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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’ambasciatore d’Italia in Cina, Luca Ferrari: “L’Italia è un soft power culturale e quest’anno ci consentirà di esercitarlo”

ITALIA-CINA

Evento di apertura dell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina

 

 

ROMA – A margine dell’evento di apertura dell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina, che celebra il 50° anniversario delle relazioni tra i due Paesi, l’ambasciatore d’Italia in Cina, Luca Ferrari, in un intervista sul sito del Maeci, ha evidenziato come sia in corso “un’intensificazione dei rapporti tra i due Paesi”, rilevando come questo anno debba essere inteso come “un punto di partenza piuttosto che come punto di arrivo”.

“Il governo italiano ha tracciato una chiara strada di rilancio dei rapporti con la Cina da alcuni anni, ma per vederne i frutti dobbiamo aspettare un po’ di tempo. Questo anno sarà di certo fondamentale per far maturare questi frutti e per avviarci in un cammino virtuoso che, nell’arco di due o tre anni, io credo porterà dei risultati molto positivi e li vedremo anche statisticamente” – afferma Ferrari.

L’Ambasciatore ricorda anche come da “una maggiore conoscenza reciproca” potranno derivare effetti positivi “per entrambi i Paesi”, “per le esportazioni ma anche per gli investimenti” e segnala come gli investimenti diretti siano molto importanti per l’Italia.

Ricorda poi come al momento i turisti cinesi in Italia siano oltre 3 milioni, “un contributo al nostro Pil notevole”, cui seguiranno “anche maggiori esportazioni italiane verso la Cina”: “se i cinesi acquisiscono dei modi di vivere all’italiana, poi li vorranno importare nel loro Paese – rileva Ferrari, aggiungendo come l’intensificazione dei rapporti avverrà anche sul fronte economico, commerciale e finanziario.

“L’Italia è un soft power culturale e quest’anno ci consente di esercitarlo – aggiunge Ferrari, che ricorda poi l’accordo recentemente siglato per portare i voli bilaterali settimanali da 56 a 164, coinvolgendo, oltre gli scali di Roma e Milano, anche altre mete, come Firenze, Venezia, Bologna, Bari, e non solo. “Questo porterà i turisti cinesi su tutto il territorio, anche verso i luoghi più piccoli e meno frequentati dal turismo di massa, ma da parte nostra – conclude l’Ambasciatore – deve esserci la capacità di offrire le infrastrutture turistiche adeguate, oltre che quelle culturali che già ci sono”. (Inform)

 

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