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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi interviene a Palazzo Madama sulla crisi del Venezuela

SENATO DELLA REPUBBLICA

“Bisogna perseguire una soluzione pacifica. I nostri servizi consolari e di Ambasciata operano a pieno ritmo, per l’assistenza agli italiani e ai cittadini di origine italiana”

ROMA – Mercoledì 30 gennaio in Senato è stato ascoltato il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, in relazione a quanto sta accadendo in Venezuela: un Paese nel quale sono residenti tra i centocinquanta e i duecentomila italiani, ai quali bisogna aggiungere circa due milioni di oriundi italo-venezuelani. Ciò che sta attanagliando il Venezuela è una pericolosa deriva politica, una crisi sociale, con un rischio elevato per l’assetto democratico reso già assai vulnerabile. “Crediamo che sia giusto perseguire una soluzione pacifica, democratica, per questo Paese a noi così vicino. Noi siamo sempre stati fautori di una risposta europea a questa crisi”, ha commentato il Ministro Milanesi procedendo quindi a una ricostruzione degli ultimi eventi politici in Venezuela.

Nel maggio 2018 le elezioni presidenziali anticipate riconfermano l’attuale Presidente Nicolàs Maduro. Queste elezioni – ha spiegato il ministro degli Esteri – sono state giudicate dagli osservatori internazionali come non libere e trasparenti, di conseguenza è stata messa in discussione la legittimità dello stesso Presidente venezuelano. Tra i fattori che hanno spinto a sollevare dubbi sulla tornata elettorale c’è una partecipazione bassa da parte degli elettori, dato inusuale in un Paese dove normalmente l’affluenza è elevata; a ciò si aggiungano alcune decisioni giudiziarie discutibili, che hanno portato all’esclusione di esponenti d’opposizione dalla competizione. Vanno infine menzionate anche le numerose denunce d’irregolarità, altresì da evidenziare è un risultato elettorale che non è stato riconosciuto dalle opposizioni, dalle organizzazioni internazionali, da diversi Stati americani e dall’Unione europea. La comunità internazionale si è nel frattempo pronunciata a favore di nuove elezioni.

Il ministro ha poi rilevato come nel giugno scorso, di fronte ad un’assenza di progressi, l’Unione europea abbia approvato un pacchetto di misure sanzionatorie individuali che hanno colpito undici esponenti del Governo venezuelano, sanzionati per violazioni dei diritti umani. “L’obiettivo era quello di mantenere una pressione per procedere verso un dialogo tra le forze politiche venezuelane. Tuttavia ad agosto, a causa di un presunto attentato contro Maduro, gli interventi repressivi verso le opposizioni sono aumentati con un’ulteriore reazione della comunità internazionale. Argentina, Cile, Colombia, Paraguay, Perù e Canada hanno deferito il Venezuela alla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità”, ha aggiunto Moavero Milanesi ricordando come anche l’Unione europea, con il sostegno dell’Italia, abbia sempre insistito su cinque punti: ripristino dei pieni poteri dell’Assemblea nazionale, convocazione di nuove elezioni presidenziali credibili, rilascio di tutti i prigionieri politici, ripristino della libertà d’espressione e d’informazione, apertura di corridoi umanitari per l’afflusso di aiuti internazionali.

