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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Aula il disegno di legge di ratifica della Convenzione tra Italia e Barbados per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali

CAMERA DEI DEPUTATI

Il provvedimento, già approvato dal Senato, è stato illustrato dalla relatrice Francesca La Marca

 

ROMA –  E’ stata avviata presso l’Aula del Senato la discussione del disegno di legge di ratifica  ed esecuzione della Convenzione tra l’Italia e Barbados volta ad evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e a prevenire le evasioni fiscali. Un’intesa, siglata a Barbados il 24 agosto 2015 e già approvata dal Senato lo scorso 12 gennaio.  (vedi Inform http://comunicazioneinform.it/via-libera-dalla-commissione-esteri-alla-ratifica-della-convenzione-tra-italia-e-barbados-per-evitare-le-doppie-imposizioni-fiscali/ ). La relatrice Francesca La Marca, dopo aver ricordato che lo Stato delle Barbados è tuttora nel Commonwealth britannico e può contare su poco più di 280.000 abitanti, ha rilevato come la Convenzione in esame risponda all’esigenza di disciplinare in maniera più efficace ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra questo stato e l’Italia. “L’Intesa, che ricalca il modello di Convenzione fiscale dell’OCSE al pari di numerose altre già esaminate dal nostro Paese, – ha spiegato la deputata del Pd eletta nella ripartizione Nord e Centro America – trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti, limitatamente all’imposizione sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive. L’Accordo – ha proseguito La Marca – definisce il concetto di residenza, di stabile organizzazione e di utili d’impresa, accogliendo il principio generale in base a cui gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell’impresa stessa ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di un’organizzazione stabile”. Quanto agli utili di capitale la relatrice ha evidenziato come l’articolo 13 della Convenzione stabilisca, fra l’altro, una potestà impositiva concorrente dei due Stati per plusvalenze relative a beni immobili o a beni mobili appartenenti alla stabile organizzazione o alla base fissa. La Marca ha inoltre ricordato come in materia di pensioni la convenzione preveda la tassazione soltanto nello Stato di residenza, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche venga stabilita di regola la tassazione nello Stato della fonte. La relatrice ha infine segnalato la presenza nella convenzione del principio di non discriminazione, di una procedura amichevole per la risoluzione di conflitti, dello scambio di informazioni e dell’intangibilità di privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari. Il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)

 

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