direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

2 giugno, diretta online del Consiglio Generale per celebrare i 75 anni della nascita della Repubblica Italiana

CGIE

Fra gli interventi quelli del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci Luigi Maria Vignali e del Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone

ROMA – In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, il CGIE ha realizzato una diretta streaming a carattere celebrativo per il 75° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. “In questa giornata di Festa il saluto del Consiglio generale degli Italiani all’Estero è rivolto in particolare ai nostri connazionali, alle associazioni laiche e religiose degli italiani all’estero, ai Comites, ai consiglieri del Cgie, alla rete diplomatica italiana nel mondo e alle istituzioni Italiane, alle organizzazioni impegnate nel terzo settore quali gli istituti di patronato, a quelle impegnate nella promozione del sistema Italia. Oggi celebriamo una ricorrenza particolarmente importante: settantacinque anni or sono il popolo italiano, lasciandosi alle spalle le tragedie della dittatura e della guerra, scelse la Repubblica”, ha esordito nel suo discorso Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie. “Essere cittadini italiani e sentirci ancora parte integrante di un grande Paese ci riempie di orgoglio, sono queste le manifeste espressioni di gioia che abbelliscono i nostri visi e che riscontriamo soprattutto nei sorrisi dei giovani di seconda, terza e quarta generazione, come anche dei nuovi cittadini italiani quando si incontrano e parlano dell’Italia”, ha aggiunto Schiavone parafrasando poi Piero Calamandrei che considerava “la nostra Carta costituzionale un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere”. Dunque Schiavone ha parlato dell’aspirazione degli italiani all’estero e degli italo-discendenti: godere di quei diritti inalienabili e indivisibili che riconoscono pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. I diritti costituzionali rafforzano il legame con la Madrepatria, rendono attiva la cittadinanza, e all’estero rendono esigibili il diritto all’educazione scolastica, alla formazione e all’informazione, alla salute, ai servizi pubblici erogati all’estero dalla rete consolare come anche alla libertà di trasferirsi altrove e di poter rientrare. “ Oggi i connazionali della diaspora sono numericamente sottorappresentati nel Parlamento italiano, gli organismi di rappresentanza vanno adeguati alla nuova e variegata realtà, composta oramai da oltre 6, 3 milioni e da 80 milioni di italo-discendenti. Gli italiani all’estero devono essere messi in condizione di scegliere i propri rappresentanti a tutti i livelli con le stesse modalità e procedure di voto sia per i Comitati degli italiani all’estero, sia per il Consiglio Generale degli italiani all’estero e per la scelta dei parlamentari, che dalla prossima legislatura saranno ridotti a 12. La democrazia ha dei costi: va affermata, praticata per migliorarla e non interpretata, serve diffonderla anche tra le nostre comunità all’estero favorendo forme di civismo che portano alla partecipazione, diversamente dalla contrazione dei diritti espressa dall’esercizio dell’opzione del voto, che per cultura e convinzione non ci appartiene”, ha affermato Schiavone riferendosi alla modalità di voto per il rinnovo dei Comites e chiedendo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di sollecitare il Governo a far rispettare l’articolo 48 della Costituzione, di riformare le leggi vigenti della rappresentanza, di farle applicare a tutti i livelli prima delle scadenze per il rinnovo delle rappresentanze delle nostre comunità. La prima di queste è il 3 dicembre prossimo quando si eleggeranno i nuovi Comites. Un pensiero è andato anche alla situazione pandemica: molti italiani all’estero hanno fatto ricorso all’articolo 32 della Costituzione: “assieme con i parlamentari abbiamo sollecitato la vaccinazione dei temporanei rientrati in Italia”, ha ricordato Schiavone precisando che, con i parlamentari eletti nella circoscrizione estero, il Cgie è riuscito a far istituire un fondo per l’assistenza straordinaria dei connazionali all’estero coinvolti nell’emergenza sanitaria e per i sussidi temporanei di chi è rientrato definitivamente in Italia.

