direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le testimonianze di Sofia ed Elizabeth sulla crisi in Venezuela

CGIE

Seminario a Palermo sui Giovani Italiani nel Mondo

 

PALERMO – Il seminario dei giovani italiani nel mondo promosso dal Cgie e in corso a Palermo è un momento di confronto anche sui temi più caldi dell’attualità e della politica internazionale. Tra i partecipanti hanno portato la propria testimonianza Sofia Calligaris ed Elizabeth Petrelli, che vivono in Venezuela, intervistate a margine dei tavoli organizzati e dei gruppi di lavoro dell’open space. Sofia, trentenne laureata e impiegata in un istituto bancario, ha il papà napoletano e la mamma venezuelana; Elizabeth, ventinovenne occupata nel settore delle risorse umane per un’azienda di gas e petrolio, ha il papà argentino e la mamma originaria della provincia potentina. Entrambe si considerano in una situazione, anche lavorativa, migliore rispetto alle condizioni generali in cui sta tragicamente versando il Venezuela. “Abbiamo una crisi economica e politica gravissima – ha spiegato Sofia esprimendo la sua posizione contraria a Maduro – una situazione molto instabile anche perché in questo momento abbiamo due Presidenti”. “L’inflazione – continua Sofia – è molto pesante, a fronte di stipendi medi inferiori ai cinque dollari al mese; è difficile reperire addirittura i beni di prima necessità ed anche le medicine, con una situazione igienico sanitaria sempre più precaria. Gli aiuti, che provengono principalmente da Stati Uniti e Colombia, vengono bloccati”, ha aggiunto Sofia che vede al momento in Guaidò una speranza. Nella sua testimonianza anche Elizabeth ha sottolineato la sua contrarietà alla politica di Chavez e Maduro  che dura da venti anni, e si è detta preoccupata non soltanto dalla crisi economica e politica: nel Venezuela si percepisce, infatti, un diffuso senso d’insicurezza: “nel senso che non si può uscire di casa dopo il tramonto perché è molto pericoloso, a causa dell’elevata criminalità”. (Simone Sperduto/Inform)

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