CAMERA DEI DEPUTATI
Ad illustrare il provvedimento il relatore Mariano Rabino. Ora il disegno di legge passa all’esame del Senato
ROMA – Con 343 sì la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Israele in materia di previdenza sociale, fatto a Gerusalemme il 2 febbraio 2010.
Paese. gli Stati o di un lavoratore autonomo, i quali saranno invece soggetti alla legislazione previdenziale dello Stato di residenza. L’Accordo – prosegue – salvaguarda le disposizioni in materia previdenziale contenute nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 e nella Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963, nonché risultanti dal diritto internazionale generale. Ugualmente, saranno soggetti solo alla legislazione dello Stato contraente di origine gli impiegati pubblici o le persone ad essi assimilate, inviati a lavorare nel territorio dell’altro Stato contraente. Previsto inoltre che il lavoratore dipendente inviato da un’impresa nel territorio dell’altro Stato contraente rimanga soggetto alla legislazione dello Stato di origine, a meno che il periodo del distacco non superi i due anni. Qualora il distacco si prolunghi oltre i due anni, comunque, le autorità o istituzioni competenti possono convenire che la persona rimanga per ulteriori due anni ugualmente assoggettata solo alla legislazione dello Stato di origine. Si prevede inoltre sostanzialmente per i lavoratori impiegati su navi il mantenimento del regime di sicurezza sociale del Paese di appartenenza della nave, così come per i lavoratori impegnati nell’autotrasporto o nei voli internazionali, cui si applicherà il regime previdenziale della Parte contraente in cui ha sede la compagnia dai cui dipendono. Un articolo riguarda inoltre la possibilità di totalizzazione dei periodi assicurativi inferiori a dodici mesi, pertanto non suscettibili di dare diritto ad una prestazione previdenziale, che possono essere ricollegati dall’istituzione competente dell’altra Parte contraente ai versamenti effettuati nell’ambito della propria giurisdizione, ai fini della determinazione delle prestazioni previdenziali. Ad illustrare il provvedimento il relatore Mariano Rabino, che rileva come esso sia volto in particolare a garantire ai cittadini italiani che hanno lavorato in Italia prima di trasferirsi in Israele di percepire un trattamento pensionistico in linea con i contributi che hanno versato nel nostro Diverso è il caso di un lavoratore subordinato impiegato in entrambi
Con riferimento al contratto di colonia, citato all’interno dell’Accordo, il relatore tiene a sottolineare come essi non riguardi “in alcun modo la questione del riconoscimento dei territori occupati o ogni altra questione riguardante il ruolo dei cosiddetti coloni israeliani”, una questione che era stata avanzata nel corso dell’esame del provvedimento alla Commissione Affari Esteri e che secondo Rabino non deve rallentare il suo inter di approvazione..il provvedimento passa ora all’esame del Senato (Inform)