“La Festa della Repubblica è anche la festa delle donne, perché il 2 giugno 1946 l’Italia ha introdotto per la prima volta il principio del suffragio universale alle elezioni politiche: si candidarono 226 donne e ne furono elette 21 all’Assemblea Costituente, 5 di loro entrarono nella Commissione dei 75 che avrebbe redatto il testo da sottoporre al voto”, ha affermato  Silvana Mangione quale Vicesegretario Generale Cgie per i Paesi anglofoni extra-europei. “Fra le 5 prescelte c’era anche Nilde Iotti, che sarebbe divenuta la prima donna Presidente della Camera dei Deputati nel 1979, carica che mantenne fino al 1992. L’On. Iotti non disdegnò di partecipare all’evento di chiusura della II Conferenza nazionale dell’emigrazione, nel 1988, quella da cui nacque il CGIE. Al suo tavolo erano seduti nove delegati degli italiani all’estero provenienti da altrettanti Paesi. Gli Stati Uniti, nati come democrazia nel 1776, hanno dovuto aspettare quasi 240 anni per eleggere finalmente nel 2013 Nancy Pelosi, un’orgogliosa italoamericana, prima Presidente del Congresso”, ha spiegato Mangione. “Dobbiamo dunque essere orgogliose dei Padri e delle Madri Costituenti della nostra Italia, Repubblica democratica fondata sul lavoro. “La vera festa delle donne italiane si celebra insieme alla Festa della Repubblica, il 2 giugno di ogni anno, e deve essere riconosciuta come il momento di nascita dei pieni diritti e dei pieni doveri delle donne in una società che è tornata alla pace e ha abbracciato la forma repubblicana anche per merito loro”, ha concluso Mangione. Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, ha ricordato il periodo difficile e lungo della pandemia dal quale lentamente si sta uscendo, dando merito agli italiani all’estero di averlo affrontato con coraggio essendo d’aiuto ad altri connazionali in difficoltà. La stessa Farnesina ha messo in campo circa 9mila iniziative assistenziali. “Ringrazio Cgie e Comites, che rappresentano il fulcro della nostra presenza istituzionale e rappresentativa all’estero, per le iniziative rivolte ai connazionali così come ringrazio gli enti di assistenza, gli enti gestori, le reti di associazioni: insomma tutti coloro che rappresentano l’Italia perché da loro sono nati i progetti che abbiamo visto sviluppare anche in un periodo così difficile”, ha spiegato Vignali ricordando che il 3 dicembre si voterà per il rinnovo dei Comites. “Sarà un appuntamento molto importante: attraverso la partecipazione si onorano le istituzioni e quindi vi invito a partecipare e iscrivervi alle liste elettorali. Mi rivolgo soprattutto ai giovani: c’è bisogno di giovani che partecipino alla vita delle comunità all’estero. Sarà un momento importante per la vita associativa degli italiani all’estero”, ha aggiunto Vignali rimandando alla campagna informativa che accompagnerà questo appuntamento elettorale e ringraziando infine i dipendenti dello Stato impegnati all’estero ma anche i volontari, i cooperanti, gli imprenditori, i ricercatori, i tanti talenti che danno lustro all’Italia e quei giovani che magari vorrebbero poter rientrare.

Riccardo Pinna, componente comitato di presidenza Cgie per i Paesi anglofoni extra-europei, ha ringraziato tutti gli italiani all’estero e quelli sparsi a macchia di leopardo nel continente africano e in particolare in Sudafrica; un ringraziamento è andato anche a quei Comites che, nonostante le difficoltà, ci sono sempre attivati così come alle istituzioni italiane presenti nei territori. “Questo giorno, che sentiamo con emozione, deve essere di rinascita anche per sconfiggere questa pandemia. Riusciremo a uscirne fuori alla grande. Teniamo sempre alto il Tricolore con dignità, onestà e trasparenza”, ha rilevato Pinna cui ha fatto seguito un messaggio di saluto pervenuto dal Comites del Sudafrica dove la situazione pandemica è ancora difficile e la stessa vita associativa ne sta risentendo. “Siamo preoccupati per il futuro e per le nuove generazioni”, ha segnalato il Comites sudafricano. Franco Papandrea, consigliere Cgie-Australia, ha evidenziato come ormai le comunità italiane nel territorio australiano abbiano raggiunto una tale importanza per il tessuto economico e culturale di quella società da essere un punto di riferimento per le stesse istituzioni locali. “Gli italiani hanno dato un contributo immenso all’Australia partecipando alla prosperità della nostra nazione”, questo in sintesi il messaggio riportato da Papandrea rivolto dal Premier australiano per il 2 giugno. Dal GIR Basilea è arrivato il messaggio tramite slide che dove sono stati ripercorsi in breve i momenti cruciali della nascita della Repubblica. Giuseppe Maggio, Vicesegretario Generale Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, ha ricordato che “il 2 giugno 1946 il popolo italiano votò per la Repubblica ponendo fine a uno dei periodi più bui del nostro Paese: la nostra Costituzione, considerata tra le migliori al mondo, ha tra i suoi principi la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo e la sua uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza o religione”, ha spiegato Maggio evidenziando l’importanza che si è voluta dare ai giovani in questa giornata: giovani che hanno lasciato l’Italia spesso per bisogno.  Mariano Gazzola, Vicesegretario Generale Cgie per l’America Latina, ha ricordato che il mondo 75 anni fa era assai diverso da adesso, erano ancora aperte le ferite della guerra, e per gli italiani all’estero a quell’epoca non era previsto il diritto di partecipare al referendum. “La prima a dare la notizia dell’esito referendario fu la mitica Radio Montevideo così possiamo dire quasi con certezza che i primi italiani a festeggiare l’evento furono gli italiani in Uruguay e quelli in altre zone del Sudamerica, come l’Argentina, dove arrivava questa radio”, ha ricordato Gazzola citando l’interessante aneddoto. “In quel momento di difficoltà gli italiani risposero alla chiamata per essere protagonisti scegliendo anche i costituenti, i quali scrissero una delle più belle Costituzioni al mondo”, ha aggiunto Gazzola.

