QUIRINALE
“I valori del 25 aprile confermano nuova e perenne attualità di fronte ai rigurgiti di nazionalismo, di chiusure che emergono ai confini dell’Europa del 21º secolo e alle nubi che si addensano sulla sponda sud del Mediterraneo sempre più tormentato dal terrorismo e teatro di tragedie innumerevoli”
ROMA – “Ricordare e celebrare la liberazione dal nazifascismo non deve limitarsi a far volgere il nostro sguardo e i nostri pensieri a un periodo tragico del nostro passato. Deve piuttosto richiamarci ai valori di quanti ne furono protagonisti e artefici, alla loro energia, alla loro volontà e al loro coraggio che in quei giorni di barbarie permisero alla nostra Nazione di risollevarsi. Così è stato con l’Italia democratica nei settant’anni di vita repubblicana, così deve continuare ad essere nel presente e nel futuro del nostro Paese”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro al Palazzo del Quirinale con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 71° anniversario della Liberazione.
Un incontro che quest’anno è avvenuto con qualche giorno di anticipo perché il 25 aprile il capo dello Stato si recherà in Val Sesia per visitare e onorare alcuni luoghi che furono, insieme a tanti altri, teatro delle sofferenze e della lotta condotta dalla Resistenza per affermare libertà e dignità nel nostro Paese.
“Il nostro Paese – ha detto ancora Mattarella – è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira. Dobbiamo essere fieri per tutto questo, per l’abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, miseria e condizioni disumane, sottoponendo se stessi e i propri figli a rischi e pericoli gravissimi pur di mantenere accesa anche una piccola speranza per un futuro migliore : un sentimento che accomuna i rifugiati di oggi con la nostra gente di allora, con gli sfollati dalle città verso le campagne, con i profughi che affollavano le strade d’Europa in fuga dalla guerra”.
“I valori del 25 aprile confermano nuova e perenne attualità di fronte ai rigurgiti di nazionalismo, di chiusure che emergono ai confini dell’Europa del 21º secolo e alle nubi che si addensano sulla sponda sud del Mediterraneo sempre più tormentato dal terrorismo e teatro di tragedie innumerevoli”.
“Nella ricorrenza della Festa di Liberazione – ha proseguito il presidente della Repubblica avviandosi alla fine del suo intervento – il mio pensiero va ai tanti militari che si trovano all’estero, adempiendo al loro dovere per affermare i valori di pace e di legalità internazionale. Esprimo loro vicinanza e auguri: grazie alla loro opera il nostro Paese fornisce un grande contributo alla comunità internazionale, affinché la convivenza sia sempre migliore. Vorrei esprimere anche, in questa occasione, la mia personale vicinanza e quella del nostro Paese a Salvatore Girone, ancora lontano, e a Massimiliano La Torre, confermando l’impegno per la risoluzione favorevole della vertenza che continua a trascinarsi da troppo tempo”. (Inform)