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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Senato “alla francese”, Renzi accelera

RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

Forza Italia frena: modello inaccettabile

Sul tavolo l’elezione indiretta dei rappresentanti. Nel Pd si riaccende il dibattito: 20 della minoranza ripresentano la proposta Chiti. Lega: 3.806 emendamenti

 

Il governo accelera sulla riforma del Senato e va verso l’adozione di un modello “alla francese”. L’elezione dei senatori avverebbe in maniera indiretta, in particolare ad opera dei sindaci su base dipartimentale (in Italia su base regionale). Ma la proposta ha subito ricevuto il pollice verso di Forza Italia: «La riforma del Senato “alla francese” è inaccettabile», la posizione espressa dal capogruppo al Senato, Paolo Romani.

Intanto nel Pd si riaccende il dibattito. Allo schema del governo si oppone chi ha proposto di mantenere l’elezione diretta da parte di tutti i cittadini dei nuovi senatori. Proposta avanzata dal senatore Pd Vannino Chiti, condivisa da una ventina della minoranza Pd. A questi si dovrebbero aggiungere (almeno in gran parte) i grillini, i senatori di Sel, i falchi di FI, la Lega Nord e altre componenti di destra.

In mattinata il ministro per le riforme Maria Elena Boschi e la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, avrebbero avuto un colloquio. Quest’ultima ha detto che l’elezione diretta dei senatori «non è più un’ipotesi in campo. Oggi sul tavolo ci sono due opzioni di modifica: la prima è un sistema di scelta che prevede un listino dei consiglieri regionali eletti dall’ assemblea dei sindaci, e un’altra che è quello che viene chiamato sistema francese con una platea molto ampia di elettori». Riguardo ai 3.500 emendamenti annunciati dalla Lega, Finocchiaro si augura che «possano essere ritirati». domanda se nel Pd si troverà l’intesa tra una minoranza che insiste per l’elezione diretta e gli altri senatori? Finocchiaro dà una risposta secca: «Ci può giurare». (La Stampa.it, 3 giugno 2014)

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