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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Recovery Plan: in Commissione Esteri l’audizione dei vertici della Società Dante Alighieri  

CAMERA DEI DEPUTATI

 

(fonte Immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Si svolta alla Commissione Esteri della Camera l’audizione informale, relativa alla tematica del Recovery Plan, di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri. Il Presidente era accompagnato da Alessandro Masi e Andrea Vincenzoni, rispettivamente segretario e vicesegretario generale della medesima. Come spiegato dal Presidente di Commissione, Piero Fassino, l’audizione si è posta come obiettivo la conoscenza di quanto ancora sia necessario fare per la promozione integrata del sistema Paese nella consapevolezza che la promozione culturale debba essere parte del rafforzamento dell’immagine dell’Italia nella sua interezza. Fassino ha brevemente ripercorso le origini della Società Dante Alighieri, nata a fine ‘800 da un gruppo guidato da Giosuè Carducci ed eretta, quale ente morale nel 1893 allo scopo di diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madrepatria. La Dante Alighieri si avvale di una struttura composta da 401 comitati sparsi nel mondo per un totale di 8700 corsi di lingua e 300 biblioteche con più di 500 mila volumi. Riccardi ha evidenziato, pur a fronte di un loro aumento, come i contributi statali italiani siano inferiori rispetto a quelli messi a disposizione di altri Stati per i propri enti promotori, quali per esempio il British Council o il Goethe Institut che beneficiano di investimenti di oltre cinquanta volte quelli italiani in questo stesso settore.

“Negli ultimi anni – ha esordito Riccardi –  siamo passati da 600 mila euro annui a circa 3 milioni ed è stato un grande successo: in questo quadro abbiamo dato una nuova gamba alla Dante con la creazione di scuole estere dipendenti dalla sede centrale e non dai comitati: la prima è stata quella di Tirana, dove avevamo visto un deperimento dell’italiano, e ora stiamo lavorando per prendere il Liceo Calvino di Mosca che dovrebbe essere l’inizio di una rete in Russia”. Riccardi ha inoltre menzionato la piattaforma Dante Global che sarà inaugurata il 26 marzo. La piattaforma contiene tre stanze: la prima è dedicata all’insegnamento a distanza dell’italiano, la seconda stanza è dedicata alla formazione dei docenti, la terza stanza infine è quella dedicata alla cultura italiana. E’ dunque una piattaforma che vuole rispondere alla crisi determinata dalla pandemia. Riccardi poi ha fatto riferimento ai punti strategici del Recovery che parla di digitalizzazione, infrastrutture, ricerca, inclusione e salute. “Tuttavia la cultura è citata per investimenti principalmente dedicati al turismo, sebbene il turismo avrà una parte anche nella nostra piattaforma”, ha aggiunto Riccardi che se da un lato plaude al piano ‘turismo e cultura’ dall’altro ricorda che la cultura non è solo un bene da fruire in Italia ma è un bene identitario e distintivo. “Nel piano c’è l’assenza di riferimenti alla lingua italiana”, ha lamentato il Presidente della Dante Alighieri: questo aspetto, secondo Riccardi, si pone in una sorta di continuità con anni di politiche che non hanno valorizzato la lingua rispetto invece a quanto fatto da altri Paesi. “Deve essere nostro interesse per il Made in Italy aumentare l’impegno sulla lingua e qui vediamo invece l’inesorabile caduta della lingua: un fatto particolarmente rilevante è rappresentato dalla chiusura della scuola italiana ad Asmara in Eritrea”, ha precisato Riccardi evidenziando come l’italiano “non sia una lingua imperialista ma neanche una lingua provinciale: è una lingua che ha una sua dignità che si collega a una cultura e Dante è per esempio espressione della ricchezza di questa cultura”, ha sottolineato Riccardi citando il 700° anniversario dantesco. Dunque la sintesi è un’attenzione non adeguata alla lingua nel piano di rilancio del Paese. Riccardi ha annunciato l’inaugurazione il 26 marzo di un monumento a Dante Alighieri a Palazzo Firenze a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica.

Nel corso del dibattito Laura Boldrini (Pd) ha espresso preoccupazione per la carenza degli strumenti volti all’insegnamento della nostra lingua nel mondo. “La chiusura della scuola di Asmara è una sconfitta per il nostro Paese perché quella era la scuola per antonomasia per tanti giovani eritrei e questo non va nella direzione di una cooperazione strutturale ed effettiva con quel Paese” , ha spiegato Boldrini invitando a includere nel parere della Commissione la raccomandazione a una maggiore attenzione verso la lingua italiana all’interno del piano di ripresa. Simone Billi (Lega), eletto nella ripartizione Europa, ha sottolineato come la lingua non sia legata solo a fattori culturali ma anche economici e commerciali in particolare per la promozione del Made in Italy e per il turismo. “Conosco tanti svizzeri, tedeschi e inglesi che studiano e amano la nostra lingua e vengono spesso in Italia e comprano italiano. Gli italiani all’estero sono i primi ambasciatori dell’Italia nel mondo e lo studio della lingua è molto importante anche per le nostre comunità nel mondo. Con lo studio della lingua si riesce a mantenere il legame con il Paese”, ha spiegato Billi riferendosi in particolare alle seconde e terze generazioni di italo-discendenti. “La lingua italiana può essere uno dei volani per la ripresa economica del nostro Paese, ma di questo bisogna prenderne atto”, ha aggiunto Billi invitando a sostenere la frequenza ai corsi di italiano all’estero. Paolo Formentini (Lega) ha evidenziato come tramite la promozione di italiano si possa riuscire ad esportare maggiormente il sistema Paese. “Quando si parla di strategia geopolitica si parla però poco di ‘armi culturali’ come la lingua”, ha spiegato Formentini il cui sogno sarebbe la realizzazione di una sorta di ‘Commonwealth’ di italiano. Fassino ha a sua volta ricordato il valore dello strumento delle borse di studio lamentando come l’Italia anche in questo paghi un’arretratezza storica nell’attrarre studenti stranieri. “In questa chiave è fondamentale la diffusione della nostra lingua che continua ad essere tra le più studiate al mondo; questo nonostante non sia una ‘lingua business’ come l’inglese e neanche una ‘lingua coloniale’ come il francese, lo spagnolo o il portoghese. Abbiamo però una lingua che è un riferimento per la cultura”, ha sottolineato Fassino. Riccardi si è detto d’accordo con il concetto espresso da Boldrini circa la necessità di fare di più per la promozione della lingua italiana. Il Presidente della Dante Alighieri ha evidenziato il particolare interesse verso l’America Latina, i Balcani, la Russia, la Cina e il bacino del Mediterraneo: è stata ricordata la riapertura della sede a Casablanca. Riccardi ha apprezzato anche l’idea di Formentini riguardo alla creazione di un ‘Commonwealth’ di italiano. “Come diceva Carducci nel ‘manifesto’, esistono pezzi di Italia e personalità italiane: sarebbe interessante metterle in rete”, ha sottolineato Riccardi menzionando infine il mondo arabo dove stanno aprendo scuole di italiano. L’auspicio finale è stato per una “globalizzazione sinfonica dal punto di vista culturale” che non sia quindi solamente anglo-centrica. (Simone Sperduto/Inform)

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