Da “Le 12 Stelle” , newsletter della Rappresentanza a Milano
MILANO – Le elezioni europee si avvicinano e tutte le grandi “famiglie politiche europee”, ossia gli apparentamenti tra i principali partiti del Continente, hanno scelto il loro candidato alla presidenza della Commissione europea. Gli ultimi in ordine di tempo sono stati i cristiano-democratici del PPE, che due settimane fa a Dublino hanno scelto Jean-Claude Juncker, ex premier lussemburghese ed ex presidente dell’Eurogruppo.
Sarà lui a sfidare gli altri candidati alla presidenza della Commissione: Martin Schulz (attuale presidente del Parlamento europeo) per i socialdemocratici del PSE, Guy Verhofstadt per i liberali di ALDE, la coppia Ska Keller e José Bové per i verdi di Greens-EFA e Alexis Tsipras per la sinistra di EUL-NGL. I conservatori dell’ECR hanno invece scelto di non presentare formalmente nessun candidato alla presidenza.
La grande novità di queste elezioni europee è proprio la possibilità che ogni famiglia politica ha di indicare un candidato alla presidenza della Commissione europea, così come previsto dal Trattato di Lisbona. Queste elezioni vogliono quindi rafforzare il vincolo non solo tra i cittadini e i loro rappresentanti al Parlamento europeo, ma anche tra il Parlamento stesso e la Commissione, ossia l’esecutivo europeo.
Le elezioni costituiranno quindi un banco di prova importante per l’Unione Europea perché daranno la possibilità ai cittadini di esprimere la loro opinione su che tipo di Europa vogliono in futuro.
Il Trattato di Lisbona prevede anche che il nuovo presidente della Commissione europea, scelto in base ai risultati delle elezioni europee, sia formalmente eletto dagli europarlamentari. Il presidente incaricato si presenterà davanti al nuovo Parlamento europeo per esporre il proprio programma politico e su quella base il Parlamento potrà eleggerlo.
La possibilità dei cittadini di partecipare alla vita democratica dell’Unione non si misura solamente in occasione delle elezioni. È di questi giorni la notizia che la prima iniziativa europea dei cittadini è stata presentata al Parlamento e alla Commissione. L’iniziativa europea dei cittadini, prevista dal Trattato di Lisbona, permette ai cittadini europei di raccogliere firme per presentare una proposta legislativa alle istituzioni dell’Unione. È un meccanismo simile a quello che esiste in Italia per le proposte legislative di iniziativa popolare. La prima iniziativa coronata da successo, Right2Water, propone di garantire a tutti l’accesso all’acqua e a servizi idrici di qualità elevata. In risposta a questa iniziativa, la Commissione ha annunciato oggi che lancerà una consultazione pubblica a livello europeo sulle regole UE in materia di acqua potabile. Lo scopo è quello di favorire l’accesso ad acqua di qualità in tutta l’Unione europea, aggiornando e razionalizzando le regole attuali, sia europee che nazionali.
Le elezioni e l’iniziativa europea dei cittadini hanno in comune un elemento importante: entrambe danno la possibilità ai cittadini di partecipare alla vita democratica dell’Unione e di influenzare l’attività delle istituzioni europee.(Francesco Laera*-Le 12 Stelle /Inform)
* Rappresentanza a Milano della Commissione Europea