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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato a Roma il “Spotlight on Italy”, un progetto musicale per giovani talenti italiani che sarà protagonista al Toronto Jazz Festival

MUSICA

L’iniziativa è organizzata dal TD Toronto Jazz Festival e dall’Associazione I-Jazz, con il supporto del Maeci, del Mibac e  dell’Istituto Italiano di Cultura a Toronto

ROMA – E’ stato presentato a Roma nella Sala della Crociera di via del Collegio Romano, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il progetto “Spotlight on Italy: nuova generazione jazz al Toronto Jazz Festival”. Una selezione di giovani talenti italiani si esibirà in uno dei più prestigiosi jazz festival del mondo: si tratta di un progetto organizzato dal TD Toronto Jazz Festival e dall’Associazione I-Jazz, con il supporto del Maeci, del Mibac, dell’Istituto Italiano di Cultura a Toronto, dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz (MIDJ). “Nuova generazione jazz è un progetto giunto alla seconda edizione e fa parte delle attività che, in modo sistemico, la nostra associazione porta avanti insieme alla rete di enti che ruotano attorno al jazz: l’idea è quella di promuovere questo genere musicale in territorio nazionale e non solo”, ha affermato Corrado Beldì, Presidente dell’Associazione I-Jazz. “E’ un’esperienza internazionale che è stata aperta anche a musicisti over 35: la selezione è stata effettuata da una commissione di giurati, tra i quali alcuni esperti europei, e sono stati scelti in totale dodici gruppi musicali. Toronto sarà dunque una finestra importante per far conoscere il jazz italiano”, ha aggiunto Beldì ricordando che l’Associazione I-Jazz è attiva ormai da dieci anni.

Per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è intervenuto Raffaello Barbieri, della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese. “La nostra rete per la promozione della cultura italiana, oltre ad ambasciate e consolati, si affida a circa ottanta Istituti Italiani di Cultura: il loro compito è anche quello di creare una congiunzione tra le realtà locali e quelle italiane. Il festival di Toronto è un caso esemplare di collaborazione tra la rete del Maeci e gli altri attori coinvolti”, ha rilevato Barbieri menzionando per questo progetto la partnership importante dell’Enit, per il finanziamento, e del Mibac per il bando di selezione degli artisti. “Tra le attività in campo culturale e musicale del Maeci ricordo le numerose iniziative per i 150 anni di Rossini, nel 2018; sempre quest’anno, invece, abbiamo l’iniziativa di promozione integrata ‘Italia, Culture, Africa’: anche qui sono previsti concerti jazz, in collaborazione con MIDJ e con gli Istituti di Cultura, precisamente a Dakar, Nairobi ed Addis Abeba. L’attività del Maeci è molto vasta e considera il jazz come uno strumento molto importante per diffondere la cultura musicale italiana”, ha aggiunto Barbieri.

Gianni Taglialatela, Vicepresidente di MIDJ, ha voluto evidenziare l’importanza di essere riusciti a fare squadra e sinergia attorno a questo progetto, anche per quanto riguarda i musicisti. “Quest’anno ci siamo voluti rivolgere anche agli artisti over 35, consapevoli del fatto che tanti ottimi musicisti hanno raggiunto la maturità dopo diversi anni di attività. Per molti di loro è stato positivo essere stati presi in considerazione, a prescindere dall’esito delle selezioni. Il nostro obiettivo sarà quello di esportare il più possibile il jazz italiano, in modo sinergico e continuativo nel tempo”, ha commentato Taglialatela. Hanno infine preso parola due artisti che si esibiranno al Toronto Jazz Festival: Ludovica Manzo del duo O-Janà e Dan Kinzelman del trio Hobby Horse Di sperimentazione nella ricerca sonora, in ambito elettronico e non soltanto acustico, ha parlato Manzo sottolineando come “la particolarità del jazz sia quella di essere una musica inclusiva e mai omologante”. Kinzelman ha espresso soddisfazione per un progetto “che permette di offrire una possibilità importante alla scena musicale italiana”. (Simone Sperduto/Inform)

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