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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata alla Camera dei Deputati la quarta edizione del Piccolo Festival delle Spartenze: migrazioni e cultura

ITALIANI ALL’ESTERO

 

La kermesse, dedicata all’emigrazione italiana, si terrà dal 25 luglio al 3 agosto tra Paludi, borgo calabrese (Cosenza) e Matera

 

ROMA – E’ stata presentata, alla sala stampa della Camera dei Deputati, la quarta edizione del “Piccolo Festival delle Spartenze: migrazioni e cultura”. L’edizione 2019 sarà incentrata attorno al tema della “casa” e si terrà dal 25 luglio al 3 agosto tra Paludi, borgo calabrese in provincia di Cosenza e luogo di nascita della kermesse, e Matera. Il festival avrà un ricco calendario dedicato alla storia dell’emigrazione italiana. Fondato dall’associazione socio-culturale AsSud e dall’impegno del ricercatore Giuseppe Sommario, il festival si pone l’obiettivo di far conoscere le storie di quanti sono emigrati ma anche quelle dei piccoli borghi, come Paludi, che nei decenni si sono di fatto spopolati. La novità di quest’anno è nel carattere d’interregionalità della kermesse, che si estende alle regioni limitrofe come Basilicata e Molise, con una notevole crescita anche nel numero di appuntamenti rivolti alle diverse comunità italiane. Due eventi molto importanti si terranno nel dopo-festival, precisamente il 17 agosto, presso Santa Maria ad Gruttam (Paludi-Cropalati). Ci sarà dapprima l’assegnazione del “Premio delle Spartenze 2019”, un riconoscimento conferito a chi è riuscito a divenire eccellenza all’estero, pur mantenendo un forte legame col Paese d’origine: in questa edizione sarà premiato lo chef Francesco Mazzei. A seguire sarà la volta della “Notte dei Ricercatori Italiani nel Mondo”, che vedrà l’intervento di ricercatori e accademici italiani provenienti da diverse università estere.

 

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche diversi parlamentari, alcuni dei quali in rappresentanza delle comunità italiane all’estero. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha parlato del concetto di “spartenze”, dal quale prende nome il festival. “Esso rievoca la divisione causata dalla lontananza; dal 2016 questo festival si propone di ricostruire i legami tra le due italie: quella della Penisola  e quella che invece sta fuori dai confini nazionali. Quest’anno avremo come tema quello della casa, ossia del luogo dove si trovano gli affetti e l’identità di ciascuno di noi. E’ emblematica la sede di Paludi, nel cuore della Calabria, che ha da sempre vissuto una forte emigrazione; anche la Basilicata e il Molise sono località altamente simboliche sotto questo aspetto. L’immagine delle case vuote rappresenta la diaspora degli emigrati da questi piccoli comuni che rischiano la decadenza e l’abbandono”, ha commentato Nissoli.

Nicola Caré, deputato del Partito Democratico eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha parlato della “necessità di affrontare il tema da un punto vi vista non solo politico, ma soprattutto umano e sociale”. Si è quindi delineata la questione degli italici che mantengono il cordone ombelicale con l’Italia tramite una cultura trasmessa dai loro avi e a sua volta da tramandare a figli e nipoti. “Ho sempre appoggiato l’iniziativa di Giuseppe Sommario in favore dei ricercatori che vogliono rimanere in Italia, senza dover necessariamente espatriare per svolgere la propria attività di ricerca. Tuttavia il cittadino italiano spesso non conosce le problematiche legate agli italiani residenti all’estero, che pure hanno contribuito da sempre alla crescita del nostro Paese”, ha affermato Caré ricordando ad esempio il contributo dei nostri emigrati che ha consentito il cosiddetto boom economico del dopoguerra e l’attuale espansione del Made in Italy in settori strategici per il Sistema Paese. “Oggi abbiamo uno spopolamento di tanti paesi e borghi d’Italia e al contempo il fenomeno del turismo di ritorno. Le cosiddette spartenze devono servire a ricollegare gli italiani e gli italici: l’obiettivo sarebbe quello di creare una sorta di commonwealth di cittadini italiani all’estero”, ha aggiunto Caré definendosi in disaccordo con il taglio dei fondi destinati alla promozione della lingua e cultura italiane. Anche Fabio Porta, già deputato del Partito Democratico della ripartizione America Meridionale,  ha creduto in questo progetto fin dall’inizio. “Giuseppe Sommario ha saputo coniugare la sua esperienza di ricercatore con un rapporto diretto con il territorio. Questo festival mi è sembrato da subito innovativo e utile a coniugare l’esperienza dell’immigrazione e dell’emigrazione, valorizzando l’esperienza di persone in mobilità. Inoltre bisogna vedere questa iniziativa come strumento per far rinascere il Sud. Il legame con la lingua e la cultura non va visto solo quale insegnamento formale e asettico di una disciplina ma come strumento di crescita e di sviluppo collegato per esempio al turismo delle radici: abbiamo milioni di persone nel mondo che possono essere volano per il nostro Paese che, però, sembra non accorgersi di queste potenzialità. Oggi la vera emergenza in Italia è l’emigrazione”, ha sottolineato Porta.

