’Italia si spende e si batte”. “Vogliamo che questa società civile organizzata si unisca agli sforzi della politica estera di questo Governo ma anche dei prossimi – afferma l’esponente democratico, segnalando come il cardine di questo messaggio si discosti da “un approccio paternalistico, una solidarietà verticale tra i ricchi e i poveri” e sia basato invece sull’idea – richiamata ieri nell’illustrazione del provvedimento dalla relatrice Lia Quartapelle Procopio (vedi http://comunicazioneinform.it/in-aula-la-discussione-generale-sulla-nuova-disciplina-della-cooperazione-allo-sviluppo/) – di una cooperazione tra partner, “perché sappiamo bene – spiega Amendola – che lo sviluppo, in quello che era considerato mondo arretrato, è oggi parte della nostra idea di sviluppo e se non costruiamo partnership non possiamo costruire un’idea di economia che ci porti fuori dalla crisi”. Tra i nuovi strumenti messi in campo dalla normativa egli richiama in particolare l’importanza della figura del vice ministro alla Cooperazione, “che ha un senso ed è un segno molto forte, perché – spiega – per la prima volta noi democratizziamo il sistema, democratizziamo, cioè, un’istituzione che non è appartenente alla burocrazia ma che si confronterà in Parlamento”, dell’Agenzia pensata per superare i “burocratismi” e velocizzare i tempi dei progetti che dovranno essere elaborati all’interno di una programmazione pluriennale. “Portiamo anche un po’ di Europa in questo sistema, costruendo con la Cassa depositi e prestiti quello che è l’abbattimento dei tagli lineari che si sono visti negli ultimi vent’anni, perché dobbiamo puntare – afferma – allo 0,7% del Pil per spesa in cooperazione”. “Con questa legge in fondo noi diamo la possibilità agli italiani impegnati in cooperazione allo sviluppo, prima che al nostro dibattito, di diventare moltiplicatori di speranza, di uscire da qui e di costruire in giro per il mondo un’idea che sia in base ai nostri valori, ma soprattutto anche in un progetto di pace – afferma Amendola, definendo la nuova idea di cooperazione “impresa solidarietà Italia”, “impresa che ha una forza, una consistenza, ma ha anche quella capacità storica del nostro Paese di essere ponte, di essere legame, di essere un Paese che quando c’è da risolvere problemi e da costruire ponti tra culture, religioni, conflitti, è lì presente”. Per l’esponente democratico dunque anche il sostegno a questa parte dell’Italia, “che non si arrende per i propri convincimenti, per i propri valori e per un’idea di mondo che sia migliore”, è elemento portante delle politica estera, insieme alla “forza dell’Europa” e alla “caparbietà del Governo”. Un sostegno a cui mira questa legge “che – conclude Amendola – farà dell’Italia un luogo per questi italiani migliore per lavorare, cooperare e far sì che noi tutti siamo un po’ più orgogliosi del nostro Paese”.

Dichiara il voto favorevole di Forza Italia al provvedimento il deputato eletto nella ripartizione Europa Guglielmo Picchi, richiamando punti di accordo e perplessità sul contenuto già esposti ieri nel corso della discussione generale. Il sì è motivato dal fatto che si tratta di “un provvedimento che non è certamente il migliore che potessimo ipotizzare, né quello che avremmo voluto, ma è sicuramente un grande passo in avanti rispetto alla situazione della cooperazione italiana negli ultimi quindici anni, una cooperazione – segnala – che non ha funzionato come avrebbe dovuto”.

Picchi rileva dunque di condividere l’obiettivo di “mettere ordine” nella cooperazione, in particolare nelle diverse azioni riconducibili alla cooperazione decentrata, finalità a suo avviso decisiva nel mostrare “a tutti i partner internazionali come in realtà l’ammontare di risorse investite nella cooperazione sia notevolmente superiore rispetto a quanto tutte le statistiche fanno finora emergere”. Evidenziato anche il “salto culturale” su cui si basa l’impianto della riforma, ossia il concepire l’intervento non come “aiuto”, ma cooperazione vera e propria, con risvolti positivi per gli stessi interessi geopolitici del nostro Paese, interessi che al momento l’esponente forzista ritiene non essere adeguatamente definiti e sostenuti dal Governo. Richiamate inoltre le perplessità già espresse sull’istituzione dell’Agenzia che potrebbe rappresentare per Picchi “una dualità” di soggetti con la direzione generale del Mae incaricata della materia e dunque creare “conflittualità, quindi duplicazione, quindi inefficienza della macchina della cooperazione”, e sull’affidamento alla Cassa e depositi e prestiti dei compiti di istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo. Importante poi l’inclusione tra i possibili attori della cooperazione dei soggetti che hanno finalità di lucro, anche se viene ribadita l’opportunità di introdurre agevolazioni fiscali per promuovere questo tipo di investimenti. Il quadro che emerge con l’approvazione della norma è dunque “meglio della situazione attuale” anche se l’auspicio di Picchi è di un ulteriore miglioramento del testo nel nuovo passaggio che si prevede ora al Senato. (Inform)

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