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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del Direttore Generale uscente del Maeci per la promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca

SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue alla III Commissione l’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità italiane nel mondo

 

La novità è nella gestione integrata di tutti gli attori coinvolti nella promozione culturale , ma serve continuità

ROMA – Si è tenuta, presso la Commissione Affari Esteri ed Emigrazione del Senato presieduta da Vito Petrocelli, l’audizione di Vincenzo De Luca, Direttore Generale uscente per la Promozione del Sistema Paese del Maeci: l’audizione si pone quale approfondimento rispetto all’indagine conoscitiva già avviata sulle condizioni ed esigenze delle comunità italiane nel mondo. De Luca ha esordito parlando della novità in questo campo rappresentata dalla capacità di attivare una gestione integrata tra tutti gli attori coinvolti nella promozione del Sistema Paese. “Da 2017 stiamo portando avanti lo sviluppo di un piano di promozione culturale integrata che coinvolge il Maeci, gli Istituti Italiani di Cultura, gli Enti gestori e promotori, la Dante Alighieri e la Rete diplomatico-consolare”, ha spiegato il direttore ricordando lo stanziamento di 150 milioni di euro per il quadriennio 2017-2020, che ha offerto per la prima volta la possibilità di una vera programmazione diluita nel tempo. “E’ dunque per noi una novità poter contare su un piano e su una programmazione con delle priorità ben precise da valorizzare: in più possiamo condividere il tutto in modo inclusivo verso le nostre comunità estere”, ha aggiunto De Luca evidenziando come si sia partiti dalla conferenza del 2016 al Maeci con tutti i direttori degli istituti culturali.

Quindi si è parlato di Made in Italy, da coniugare come valore culturale aggiunto, per una promozione a tutto campo del Sistema Paese, che possa contare sulla condivisione di tutto il mondo politico italiano e di una rinnovata Rete diplomatico-consolare. “Ben il 33% dell’industria mondiale del design è prodotto in Italia: non dimentichiamo poi altri settori per noi fondamentali come la moda, il cinema e ogni espressione della creatività. Sono ambiti dove sappiamo da sempre coniugare al meglio tradizione, innovazione e patrimonio”, ha precisato De Luca soddisfatto della nostra capacità di portare le imprese all’estero e di presidiare i mercati, valorizzando allo stesso tempo il cosiddetto modello del ‘Vivere all’Italiana’, che racchiude cultura, creatività e sostenibilità. “Quando si parla di industria culturale, si parla in realtà anche e soprattutto di economia: essa produce infatti 90 miliardi annui che corrispondono a circa il 6% di Pil e al 14% delle esportazioni. Abbiamo un nostro ‘soft power’ da poter esercitare all’estero, che ci fa apprezzare da partner importanti”, ha aggiunto De Luca analizzando infine il settore della formazione e della lingua italiana.

De Luca ha ricordato i 6 mila eventi prima del 2016 in campo culturale e di promozione linguistica; oggi siamo ad oltre 9 mila, con un incremento significativo. “Possiamo contare su 84 Istituti Italiani di Cultura, di cui 2 nuovi inaugurati fuori dall’Europa, precisamente ad Abu Dhabi e Dakar. Abbiamo inoltre nel mondo ben 50 Scuole, di cui 42 paritarie e 8 statali; infine 406 Comitati della Dante Alighieri. Siamo riusciti a riunire in questo piano di sviluppo anche gli Enti gestori, strutture molto collegate alle nostre comunità all’estero” che, per De Luca, possono, oltre a gestire i corsi di lingua italiana, svolgere anche funzioni di promozione ampliando il bacino.

La lingua è fondamentale come strumento di  divulgazione della nostra cultura – ha sottolineato De Luca – ed è infatti proprio questo il settore dove nel lontano 2001 per primo è arrivato l’appuntamento della cosiddetta ‘Settimana di promozione della lingua italiana’: negli ultimi 6 anni, ogni due anni convochiamo inoltre gli ‘Stati generali della lingua italiana’ con il patrocinio del Presidente della Repubblica”, ha aggiunto De Luca evidenziando la cifra importante degli oltre 2 milioni di studenti della lingua italiana nel mondo risultati dalla ricognizione del 2018. Le statistiche danno la lingua italiana tra le prime quattro lingue più studiate al mondo. Secondo l’analisi di De Luca bisognerebbe tuttavia incrementare le sezioni di lingua italiana nelle scuole internazionali. Da migliorare ci sarebbe anche il trend relativo alla percentuale di studenti stranieri nelle scuole italiane: l’Italia si ferma al 4% contro una media Ocse dell’8%. Vanno decisamente meglio le accademie di alta formazione, con un 13% di studenti stranieri. (Simone Sperduto/Inform)

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