direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentazione a Roma del vertice “Food System Summit Pass two” che si terrà alla FAO dal 24 -26 luglio

EVENTI

 

ROMA – Oggi si è svolta alla FAO una conferenza stampa di presentazione del prossimo Vertice sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Unite, che si svolgerà a Roma, presso la Fao, dal 24 al 26 luglio. All’incontro sono intervenuti Stefano Gatti (Inviato Speciale per la Sicurezza alimentare – MAECI), Maurizio Martina (vice-Direttore Generale della FAO), Alberto Cogliati ( Fund for Agricultural Development – IFAD) e Volli Carucci (World Food Programme). L’incontro è stato aperto da Stefano Gatti che ha rilevato l’importanza dell’evento “Food System Summit Pass Two” che vedrà la partecipazione dei rappresentanti di oltre 170 paesi “All’evento – ha rilevato Gatti – vi è stata quindi una risposta positiva. Vi sono 15 Capi di stato e di Governo che hanno confermato la loro partecipazione, con loro abbiamo 70 di Ministri dei paesi partecipanti. “E’ un evento di primaria importanza – ha proseguito Gatti – di cui l’Italia con il suo governo è host country, quindi è mobilitato di lavorare in partenariato con le agenzie del polo alimentare delle Nazioni Unite , la FAO, il WRP, IFAD, e l’ufficio del segretario generale a New York”. Gatti ha inoltre illustrato il programma dell’evento. L’incontro si terrà alla FAO  e sarà diviso in 3 giorni con delle sessioni parallele, collegate dal tema della sicurezza alimentare nel mondo. Il giorno 24 ci saranno 4 interventi dei capi di stato ,  mentre nel pomeriggio si terrà il discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del Presidente del consiglio Giorgia Meloni. E’ poi intervenuto Maurizio Martina Vicedirettore Generale  della FAO “Per noi – ha esordito – è un onore poter ospitare un evento come questo che va da lunedì a mercoledì, avremo modo di vivere insieme questa collaborazione con le altre agenzie del polo romano WRP e IFAD. Quella fra la FAO e l’Italia è una collaborazione molto stretta, credo che in questo momento abbia un grande significato proprio per il lavoro che stiamo facendo insieme attorno alla trasformazione dei sistemi agricoli e alimentari di fronte alle sfide enormi che noi già viviamo.”  Martina ha poi illustrato il percorso che ha portato a questo evento, partendo da 2 anni fa con il “Pre Food System Summit”, tutto questo per arrivare “all’obiettivo 2 dell’Agenda, l’obiettivo Fame zero. E’ evidente – ha aggiunto Martina – che per tutto quello che noi abbiamo vissuto e stiamo vivendo quell’obiettivo per essere raggiunto ha bisogno di più azione e di più responsabilità, in un tempo limitato. Se noi non cambieremo rotta – ha continuato Martina – nel 2030 noi avremo ancora 600 milioni di persone in area critica dal punto di vista alimentare, mancheremmo l’obiettivo 2 completamente, quindi il fine di questo summit è quello di provare a riunire le forze a rafforzare l’azione, l’impegno, l’iniziativa quotidiana per raggiungere quell’obiettivo” Ha poi preso la parola  Alberto Cogliatti dell’IFAD che ha sottolineato la necessità di trasformare i sistemi ambientali per sfamare la popolazione, lottare contro i cambiamenti climatici e raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Per far questo, secondo Cogliatti, occorre un impegno comune a livello globale con una visione condivisa di una nuova architettura finanziaria alimentare.  Per Cogliatti inoltre, al fine di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile occorrerebbero almeno 400 miliardi di dollari all’anno aggiuntivi fino al 2030. Una cifra sicuramente inferiore ai costi del non agire derivati dai danni ambientali, alla società e alle famiglie. E’ infine intervenuto Volli Carucci (World Food Programme) che ha rilevato come i cambiamenti climatici rappresentino una delle minacce più forti per i nostri figli. Un problema che andrebbe affrontato attraverso l’adattamento a questa nuova situazione, mentre si mitigano le emissioni. Carucci, dopo aver sottolineato l’esigenza di recuperare i territori degradati dell’Africa per sfamare la popolazione locale utilizzando i prodotti locali, ha inoltre auspicato un’azione comune per recuperare le perdite post raccolto, evitando che il cibo vada a amale,  e ha posto l’accento sul lavoro nei campi svolto giovani e soprattutto dalle donne. (Inform)

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