 

Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, ha ricordato come chiunque parta mantenga nel cuore la propria casa pur mettendo radici altrove senza quindi mai dimenticare le vere origini. “Il sogno di quanti sono spartiti è quello di poter tornare tutti quanti in blocco a Paludi, fondando una nuova terra e una nuova Calabria”, ha aggiunto Baldino. Don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, ha ricordato come “il nostro primo compito sia accompagnare gli italiani all’estero ma anche accogliere chi arriva da noi”. Il tema caldo del momento, quello dell’immigrazione, è stato quindi frutto di un’analisi. “Abbiamo un’immagine distorta dell’immigrazione – ha evidenziato De Robertis – per cui la figura dell’immigrato è associata solo al barcone, ma in questo momento dovremmo preoccuparci maggiormente del fatto che gli abitanti sul suolo italiano stanno diminuendo per via dell’emigrazione”, ha precisato il Direttore Generale  della Migrantes menzionando l’ultima pubblicazione della Fondazione dal titolo “88 Giorni nelle Farm Australiane”, dalla quale si evince come ogni anno circa diecimila giovani italiani vadano in Australia.

 

Giuseppe Sommario, fondatore e direttore del Piccolo Festival delle Spartenze, ha infine spiegato come “nel termine spartenze sia già contenuto tutto: il partire e il condividere l’esperienza dell’emigrazione, poiché ciò che manca all’Italia è proprio il racconto della diaspora soprattutto meridionale”. E’ emerso, già nelle precedenti edizioni, proprio questo bisogno di raccontare non solo numeri ma storie, dando un volto all’emigrazione. “Paludi è il mio paese ed è, tra i paesi con meno di cinquemila abitanti, quello che ha subito maggiormente il fenomeno dell’emigrazione: siamo infatti al 163% nel tasso d’abbandono nel corso dei decenni”, ha precisato Sommario spiegando il senso della scelta dei temi attorno ai quali ruota il festival. “Nella scorsa edizione il tema era quello dell’identità; stavolta invece è quello della casa: ossia dell’abitare e del condividere. Ma cosa chiamiamo realmente casa”, si è domandato il direttore ricordando come il concetto di casa sia sempre centrale nella mente di chi emigra, nell’illusione o nel desiderio di tornare. “Nel meridione il prezzo più alto in fatto di emigrazione è stato pagato da regioni come Calabria e Basilicata, con migliaia di giovani laureati costretti a lasciare le loro terre”, ha aggiunto Sommario menzionando il progetto del Campus AsSud che consente uno scambio reciproco di esperienze tra chi vive in Italia e chi verrà al festival da fuori i confini nazionali.

A margine della conferenza stampa sono stati letti i saluti di Luigi Scaglione, Centro studi internazionali Lucani nel Mondo e coordinatore delle Consulte regionali per l’emigrazione, che nel suo messaggio ha parlato di “un festival organizzato nel senso dell’interscambio e della conoscenza, elementi che le Consulte regionali ritengono indispensabili per comprendere il senso delle migrazioni”, ha rilevato Scaglione proponendo di portare queste tematiche sul tavolo della prossima Conferenza Stato-Regioni-PA-Cgie. Nicola Irto, Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, ha sottolineato come il festival abbia “il pregio di ricordare il valore storico dell’emigrazione che ha coinvolto la nostra terra”. Orlandino Greco, delegato per l’emigrazione del Consiglio Regionale della Calabria nonché presidente della Consulta per i calabresi nel mondo, ha definito il festival “un omaggio a quella Calabria viva che, ovunque si trovi, germoglia cultura, ingegno e cuore”. Antonio Damasco, direttore della Rete di cultura popolare italiana, ha ricordato come “l’Italia non abbia mai smesso di essere una terra di migranti: solo nel 2018 sono andati via più di 130 mila connazionali, per lo più giovani tra 18 e 35 anni”. (Simone Sperduto/Inform)

 

 

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