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Unioni civili a San Marino, la legge d’iniziativa popolare approvata a fine 2018 sta dando i primi frutti

ITALIA – SAN MARINO


Rispetto alla legge Cirinnà, il testo sammarinese estende l’unione civile alle coppie eterosessuali; possono inoltre usufruirne anche i cittadini italiani che intendano risiedere sul Titano

SAN MARINO – La Repubblica di San Marino ha, da pochi mesi, la sua legge di regolamentazione delle unioni civili: più precisamente dal novembre dello scorso anno, quando il testo d’iniziativa popolare ha ricevuto il via libera da parte del Consiglio Grande e Generale, che è il parlamento monocamerale sammarinese. A quasi tre anni dall’approvazione in Italia della legge Cirinnà, anche il Titano ha così raggiunto un obiettivo altrettanto importante in termini di superamento del vuoto normativo sui rapporti di vita di coppia, sia etero che omossessuale, esistenti all’infuori del matrimonio. L’iter è durato circa un anno: il progetto ha iniziato a prendere forma quando alcuni cittadini sammarinesi si sono ritrovati al Summer Pride di Rimini, con il vessillo nazionale biancoazzurro.

Karen Pruccoli, che all’epoca era la coordinatrice della Commissione per le pari opportunità di San Marino, ha fornito un importante contributo per questo traguardo legislativo: un tassello di rilievo nella comunità sammarinese se si considera che, fino al 2004, l’omosessualità era considerata addirittura un reato nella piccola e antica repubblica. Prima firmataria della proposta d’iniziativa popolare è stata l’insegnante di storia Valentina Rossi; su questa tematica si è quindi edificata una consapevolezza, man mano crescente e trasversale, nella società sammarinese fino ad arrivare alle istituzioni. Oltre alla già menzionata Karen Pruccoli, l’iniziativa è stata sostenuta anche da un altro membro della Commissione per le pari opportunità: l’avvocato e notaio Lara Conti. Altresì importante è stato il sostegno da parte di organizzazioni italiane, come l’Arcigay di Rimini “Alan Turing” presieduta da Marco Tonti.

Proprio in questi giorni, la nuova legge sammarinese sta cominciando a dare i primi frutti: bisogna infatti considerare che il decreto delegato, per la disciplina dei registri di stato civile, risale all’inizio di febbraio. E’stata la stessa senatrice del PD, Monica Cirinnà, a congratularsi con San Marino per questo importante passo in avanti. Ci sono tuttavia delle differenze sostanziali tra le normative dei due Stati, in merito alle unioni civili: la principale ricade nella scelta di San Marino di tenere l’unione civile separata dal diritto di famiglia, considerandola come un contratto. La legge sammarinese n.147 del 2018 è composta da soli dodici articoli ed è quindi più snella rispetto alla legge Cirinnà; nonostante ciò, essa è considerata una norma completa per quanto riguarda diritti e doveri, soprattutto nella misura in cui si presenta come legge paritaria che garantisce un eguale riconoscimento tanto alle coppie omosessuali quanto a quelle eterosessuali. “L’unione civile è il contratto mediante il quale è regolata una comunità di tipo familiare composta da due individui maggiorenni, dello stesso sesso o di sesso diverso, al fine di organizzare la loro vita in comune”, disciplina l’art. 1 del testo sammarinese. La legge italiana stabilisce invece che le unioni civili siano riservate alle coppie omosessuali; per le coppie etero, in Italia, è previsto l’istituto della convivenza di fatto.

All’art. 9 della legge sammarinese si precisa che “le norme che riconoscono ai coniugi uniti in matrimonio il diritto alla residenza e alla cittadinanza valgono altresì per i contraenti dell’unione civile”. Novità interessanti sotto questo aspetto ci sono anche per gli italiani, ossia tanto per quelli già residenti quanto per coloro che intendano acquisire la residenza in territorio sammarinese e, con essa, tutti i diritti-doveri che ne conseguono. Come spiegato da Paolo Rondelli, esponente del comitato promotore di questa legge, potrebbero tuttavia incontrarsi delle difficoltà burocratiche nell’unione civile eterosessuale tra cittadini sammarinesi e italiani: il problema potrebbe verificarsi nella trasmissione tra gli uffici di stato civile dei due Paesi, nella misura in cui il contraente italiano sia residente in Italia, dove appunto l’unione civile tra coppie eterosessuali non è prevista. Come si procederà in tal caso? “A quel punto la legge sammarinese prevede trenta giorni di silenzio-assenso: ciò vuol dire che se il comune di residenza del cittadino italiano non risponderà, trascorso questo periodo, l’iter procedurale verrà comunque mandato avanti e l’unione civile a San Marino verrà effettuata. Il comune italiano si vedrà giungere direttamente la pratica di emigrazione all’estero e il cittadino verrà iscritto all’Aire”, ha precisato Rondelli. (Simone Sperduto/Inform)

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