LINGUA E CULTURA ITALIANE
ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto attuativo della buona scuola sull’insegnamento della lingua italiana all’estero. Non ne conosciamo il contenuto ma voci insistenti confermano che nel testo sarebbe tornata l’abrogazione della Legge 153/71 con la conseguente cancellazione degli strumenti normativi ed amministrativi esistenti e forti rischi per gli investimenti per la promozione e diffusione della lingua italiana.
Spero che queste preoccupazioni vengano dissipate da una seria azione sulla definizione degli ambiti e della qualità e quantità degli investimenti.
In assenza di una chiara indicazione sia rispetto ai nuovi strumenti che all’entità degli stanziamenti, rischiamo di disperdere anche il buon lavoro realizzato in sede di legge di bilancio per il 2017.
La sensazione è che si stia disperdendo il vero patrimonio di presenza culturale e linguistica nel mondo realizzatosi con l’attività degli enti gestori e degli insegnanti di lingua inviati dall’Italia.
È grave che, nonostante gli impegni assunti con noi e nonostante l’impegno formale del Governo, i ministeri dell’Istruzione e degli Esteri abbiano deciso di procedere con la proposta di abrogazione della 153/71.
La Commissione Esteri sarà chiamata a dare un parere e dovremo, almeno in quella sede, perché il Parlamento non ha avuto occasione di confrontarsi con le amministrazioni competenti su questi temi, riuscire ad indicare alcuni strumenti di intervento a nostro avviso indispensabili per continuare a mantenere i buoni risultati conseguiti fino ad oggi.(Marco Fedi*/Inform)
* Deputato Pd eletto nella circoscrizione Estero-rip. Africa-Asia-Oceania-Antartide