MOSTRE
Fino al 18 dicembre alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati
LUGANO – “Chi è che ride”: fino al 18 dicembre mostra personale dell’artista italiano Pietro Roccasalva alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati di Lugano.
La mostra, la prima dedicata all’artista da un’istituzione svizzera, nasce con l’idea di presentare e ricostruire alcuni nuclei fondamentali della sua produzione attraverso un progetto che mette insieme circa 50 opere, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, tra nuove produzioni, lavori inediti provenienti dallo studio dell’artista e altri da prestigiose collezioni pubbliche e private.
Il lavoro di Pietro Roccasalva ha a che fare con la pittura come campo di azione specifico, anche quando contempla l’utilizzo di altri media che sono sempre parte integrante del processo che precede e segue la realizzazione di un’immagine pittorica. La ricerca formale e concettuale che l’artista ha portato avanti negli ultimi vent’anni, si muove infatti all’interno di un campo d’indagine ampio in cui la pratica pittorica incrocia altri mezzi espressivi come scultura, fotografia, video e performance, all’insegna di una contaminazione linguistica che ha però sempre il suo punto di partenza e di arrivo nella pittura. Attraverso una pluralità di riferimenti che spaziano dal quotidiano alla storia dell’arte, dal cinema, la letteratura e la filosofia alla cultura digitale e mediatica, Roccasalva ha elaborato un vasto repertorio iconografico fatto di personaggi, oggetti, architetture e un vocabolario molto personale in cui le tecniche e i generi pittorici più tradizionali incontrano le più recenti pratiche digitali.
Ad aprire il percorso espositivo è un’insegna al neon Chi è che ride (2022) che, oltre a dare il titolo alla mostra, fa da introduzione all’intero progetto perché racchiude il senso di tutta la ricerca dell’artista: una riflessione sulla crisi del Soggetto, e dunque dell’identità, dell’immagine e della forma.
Nel ricostruire diverse fasi della produzione di Roccasalva, la mostra sottolinea i legami e i continui rimandi tra temi, iconografie, tecniche e linguaggi, restituendo la complessità di un percorso che è simile a un viaggio in un “mondo intermedio” affollato di visioni tra le quali l’artista si fa spazio con ogni mezzo a disposizione, primo fra tutti la pittura.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da Mousse Publishing (Milano), che include una documentazione fotografica e testi critici degli storici dell’arte Ara H. Merjian, professore alla New York University e Flavia Frigeri, curatore alla National Portrait Gallery di Londra.
Pietro Roccasalva (1970, vive e lavora a Milano) ha esposto con mostre personali presso diverse istituzioni tra cui: Fürstenberg Contemporary, Donauschingen (2019); The Power Station, Dallas (2016); the Kölnischer Kunstverein, Colonia (2014); Le Magasin, Grenoble (2013); GAMeC, Bergamo (2007); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2006). Ha partecipato a importanti manifestazioni espositive internazionali, come la Biennale di Venezia (2009) e Manifesta (2008), e il suo lavoro è stato incluso in mostre collettive presso istituzioni come Walker Art Center, Minneapolis; David Roberts Art Foundation, Londra; Centre for Contemporary Art, Varsavia; MoMA PS1, New York; Bonniers Konsthall, Stoccolma; Museum of Contemporary Art, Chicago; MAXXI, Roma; Kadist Art Foundation, Parigi; S.M.A.K., Gent. (Inform)