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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’ambasciatore d’Italia In Uruguay Vincenzo Palladino presenterà il 10 aprile il libro di Pantaleone Sergi “Storia della stampa italiana in Uruguay”

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “La Gente d’Italia” del 7.4.2014, un articolo del direttore Mimmo Porpiglia

MONTEVIDEO – Pantaleone Sergi, giornalista e docente di Storia del giornalismo all’Università della Calabria, torna sul tema della stampa italiana nel Rio de la Plata: dopo un precedente volume sull’Argentina, questa volta al centro del suo nuovo libro c’è l’Uruguay. Sergi, che è inoltre presidente dell’Icsaic- Centro di Ricerca sulle Migrazioni dell’ateneo calabrese, ricostruisce la vicenda della stampa etnica italiana, che “all’estero – precisa – continua a svolgere, tra mille difficoltà, una funzione di coesione nazionale”. Non solo in Argentina e Uruguay ma anche in altri paesi dell’America Latina – ricorda Sergi – “sono infatti tanti gli italiani impegnati a pubblicare giornali nella lingua di Dante, a partire dal XIX secolo quando un’intensa corrente migratoria condusse migliaia di famiglie italiane nelle nazioni sudamericane”. Il nuovo libro è quindi il secondo dedicato alla stampa etnica italiana del Plata dello storico calabrese, che nel 2012 ha pubblicato “Patria di carta”, la storia di un grande quotidiano coloniale e della stampa di comunità in Argentina. Il ricavato della vendita del libro, (contributo minimo di $ 80) che da venerdì scorso si può comprare al Centro de Canje di Abitab (orario di apertura – da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.30 e il sabato dalle 10.00 alle 14.00) in Arenal Grande 1345 esquina José E. Rodó a Montevideo, sarà interamente devoluto a “La Celeste sobre ruedas”, la nazionale uruguayana di calcio su sedia a rotelle che parteciperà alla Copa América di Río de Janeiro che si svolgerà tra il 29 aprile e il 5 maggio prossimi.

“Senza immigrati italiani che Uruguay sarebbe mai stato?” Una terra di migranti l’Uruguay. di italiani fuggiti alla fame e a un destino ben poco promettente, da un’Italia che non sapeva, né poteva, dar loro il futuro che realmente meritavano. Una terra quella rioplatense, che ha accolto come figli i cittadini di mezz’Europa, dando loro l’opportunità di costruire l’Uruguay moderno, esempio di convivenza tra popoli diversi. Una terra generosa, che non ha negato spazio a nessuno: italiani, spagnoli, ma anche lituani, svizzeri e armeni. gli uni a fianco agli altri, soprattutto a partire dalla fine del diciannovesimo secolo e fino alla prima parte del ventesimo, hanno contribuito a creare una nazione prospera e avanzata.

l’Uruguay di Artigas, ma anche di Garibaldi. L’eroe dei due mondi sbarcò qui con la sua Anita “dopo una marcia di sessanta giorni dal Rio Grande do Sul”, insieme a “pochi seguaci e un carico di trecento pelli che vendette per trovare una prima povera sistemazione”. Una terra non di passaggio, ma di nuovo insediamento. Dei grandi industriali, anche un po’ avventurieri, italiani. partiti con la valigia di cartone e capaci grazie al loro lavoro e a tante fatiche e sacrifici, di rendere grande questo piccolo paese sul Río de la Plata. Delle famiglie che nel corso dei decenni hanno conservato le proprie tradizioni, senza dimenticarsi da dove provenivano. Integrandosi, ma ricordando con orgoglio le proprie origini.

Una terra di italiani in ultima analisi, accomunati da un sincero spirito di attaccamento alla madrepatria, che hanno coltivato e mantenuto anche grazie a una costante: la stampa in lingua italiana prodotta e diffusa in Uruguay. una stampa etnica, nata nel 1841, con l’italiano dell’esule repubblicano Giovanni Battista Cuneo. Che ha visto tanti imprenditori-editori susseguirsi nella missione di promuovere prima l’unità d’Italia, ma successivamente persino le campagne di guerra italiane e il fascismo (anche se questo non raccolse mai molti consensi tra gli italiani in Uruguay) e in tempi più recenti addirittura personalissimi e poco nobili interessi.

Pantaleone Sergi, storico dell’emigrazione italiana, già inviato speciale del quotidiano “la Repubblica”, fondatore e direttore de “il Quotidiano della Calabria”, ha curato questa rassegna minuziosa sulla storia della stampa italiana in Uruguay in collaborazione con questo quotidiano. Viaggiando, passando giornate intere nella Biblioteca Nacional di Montevideo, studiando le pubblicazioni ivi conservate e tracciando un percorso degli organi di stampa in italiano che si sono pubblicati e diffusi in Uruguay. ne risulta un inedito racconto, scorrevole, preciso, attento ai particolari. redatto con uno spirito critico che pochi autori possono vantare.

Una storia degli italiani in Uruguay attraverso l’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Che arriva anche a considerare radio e televisione. Gente d’Italia e la Fondazione Italia nelle Americhe non hanno esitato, contribuendo dall’inizio alla realizzazione di quest’opera. Quasi un dovere per il quotidiano degli italiani all’estero e per la Fondazione no-profit nei confronti della storia stessa e della sua conoscenza. Per una comunità che oggi sembra essersi un po’ persa, ma che conserva nel profondo tutto l’immenso significato di una storia senza eguali. Un lavoro encomiabile quello di Sergi, analista infaticabile e appassionato. (Mimmo Porpiglia, direttore de La Gente d’Italia /Inform)

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