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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

3 giugno, via libera agli spostamenti interregionali. Conte però avverte gli italiani: “Il virus non è sparito, occorrono ancora il distanziamento fisico e dove necessario anche la mascherina”

GOVERNO

ROMA – Il Premier Giuseppe Conte ha annunciato ufficialmente la riapertura dei confini interregionali in vigore dal 3 giugno: ci si potrà quindi spostare da una Regione all’altra senza più autocertificazione. “Una scelta fatta in piena consapevolezza basata sui dati che ci dimostrano come il sistema di controllo del quadro epidemiologico stia funzionando, grazie anche alla scelta politica di effettuare riaperture progressive dal fatidico 4 maggio”, è stato l’incipit del Presidente del Consiglio. Di quali dati si sta però parlando esattamente? Il bollettino del 3 giugno (fonte Ministero della Salute) ci informava che tra gli attualmente positivi poco più di 33 mila sono in isolamento domiciliare, 5.700 sono ricoverati con sintomi e circa 350 sono i pazienti in terapia intensiva: un terzo dei ricoverati in terapia intensiva, circa 130 persone, è in Lombardia. Rispetto al 2 giugno i nuovi casi erano zero in Regioni come Basilicata, Molise, Calabria, Valle D’Aosta, Sardegna, Umbria, Provincia di Bolzano, Friuli V.G. e Sicilia; nessuna delle altre Regioni aveva registrato al 3 giugno un incremento superiore alle 20 unità (alcune addirittura meno di 5 nuovi positivi) e soltanto la Lombardia aveva un aumento di nuovi casi pari a 237. Questo è il quadro generale all’interno del quale si è deciso di riaprire le Regioni.

“Dunque un trend di nuovi casi in costante diminuzione – ha aggiunto Conte – su tutto il territorio nazionale. C’è grande attenzione per una socialità ritrovata: dopo settimane di duri sacrifici ce lo meritiamo. Ma è bene ricordare sempre che, se siamo stati tra i primi Paesi europei a riavviare una normalità in condizioni di sicurezza, è proprio perché abbiamo accettato tutti insieme di modificare le nostre radicate abitudini di vita. Facciamo però attenzione perché devono permanere il distanziamento fisico e, dove necessario, l’uso della mascherina. Pensare che il virus sia sparito è una leggerezza”, ha ammonito Conte ricordando anche il lavoro svolto dai Ministri Di Maio, Franceschini e Amendola sul fronte del turismo internazionale e in particolar modo quello europeo: un lavoro diplomatico ancor più necessario dopo che, nei giorni scorsi, alcuni Paesi avevano tentato di chiudere, arbitrariamente, le porte all’Italia. “Adesso concentriamoci sulla promozione del brand italiano nel mondo – ha commentato Conte –  perché in tutti questi mesi la bellezza dell’Italia non è mai andata in quarantena. La fase acuta dell’epidemia è alle spalle ma ora dobbiamo fare i conti con un’altra emergenza: quella economica e sociale”, ha ammesso il Premier.

“Abbiamo stanziato 80 miliardi di euro corrispondenti a tre manovre di bilancio – ha spiegato Conte – per aiutare famiglie, lavoratori, imprese e liberi professionisti. Ci rendiamo conto dei ritardi e ci stiamo confrontando con un apparato statale che non era pronto ad affrontare questa situazione. Questa crisi servirà per rinnovare l’Italia dalle fondamenta superando problemi strutturali che si trascinano da tempo”, ha sottolineato citando le parole del Presidente Mattarella in occasione del 2 giugno quando il Capo dello Stato ha richiamato l’attenzione sull’attualità di quell’impegno che fu dei padri del nostro Paese all’indomani delle macerie della guerra. “E’ un’occasione storica: la Commissione europea, grazie anche all’Italia, ha messo sul tavolo una proposta di rilancio da 750 miliardi con il cosiddetto Recovery Fund. Stiamo lavorando al piano di rinascita con vari obiettivi da raggiungere all’insegna della modernizzazione del Paese, a partire dalla sostenibilità, dalla ricerca, dalle infrastrutture (il riferimento è andato soprattutto all’alta velocità ferroviaria), dalla digitalizzazione e dall’innovazione tagliando la burocrazia. I tempi della giustizia, civile e penale, non sono accettabili: essi sconsigliano ad oggi molti investitori a venire in Italia e impelagarsi in controversie giudiziarie che durano anni. Non è accettabile avere un codice civile che risale al 1942 che non ha mai subito una riforma organica. Abbiamo infine un fisco inefficiente e serve una riforma anche in tal senso”, ha concluso Conte anticipando una serie di incontri a Palazzo Chigi con le parti sociali e le associazioni di categoria ricordando anche il report del comitato socio-economico coordinato da Vittorio Colao. (Inform)

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