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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Commissione Esteri, audizione del Viceministro Sereni sul piano di attuazione dell’Agenda 2030 nella cooperazione allo sviluppo

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – Il Comitato permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile presso la Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha svolto l’audizione del Viceministro degli Esteri, Marina Sereni, nell’ambito dell’esame del documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, riferito agli anni 2021-2023, cui è allegata la relazione sulle attività di cooperazione allo sviluppo, riferita all’anno 2019. Sereni ha ricordato che l’Agenda 2030 fu approvata dalle Nazioni Unite nel 2015: “un piano ambizioso per eradicare la povertà e promuovere lo sviluppo sociale nonché l’attenzione all’ambiente su scala globale”, ha rilevato il Viceministro parlando quindi di un’Agenda che vuole proporsi come modello di trasformazione universale. “L’Agenda non si applica soltanto ai Paesi in via di sviluppo ma a tutti quanti riconoscendo che la sostenibilità necessita di una coerenza a livello globale coinvolgendo tutti gli attori: non solo quelli governativi o istituzionali”, ha precisato Sereni evidenziando i due filoni complementari sui quali sta lavorando l’Italia. Si tratta della realizzazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e l’adeguamento della nuova agenda nazionale per la cooperazione allo sviluppo. Alla luce di tutto ciò il documento triennale di programmazione e indirizzo diventa il canale fondamentale. Diversi sono gli attori coinvolti, tra questi: l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Cassa Depositi e Prestiti, Regioni ed Enti locali. Il documento triennale è al momento oggetto di analisi presso il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo e delle Commissioni parlamentari; successivamente il testo dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri. “Quella italiana è una visione strategica di medio-lungo periodo avendo come orizzonte di riferimento proprio l’Agenda 2030”, ha sottolineato Sereni precisando che, dal punto di vista finanziario, le risorse saranno vincolate a quanto previsto dall’approvazione della legge di bilancio 2021-2023, ai quali si aggiungeranno i fondi che intenderà mettere in campo Cassa Depositi e Prestiti. “Saremo in grado di raddoppiare le risorse destinate ad AICS entro il 2024 e quadruplicarle entro il 2027”, ha aggiunto Sereni che tra le priorità degli interventi cita gli aiuti umanitari e la cooperazione multilaterale e bilaterale, la parità di genere, i servizi sanitari e l’accesso alle risorse energetiche in maniera equa e sostenibile. Per quanto riguarda la lotta alla pandemia da Covid, Sereni ha ricordato la disponibilità italiana nell’aver donato 45 milioni di dosi vaccinali all’interno del programma Covax. Dal punto di vista prettamente economico, gli interventi della cooperazione si rivolgeranno in via preferenziale a quei Paesi in via di sviluppo che vivono ancora per lo più di agricoltura o di pesca, con basso grado di innovazione tecnologica. Sul fronte del sostegno alimentare l’obiettivo sarà rafforzare la cosiddetta Food Coalition in ambito FAO. Nel documento triennale la priorità generale sarà assegnata a 20 Paesi: 11 in Africa, 4 nel Medioriente, 1 nell’Europa balcanica, 2 in Asia e 2 in America Latina. “Sono Paesi con i quali l’Italia ha costruito nel tempo rapporti stretti a livello politico ed economico”, ha precisato Sereni che, sulla base di questi numeri, prevede una ripartizione delle risorse che andranno per circa il 50% proprio in Africa. Laura Boldrini (PD) ha espresso soddisfazione per il raddoppio entro il 2024 delle risorse destinate ad AICS. “E’ un segno che la cooperazione allo sviluppo sta diventando uno strumento centrale nelle scelte che vengono fatte e quindi un elemento prioritario mettendo al centro gli obiettivi dell’Agenda 2030”, ha commentato Boldrini. Silvana Snider (Lega) ha chiesto chiarimenti circa la disponibilità di spazio e risorse all’interno di questo documento per i missionari italiani nel mondo. Sulle missioni Sereni ha ricordato 7 mila missionari che operano in tutti i continenti esercitando un’attività di assistenza alla popolazione che spesso viene associata alla cooperazione italiana pur non facendone parte. Per questo motivo, come ricordato dal Viceministro, è stato dato l’incarico alle sedi diplomatiche estere di valutare la possibilità di integrare dove possibile queste missioni coordinandole magari attraverso gli uffici AICS o le Ambasciate. (Inform)

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