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Toti: “L’obiettivo ultimo è quello di rivitalizzare queste zone, incentivare il ritorno di persone che hanno avuto anche percorsi di vita all’estero o in altre zone del Paese, e aprire attività economiche”. Benveduti: “Lavorando con la Consulta ligure per l’emigrazione abbiamo ripreso e consolidato contatti con associazioni come quella dei Liguri nel Mondo che ci segnalano speranze e sogni di nostri concittadini di prima, seconda o terza generazione interessati a tornare a riscoprire le loro radici”
(Fonte foto Facebook)
MONTEBRUNO (Genova) – L’entroterra come risorsa da difendere, non solo con interventi legati alla sopravvivenza di famiglie e imprese, ma con un piano strategico di servizi e sviluppo che renda attrattive, anche dal punto di vista lavorativo, le aree interne liguri.
Questo l’obiettivo di “Ma se ghe penso – Tornare a vivere in Liguria”, l’iniziativa regionale di coordinamento, presentata con una seduta della Giunta regionale a Montebruno, con cui i singoli Assessorati si impegnano a mettere a fattor comune un pacchetto di misure volte a promuovere il reinserimento abitativo nelle vallate.
Le azioni del progetto saranno integrate alla Strategia Nazionale Aree Interne, coordinate con gli interventi nell’ambito della legge regionale 3/2008 e condivise con Anci Liguria, il Sistema Camerale ligure, le associazioni di categoria e gli enti locali
“Si lavora per rivitalizzare l’intero entroterra dal punto di vista economico e sociale” ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Quelle che portiamo all’approvazione della Giunta sono misure integrate e prevedono l’utilizzo di tutti i fondi europei in programmazione nei prossimi anni, compreso il Pnrr. Questo pacchetto può valere molte centinaia di milioni di euro nei prossimi cinque anni, ma molto dipenderà dalla risposta ai bandi in essere e futuri, con meccanismi di premialità per chi investe nell’entroterra, e dalla realizzazione delle opere finanziate, ad esempio il tunnel della Fontanabuona. Già oggi sono previste e operative figure specifiche, come l’infermiere di comunità, e il Pnrr investe molto per rivitalizzare e offrire migliori servizi in rete, per una sanità decentrata: dalla telemedicina al lavoro in corso con le farmacie rurali fino alle case di comunità e agli ospedali di comunità, che avvicinano la sanità territoriale ai centri dell’entroterra. L’obiettivo ultimo – ha proseguito Toti – è quello di rivitalizzare queste zone, incentivare il ritorno qui di persone che magari hanno avuto anche percorsi di vita all’estero o in altre zone del Paese, tornare qui e aprire attività economiche in un entroterra dove vogliamo investire molto, come dimostra anche la nostra campagna sui Parchi e i borghi. La nostra costa è quasi satura dal punto di vista turistico, con incrementi anche oltre le nostre aspettative: per questo – ha concluso Toti – abbiamo bisogno di privilegiare quei collegamenti verso l’entroterra che ci aiutino a destagionalizzare, a valorizzare le nostre risorse agroalimentari, la nostra architettura rurale. Credo che sia un segnale importante per tutta la Liguria”.
“Spopolamento, mancanza di infrastrutture, di lavoro e di servizi alla popolazione hanno creato negli anni una tendenza ‘recessiva sociale’ di una magnitudo così rilevante da richiedere interventi strutturali a livello nazionale per essere invertita – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, coordinatore dell’iniziativa – Tuttavia, politiche regionali mirate e ragionate possono iniziare a mitigare alcune criticità e, per questo, abbiamo avviato un percorso condiviso tra tutti gli assessorati, che rappresenta un unicum in Italia, per facilitare il ritorno al lavoro e alla vita nel nostro entroterra. Basti pensare che in giro per il mondo ci sono circa 150 mila liguri regolarmente censiti, il 10% dell’attuale popolazione residente in regione. Lavorando di concerto con la Consulta ligure per l’emigrazione, abbiamo ripreso e consolidato contatti con associazioni come quella dei Liguri nel Mondo che periodicamente ci segnalano le speranze e i sogni di nostri concittadini di prima, seconda o terza generazione interessati a tornare a riscoprire le loro radici. L’impegno del mio Assessorato è intanto quello di coordinare l’azione di “Ma se ghe penso”, armonizzandolo con la strategia nazionale delle aree interne, che da tempo ci vede protagonisti e che, grazie al nostro intervento, coinvolgerà con la nuova programmazione comunitaria altri 53 comuni liguri. In più, in continuità con quanto fatto in passato, attiveremo per ogni misura dedicata alle imprese delle premialità per quelle localizzate nell’entroterra, in modo da sostenere da un lato l’insediamento di nuove attività produttive e dall’altro salvaguardando la tenuta di quelle economiche e sociali già esistenti”.(Inform)