CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA –Le Commissioni Esteri e Politiche UE della Camera si sono riunite in seduta comune per discutere una risoluzione sull’allargamento dell’Unione ai Balcani Occidentali. La deputata eletta all’estero Federica Onori (M5S – ripartizione Europa), quale prima firmataria della risoluzione in favore di tale allargamento, ha ricordato che “esiste una concordia di visione sulla ratio che sta alla base delle più significative riflessioni contenute nel testo in esame”. La deputata ha anche fatto riferimento alle palesi posizioni favorevoli espresse più volte dallo stesso Ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in un’occasione in particolare citata dalla stessa Onori, ha definito i Balcani Occidentali come “una priorità del Governo italiano”. Onori ha altresì menzionato il punto di vista della Commissione europea: nel presentare il cosiddetto ‘pacchetto allargamento’ nell’ottobre 2022, fu proprio il vertice delle istituzioni europee a ribadire che la politica dell’Unione europea per l’allargamento costituisce un investimento a lungo termine di pace, stabilità e sicurezza anche alla luce del conflitto in Ucraina. A tale riguardo, Onori ha sottolineato anche il sostanziale allineamento dei Paesi partner alla politica di sicurezza e difesa dell’UE, includendo le misure restrittive nei confronti della Russia, da parte di Paesi come Albania, Montenegro e Macedonia del Nord; sono stati inoltre apprezzati i progressi compiuti in tale ambito sia dalla Bosnia-Erzegovina sia dal Kosovo. Onori ha precisato come l’Italia figuri tra i membri fondatori di alcune tra le più significative iniziative di cooperazione bilaterale, delle quali ospita anche i segretariati permanenti: l’Iniziativa Centro-europea (INCE), con sede a Trieste, e l’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI), con sede ad Ancona. Il deputato Alessandro Vigna (Lega) ha espresso apprezzamento per l’idea di “riempimento dei vuoti”, sottolineando che un disimpegno dell’UE da determinati scenari geopolitici rischierebbe di far crescere l’influenza di altri player globali. “Occorre evitare in ogni modo che tale dinamica si produca anche nei Balcani Occidentali, che sono da sempre una regione di prioritario interesse per il nostro Paese dal punto di vista culturale, economico e geopolitico, con tutte le implicazioni in materia di sicurezza e cyber-sicurezza”, ha tenuto a precisare Vigna. Laura Boldrini (Pd), condividendo l’auspicio che i Balcani Occidentali entrino a far parte della famiglia europea, ritiene indispensabile “introdurre nell’Unione Europea il voto a maggioranza qualificata nelle deliberazioni sull’adesione dei nuovi Stati membri, onde evitare che l’unanimità blocchi il processo decisionale”. Boldrini ha auspicato che “i rimanenti cinque Stati dell’Unione europea che non hanno ancora riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, provvedano in tal senso quanto prima”, invitando a considerare l’opportunità di inserire nell’elenco delle audizioni il Comandante della missione KFOR, nonché il Rappresentante ONU nei Balcani ed esponenti dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR). La promotrice della risoluzione, Onori, ha dunque proposto di aggiungere anche i rappresentanti dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR). Il Presidente della III Commissione Giulio Tremonti, citando Churchill, ha ricordato come da sempre “i Balcani producano più storia di quanta ne possano digerire”, evidenziando che “il processo di integrazione della regione balcanica nell’Unione europea dovrà tenere conto anche dall’andamento del conflitto in Ucraina”. Tremonti ha rinviato il dibattito ad altra seduta precisando che le proposte di audizione saranno valutate in sede di riunione congiunta degli Uffici di presidenza. (Inform)