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All’IIC di Amburgo il 23 novembre un incontro dedicato al romanzo di Giulio Mozzi “Le ripetizioni”

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Iniziativa nell’ambito del “Caffè Letterario” in collaborazione con Marsilio editore e il Premio Strega

AMBURGO – L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà il 23 novembre alle ore 19 un incontro dedicato al romanzo di Giulio Mozzi “Le ripetizioni”, edito da Marsilio editore e inserito nella dozzina dei candidati alla LXXV edizione del  Premio Strega.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Marsilio e Premio Strega, si svolgerà nell’ambito del “Caffè Letterario” dell’IIC.

La partecipazione è gratuita, nel rispetto della normativa anti-Covid. È necessaria la prenotazione.

Il “Caffè Letterario” è il luogo dove, in italiano e in tedesco, si scambiano impressioni, idee ed esperienze personali su uno o più libri, scelti di volta in volta. Da qualche anno il gruppo è stato inserito nella giuria del Premio Strega.

Nel romanzo “Le ripetizioni”, Mario è un uomo che inventa storie, modifica la realtà, non è interessato alla verità, né sulle cose né sulle persone. Lui sfugge, per indolenza, all’obbligo di capire che tutto ci lega e tutto ci frustra. Vuole sposare Viola ignorandone la doppia, forse tripla vita. Anni prima è stato lasciato da Bianca, subito prima che nascesse Agnese, che forse è sua figlia o forse no. Tuttavia, se Bianca, spuntando dal nulla dopo anni, chiede aiuto, Mario subito accorre, disponibile ad accollarsi la paternità. È succube di Santiago, un ragazzo dedito a pratiche sessuali estreme, e affida alle fotografie la coerenza e consistenza della propria vita. Se dei giorni della vita di Mario possiamo dire – quasi sempre è il 17 giugno -, degli spazi in cui Mario si muove non siamo certi. La ripetizione è l’unica realtà di Mario. Con una scrittura che procede per variazioni capitolo dopo capitolo, pur conservando un incalzare ipnotico, Giulio Mozzi in questo suo romanzo guida il protagonista, e chi legge, attraverso avventure in parte reali e in parte – ma la cosa è sempre indecidibile – del tutto immaginarie, portandoli a sfiorare le vite strane e misteriose di personaggi senza nome – il Grande Artista Sconosciuto, il Terrorista Internazionale, il Martellatore di Monaci, il Capufficio – che Mario contempla come enigmi incomprensibili e rivelatori. Arrivando, nell’ultima pagina, alla più orribile delle conclusioni. (Inform)

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