Il Ministro Milanesi ha quindi parlato della questione dei rifugiati che, negli ultimi mesi, dal Venezuela si sono diretti verso i Paesi confinanti. “L’Italia è intervenuta con cinquecentomila euro destinati all’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati”, ha sottolineato il responsabile della Farnesina. La situazione è ulteriormente degenerata a partire dallo scorso 10 gennaio, quando il Presidente Maduro si è insediato per il suo secondo mandato: gli Ambasciatori degli Stati dell’Unione europea non erano presenti alla cerimonia d’insediamento. A quel punto il Governo venezuelano ha agito per restringere le possibilità operative dell’Assemblea nazionale che, nel frattempo, ha eletto Juan Guaidò quale Presidente ‘ad interim’, valendosi degli articoli 233 e 333 della Costituzione venezuelana. Guaidò ha incassato i riconoscimenti da parte degli Usa e dei sette Paesi del cosiddetto ‘Gruppo Lima’. Il sostegno a Maduro è giunto invece da parte di Cuba, Russia, Turchia, Nicaragua e Bolivia. Preoccupazioni per l’evolversi della crisi venezuelana sono giunte anche dalla Santa Sede. Il 21 gennaio il Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri dell’Ue ha discusso dell’aggravarsi della situazione in Venezuela. Italia, Francia, Portogallo e Paesi Bassi sono approdati a una dichiarazione comune per la costituzione di un gruppo internazionale di contatto tra America latina e Ue. Il 23 gennaio – giorno stesso del giuramento di Guaidò come Presidente ‘ad interim’ – una dichiarazione congiunta dei Paesi dell’Unione europea è stata invece rivolta contro l’uso della forza da parte della polizia venezuelana e in sostegno alla libertà di manifestazione. Tra il 25 e il 26 gennaio è stata quindi discussa una dichiarazione comune da parte dell’Ue sulla necessità di giungere ad una soluzione democratica”. “Cinque sono stati i punti sui quali l’Ue si è espressa – ha ricordato Moavero Milanesi – ossia: condanna della repressione, sostegno all’Assemblea nazionale, appello affinché siano convocate quanto prima delle nuove elezioni, riserva d’iniziative ulteriori da parte dei Paesi Ue nel caso in cui non si dovesse arrivare a nuove elezioni, sostegno a un processo credibile che impegni il Venezuela alla costituzione di un gruppo di contatto internazionale. Insomma ci troviamo di fronte ad una situazione tesa, dove la priorità è evitare l’aumento di violenze in uno scenario in cui c’è chi parla del rischio di una guerra civile. La linea del nostro Governo è quella di restituire la scelta democratica al popolo venezuelano”, ha evidenziato il Ministro degli Esteri che ha altresì ricordato l’appuntamento di oggi – 31 gennaio – a Bucarest dove il Consiglio dei Ministri dell’Ue ha in agenda proprio la questione del Venezuela.

Al di là della questione politica, il Ministro Milanesi ha rammentato il dramma sociale che sta vivendo la popolazione venezuelana e, con essa, la comunità italiana che lì risiede. “Abbiamo provveduto a intervenire sull’integrazione del minimo pensionistico, poiché stiamo parlando anche di un’emergenza sociale oltre che politica. Siamo, quindi, intervenuti su un tasso di cambio più vantaggioso per chi si trova in Venezuela e con un piano straordinario di assistenza ai gruppi più vulnerabili, stanziando per i nostri compatrioti più bisognosi la somma di circa due milioni di euro. Abbiamo provveduto a stabilire un fondo in grado di provvedere alla fornitura diretta di quei medicinali che non sono più reperibili sul mercato locale; inoltre abbiamo sospeso l’adeguamento automatico della tariffa percepita per i servizi consolari, che viene adeguata automaticamente alla svalutazione della moneta venezuelana: questa è una misura importante, perché la svalutazione ha raggiunto dei ritmi di grande rilievo. I nostri servizi consolari e di Ambasciata operano a pieno ritmo, in assistenza agli italiani e ai cittadini di origine italiana. Abbiamo rafforzato le misure atte a garantire la sicurezza, potenziando il contingente di Carabinieri in servizio presso le nostre sedi”, ha aggiunto Moavero Milanesi ricordando in ultimo la vicenda dell’attivista italo-venezuelana Laura Beatriz Gallo, che è stata arrestata nel corso delle manifestazioni di protesta del 23 gennaio scorso. L’Ambasciata italiana sta lavorando anche su questo caso, in contatto con i familiari e con i legali, per verificare le condizioni di salute e di detenzione della donna. Al momento la situazione processuale è in attesa di pronuncia da parte del giudice d’appello: inizialmente era stata infatti disposta una libertà condizionata, alla quale si è opposta la pubblica accusa. (Simone Sperduto/Inform)

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