Angelo Santamaria, consigliere Cgie-Belgio, ha ricordato l’affermazione delle libertà e della democrazia che accompagnano la festa del 2 giugno. “E’ la festa di tutti gli italiani: i connazionali all’estero hanno fatto conoscere agli altri Paesi la bellezza della nostra cultura, della nostra cucina e del Made in Italy”, ha commentato Santamaria evidenziando che per gli italiani in Belgio quel periodo coincise però anche con una pagina triste: quella degli accordi tra Italia e Belgio per il lavoro nelle miniere. Andrea Mantione, consigliere Cgie-Olanda, ha sottolineato come in sostanza quel voto rappresentò l’occasione di modernizzazione per il Paese. Luigi Billé, consigliere Cgie-UK, ha ricordato che l’Italia sta uscendo dalla pandemia aumentando la speranza per tanti connazionali all’estero di tornare a rivedere i propri cari. Billé ha sottolineato come, in trent’anni di vita vissuta nel Regno Unito, abbia visto numerose storie di successo da parte di connazionali: “operosità, successo e solidarietà che rendono onore all’Italia”. Tommaso Conte, Presidente Inter-Comites Germania, si è chiesto quale sia il senso di questa celebrazione oltre all’aver messo da parte una Monarchia che fu compartecipe di due guerre mondiali. “Si festeggia la nascita della democrazia e di una Costituzione che ne sancisce i valori: il diritto al lavoro è però diventato merce rara vedendo nuove ondate di emigrazione”, ha spiegato Conte sottolineando la solidarietà tedesca verso l’Italia nei momenti più difficili della pandemia. “L’Italia è sempre uscita più forte dalle crisi che l’hanno attraversata, grazie al talento degli italiani”, ha aggiunto Conte ricordando alcuni strumenti informativi che sono stati prodotti per i primi passi in Germania dei nostri connazionali e per i servizi consolari. Vincenzo Arcobelli, consigliere Cgie-USA, ha reso un tributo a quanti hanno sofferto per la pandemia. Arcobelli ha annunciato che ci saranno nei prossimi giorni celebrazioni per la Festa della Repubblica a Dallas ricordando anche che questo 2 giugno ricorreva il decimo anniversario dell’istituzione in Texas della Giornata nazionale del patrimonio culturale italiano. Insieme ad Arcobelli in videoconferenza c’era il rappresentante del Texas, Parker, primo firmatario di questa proposta. Rita Blasioli Costa, componente comitato di presidenza Cgie per l’America Latina, ha sottolineato il senso d’appartenenza dell’italianità nel mondo quale valore aggiunto, come dimostrato negli ultimi diciotto mesi e soprattutto in zone dell’America Latina dove l’idea di stato sociale è debole. “Abbiamo lavorato con impegno e cuore e dobbiamo farlo ancora, con l’appuntamento elettorale dei Comites: se siamo qui è perché crediamo negli organi di rappresentanza”, ha commentato Blasioli Costa. L’evento si è chiuso con un omaggio musicale a cura dell’Italian&Swiss Jazz Ensemble. (Simone Sperduto/Inform)

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