CAMERA DEI DEPUTATI
Presentata dai deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero
Sino alla conclusione nel negoziato i cittadini italiani – ricorda Amendola – “conserveranno i diritti e i doveri propri di ogni cittadino europeo che vive e lavora in un Paese dell’Ue diverso da quello di origine”. Possibili limitazioni alla libera circolazione solo in caso di rinuncia all’accesso al Mercato Interno, scelta tuttavia “molto costosa per l’economia britannica”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola ha risposto in Commissione Affari Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione a prima firma di Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) sui possibili effetti della Brexit sui connazionali che risiedono per studio, per lavoro o per scelta nel Regno Unito (vedi http://comunicazioneinform.it/
In particolare Garavini, cui si associano i deputati democratici eletti nella circoscrizione Estero, chiede al Governo italiano che in sede di negoziati previsti a seguito della consultazione referendaria si possa garantire il mantenimento dei diritti acquisiti dai cittadini italiani residenti in Gran Bretagna, quali “ad esempio i diritti sociali e previdenziali, la salvaguardia delle famiglie composte da membri di diversa nazionalità, il mantenimento delle stesse rette scolastiche e delle stesse tasse universitarie, il libero accesso alle borse di studio e ai sussidi attualmente concessi ai ricercatori italiani, il riconoscimento dei titoli di studio e delle certificazioni professionali validi all’interno dell’Unione europea, il diritto di voto attivo e passivo per le elezioni di carattere locale”.
Amendola ricorda in premessa che fino a che non sarà concluso il negoziato sopra richiamato “i cittadini italiani in Gran Bretagna conserveranno i diritti e i doveri propri di ogni cittadino europeo che vive e lavora in un Paese dell’Unione diverso da quello di origine” e che “in caso il Regno Unito decida di attivare limitazioni alla libera circolazione prima del recesso, ne dovrà rispondere alla Commissione europea e, in caso di persistente violazione, alla Corte di Giustizia dell’Ue”.
Segnala inoltre come negli ultimi anni siano “centinaia di migliaia gli italiani che hanno trovato nel Regno Unito un lavoro, una famiglia, una casa: si tratta – sottolinea – di un patrimonio che intendiamo tutelare e che non va disperso nello stesso interesse della Gran Bretagna”.
“Per questo motivo – ribadisce il sottosegretario, – il Governo italiano vigilerà sul rispetto dei diritti acquisiti dei propri connazionali, sia nel contesto del negoziato di recesso sia in quello relativo ai negoziati sui rapporti futuri tra il Regno Unito e l’Unione Europea, di cui è al momento difficile potere prevedere gli esiti e gli effetti pratici”.
Egli rileva inoltre come “gli strumenti per non interrompere bruscamente il flusso di connazionali verso la Gran Bretagna già esistono – e cita a tal proposito l’accordo con i Paesi che, come la Norvegia, partecipano allo Spazio Economico Europeo, sottolineando come “ci impegneremo ad attivarli in maniera coerente con i valori europei di conoscenza, innovazione e libertà che sono alla base della nostra civiltà europea”.
“Il tema della separazione di nuclei familiari di diversa nazionalità che da tempo vivono nel Regno Unito non è all’ordine del giorno – precisa Amendola – e non è stata al centro del dibattito della campagna elettorale per il referendum, a differenza della possibilità di limitare i nuovi arrivi di cittadini Ue”. Si tratta tuttavia di una limitazione percorribile solo “nel caso in cui il Regno Unito deciderà di rinunciare, una volta abbandonata l’Ue, all’accesso al Mercato Interno – rileva il sottosegretario, evidenziando come tale rinuncia si rivelerebbe “molto costosa per l’economia britannica”.
“Sugli studenti e sui ricercatori – prosegue, – la politica britannica di attrazione dei migliori talenti non dovrebbe scoraggiare chi in futuro intendesse accedere al sistema universitario del Regno Unito e, prevedibilmente, saranno previsti strumenti alternativi per attrarre e sostenere studenti e ricercatori dei Paesi dell’Ue. Siamo comunque pronti a collaborare sia in bilaterale che nell’ambito dell’Ue per far continuare il sostegno agli studenti e ai ricercatori che decidono di vivere in Gran Bretagna”. Amendola segnala inoltre come il Governo abbia già da tempo avviato un monitoraggio dei possibili effetti dell’esito referendario in tutti i settori interessati – dalla libera circolazione all’economia, dalla difesa alla cooperazione di polizia – e “messo in atto le prime misure per difendere i propri interessi e cogliere le eventuali opportunità”. “Con questo spirito, continueremo a seguire e verificare gli effetti di una Brexit nei prossimi mesi alla luce degli attesi sviluppi negoziali – conclude il sottosegretario, assicurando che il “il Governo italiano terrà sempre presenti i possibili effetti sui propri connazionali e cercherà, con gli altri partner dell’Unione, soluzioni volte a tutelare tutti i concittadini che vivono e lavorano nel Regno Unito”.
Interviene per la replica Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa), che dichiara apprezzamento per le rassicurazioni esposte. “È positivo che il Governo stia provvedendo a monitorare ma anche a svolgere un’azione concreta a tutela dei nostri connazionali attraverso la rete diplomatico-consolare – afferma Tacconi, impegnandosi a trasmettere tale messaggio ai connazionali residenti nel Regno Unito e invitando il Governo ad fare in modo che gli impegni formulati “si traducano in un’effettiva tutela nel presente e nel futuro”. (Inform)