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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Perù, ritrovato il corpo di uno dei due alpinisti italiani dispersi

RASSEGNA STAMPA

Da “Rai News.it”

Scomparsi sull’Alpamayo

Nella notte tra martedì e mercoledì è stato recuperato un corpo che secondo i soccorritori apparterrebbe ad uno dei due ragazzi italiani di cui si erano perse le tracce dal 31 maggio

 

Perù 04 giugno 2014 – E’ stato recuperato il corpo di uno degli alpinisti scomparsi sull’Alpamayo, nelle Ande peruviane. Secondo fonti della polizia locale si tratta di uno dei due alpinisti italiani dispersi da 4 giorni: Matteo Tagliabue ed Enrico Broggi. Lo riferisce la stampa peruviana. Ieri il corpo era stato avvistato ma non era stato possibile recuperarlo per le cattive condizioni meteorologiche. I resti sono stati trasportati dalla polizia all’obitorio dell’Ospedale San Juan, nella provincia di Huaylas.

Nella notte tra martedì e mercoledì in Italia, quando in Perù erano circa le 19, i soccorritori impegnati nelle ricerche dei due italiani dispersi dal 31 maggio sull’Alpamayo hanno recuperato il corpo di uno degli alpinisti. Al momento non è stato possibile stabilire se si tratti di Matteo Tagliabue, 27 anni o dell’amico Enrico Broggi, 28 anni. Le squadre di ricerca sono ancora al lavoro per individuare anche il secondo scalatore. La notizia è stata resa nota direttamente dai responsabili della Squadra di Soccorso di Alta Montagna. “Possiamo solo dire di averlo rinvenuto nei pressi del campo base a quasi sei mila metri di quota”, ha dichiarato il capo della polizia locale, Mayra Rivera.

Il cadavere dell’italiano è stato portato a piedi a valle e composto nella camera mortuaria dell’ospedale San Juan, nella provincia di Huaylas. C’è attesa ora per l’identificazione, che potrebbe essere fatta dai due amici di Tagliabue e Broggi che con loro stavano scalando la vetta dell’Alpamayo. La tragedia si è consumata quando i quattro scalatori erano ormai a poco più di cento metri dalla cima.

Gli scalatori italiani, alpinisti esperti, iscritti al Cai (Club Alpino Italiano) e con numerose ascensioni alle spalle avevano organizzato autonomamente la spedizione sulle Ande ed erano partiti il 22 maggio scorso dall’Italia, dopo mesi di preparazione e allenamento. La loro meta era l’Alpamayo, nota come la “Piramide di ghiaccio”.

Gli alpinisti, secondo il racconto dei compagni sopravvissuti, procedevano in due cordate doppie: una composta da Giacomo Longhi (23 anni) e Marco Ballerini (25) e l’altra da Matteo Tagliabue ed Enrico Broggi. Il 31 maggio scorso, i quattro sono partiti all’alba dall’ultimo campo base, a circa 500 metri dalla vetta. Il programma era di raggiungere in poche ore la cima lungo una via tradizionale, la “Via Ferrari”, aperta nel 1975 da una spedizione italiana.

Tagliabue e Broggi procedevano per primi, poco più avanti rispetto ai due compagni di scalata. Oltrepassato un costone, i due amici avrebbero riferito di non aver più visto alcuni paletti di delimitazione che segnavano la zona e, con questi, i due compagni di scalata. Un elemento che fa propendere gli esperti per la tesi dell’improvviso crollo di una cornice di neve.

Ballerini e Longhi hanno provato per qualche ora a cercare gli amici. Poi, prima che calasse il buio, sono stati costretti a iniziare la discesa verso l’ultimo campo base, dal quale hanno allertato i soccorsi. (Rai News.it)

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