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La vice ministra degli Esteri Sereni risponde all’interrogazione Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) sugli aiuti destinati ai connazionali all’estero in risposta all’emergenza da Covid 19

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Dei 6 milioni di euro complessivamente stanziati di decreti “Cura Italia” e “Rilancio”, al momento risultano distribuiti alle sedi diplomatico-consolari quasi 2 milioni di euro. Ampliata la platea dei beneficiari e la tipologia degli interventi

 

ROMA – La vice ministra agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri al Senato all’interrogazione presentata dai deputati democratici Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, e Alessandro Alfieri sugli aiuti disposti per i connazionali all’estero in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica dovuto alla diffusione del Covid 19. Rilevando che le misure di sostegno adottate dal Governo italiano sono contenute in diversi provvedimenti legislativi, i due interroganti chiedono di sapere nello specifico “quale sia la quantità, in termini economici, dei contributi messi a disposizione da parte del Governo; quale sia la quantità, in termini economici, dei contributi realmente distribuiti; quale parte del mondo abbia interessato tale distribuzione; e per quali tipi di interventi siano stati spesi gli aiuti economici”.

La vice ministra Sereni fa presente, in via preliminare, che “l’ammontare complessivo destinato all’assistenza dei nostri connazionali all’estero in risposta all’emergenza da Covid-19 è ad oggi pari a 6 milioni di euro”: 4 milioni di euro sono quelli destinati dal decreto “Cura Italia” al capitolo di bilancio del Maeci per la “tutela e assistenza in favore degli italiani all’estero”, poi aumentati di 2 milioni dal decreto “Rilancio”.

“Dei 6 milioni di euro disponibili, al 14 ottobre 2020 erano stati distribuiti dall’amministrazione centrale alle sedi diplomatico-consolari quasi 2 milioni di euro. Sono, inoltre, attualmente al vaglio richieste di integrazione di bilancio da parte delle sedi estere da destinare all’assistenza ai connazionali in difficoltà per il valore di quasi 1 milione di euro – prosegue Sereni, segnalando come i “quasi 2 milioni di euro già assegnati alle sedi estere, sono stati così distribuiti per area geografica: il 42 % dei fondi, pari a 808.512 euro, alle sedi diplomatico-consolari dei Paesi dell’America Centrale e Meridionale; il 31%, pari a 598.346 euro,  alle sedi di Paesi Africani; il 13 %, pari a 239.963 euro, a sedi nell’Unione Europea e Paesi Balcanici; il 9 %, pari a 180.663 euro, alle sedi diplomatico-consolari dei Paesi Asiatici; il 3 %, pari a 53.181 euro, alle sedi dell’America Settentrionale; il 2 %, pari a 35.000 euro, alle sedi diplomatico-consolari in Oceania”.  “Quanto alla tipologia di interventi, sono stati rispettati i criteri già previsti con la circolare n. 2 del 2018 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, consultabile on-line sul sito della Farnesina. Essa prevede – spiega Sereni – la possibilità di erogare sussidi ai connazionali stabilmente residenti in una circoscrizione consolare, che ne facciano richiesta, e prestiti con promessa di restituzione anche, in via eccezionale e in caso di comprovata urgenza, a cittadini non stabilmente residenti nel Paese straniero, purché versino in stato di occasionale, grave necessità”.  “Grazie al Decreto Cura Italia è stata poi autorizzata anche l’erogazione di sussidi a cittadini italiani non residenti nella circoscrizione consolare, per aiutare quanti fossero temporaneamente bloccati fuori dai confini del nostro Paese. Tale disposizione risulta al momento prorogata fino al 31 dicembre 2020 – segnala la Vice ministro.

“A fronte dell’aumento delle risorse disponibili per l’assistenza dei connazionali all’estero, nonché delle sempre crescenti criticità segnalate dalla rete diplomatico-consolare, la Farnesina ha ritenuto opportuno allargare la platea dei possibili beneficiari di assistenza, prevedendo una temporanea estensione delle casistiche già previste dalla sopra richiamata Circolare ministeriale. Innanzitutto – segnala ancora Sereni, – si è introdotta, in via eccezionale, la possibilità di restituire i prestiti non al termine normalmente previsto, pari a 90 giorni, ma in un tempo più lungo, estendibile, a seguito di una valutazione puntuale caso per caso, fino ad un massimo di due anni. Sono state poi individuate delle ulteriori tipologie di intervento, quali, ad esempio: aiuti economici in favore di connazionali titolari di piccole/micro imprese che abbiano subito un danno dal blocco totale o dalla riduzione della propria attività a causa delle restrizioni collegate alla pandemia, tale da aver causato la perdita di reddito (almeno il 50 % del reddito registrato nell’ultimo anno) del titolare e/o di addetti o da rischiare il fallimento dell’impresa; un bonus sussidio per il rimpatrio in favore dei connazionali all’estero che decidano di rientrare definitivamente in Italia. Oltre al pagamento del titolo di viaggio, in questo caso è possibile la concessione di un sussidio ulteriore per sostenere il connazionale nella fase iniziale di reinserimento nel tessuto sociale in Italia”.

La Vice Ministra ricorda poi che “le Rappresentanze diplomatiche e consolari sono state invitate a stipulare convenzioni o contratti con Enti e Istituti pubblici o privati al fine di fornire adeguata assistenza sanitaria (visite mediche, farmaci, tamponi, esami sierologici) ai connazionali in stato di necessità, colpiti da Coronavirus o da altre patologie, che non abbiano accesso alla sanità privata e per i quali le strutture sanitarie pubbliche locali non siano in grado di offrire cure adeguate” e come “tali convenzioni possono essere stipulate anche per erogare sussidi sotto forma di buoni pasto o pacchi alimentari nei casi in cui il connazionale e il rispettivo nucleo familiare siano obbligati a rispettare la quarantena con isolamento domiciliare”. “In collaborazione con qualificati Enti pubblici o privati locali, le sedi possono promuovere programmi di riqualificazione professionale di cui possono giovarsi i connazionali che, a causa della crisi da Coronavirus, abbiano perso il lavoro. Infine – conclude Sereni, – è possibile, per le sedi diplomatico-consolari, erogare sussidi finalizzati all’acquisto di strumentazione informatica (PC, laptop, tablet, smartphone, ecc), come forma di sostegno all’apprendimento, al fine di garantire l’accesso all’istruzione per i figli in età scolare di famiglie italiane bisognose, nel caso in cui le istituzioni scolastiche locali abbiano adottato la didattica a distanza. In alternativa le Rappresentanze stesse possono procedere all’acquisto diretto di tali strumentazioni e fornirle in prestito ai connazionali che ne abbiano necessità”. “L’articolazione degli interventi possibili, la loro distribuzione geografica e l’entità dei fondi già allocati testimoniano – ribadisce la Vice Ministro – la forte attenzione dedicata dalla Farnesina ai connazionali in condizioni di maggiore fragilità e allo sforzo profuso per alleviarne le difficoltà causate o aggravate dall’impatto della pandemia”. In sede di replica, Giacobbe si dichiara soddisfatto della risposta, pur richiamando la necessità di una maggiore pubblicizzazione sui media dei servizi offerti dalla rete consolare ai connazionali in questo periodo di emergenza. (Inform)

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