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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito: uguaglianza di genere in America Latina: passato, presente e futuro delle lotte per i diritti

FARNESINA

Al Maeci il Foro Italo–Latinoamericano


Direttore Generale Marrapodi (MAECI) : “La parità di genere è un moltiplicatore dello sviluppo: la figura della donna va quindi posta al centro, come agente del cambiamento”

ROMA – Nell’ambito del Forum Foro Italo–Latinoamericano in corso alla Farnesina Giorgio Marrapodi, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Maeci, ha parlato di occasione importante per la possibilità d’illustrare il piano d’azione di cooperazione allo sviluppo, da svolgere in funzione dell’Agenda 2030. “Dobbiamo mettere a sistema – ha affermato il Direttore Generale – tutta la nostra capacità progettuale, con risorse sia pubbliche che private, e lavorare in maniera trasversale. La parità di genere è un moltiplicatore dello sviluppo: la figura della donna va quindi posta al centro, come agente del cambiamento e del superamento delle norme sociali. Anche in America Latina, come già in Africa e nel Mediterraneo, uno dei pilastri della cooperazione allo sviluppo riguarda le filiere produttive: in America Latina in particolare si punta molto sul settore tessile, sull’artigianato e sull’alimentare. La piena valorizzazione e la giusta remunerazione del lavoro femminile sono sicuramente un obiettivo importante da raggiungere. E’ stato confermato il nostro contributo all’IILA”.

Qual è la reale situazione in America Latina? Hanno portato la propria testimonianza alcuni esponenti politici in rappresentanza di Paesi come Paraguay, Haiti, Nicaragua, Repubblica Dominicana e Panama. Nilda Romero Santacruz, Ministro della Donna del Paraguay, ha delineato un Paese in cui c’è dalla scorsa estate un nuovo governo in carica che sta lavorando su queste tematiche. Tuttavia già da tempo la politica e l’associazionismo stanno puntando su diversi progetti che hanno come obiettivo quello di potenziare la figura della donna e promuoverne attività lavorative di tipo associativo e cooperativo. Il riferimento è andato a quei progetti volti a permettere la creazione di una microimprenditoria al femminile nel settore floreale, tessile e artigianale. “Nel febbraio scorso è stato lanciato un piano nazionale di uguaglianza di genere da sviluppare nei prossimi cinque anni. Già dal 2018 esiste un’istituzione chiamata ‘casa delle donne’ per l’assistenza e l’aiuto delle donne in difficoltà; inoltre il nuovo governo ha previsto un ‘osservatorio della donna’, per il monitoraggio e l’analisi annuale della violenza di genere”, ha spiegato Santacruz.

 Evelyne Sainvil, Ministro della Condizione Femminile e dei Diritti della Donna di Haiti, ha illustrato in breve il percorso storico degli ultimi trent’anni che ha visto importanti cambiamenti nella società haitiana. “Dalla sua creazione, che risale agli anni Novanta, questo Ministero di Haiti non smette di lavorare affinché la nostra società sia giusta e paritaria, malgrado le difficoltà politiche e finanziarie. La politica di uguaglianza si ispira ai valori costituzionali degli anni Ottanta ma anche alle convenzioni e ai trattati internazionali nonché  al programma politico di sviluppo del Paese. L’obiettivo ultimo è dunque quello di eliminare in maniera definitiva ogni forma di discriminazione. All’inizio di aprile, pochi giorni fa, il Ministero delle Donne e la Commissione per le Parità di genere del Senato haitiano, con l’appoggio di vari partner internazionali, hanno celebrato la Giornata internazionale del Movimento delle donne haitiane”, ha commentato Sainvil sottolineando come il prossimo step sia l’aumento della rappresentanza femminile in Parlamento.

Darling Carolina Rìos Munguìa, Viceministro della Donna del Nicaragua, ha puntato sull’idea di un sistema integrato di protezione, promozione e sviluppo al femminile. “Siamo arrivati alla soglia del 50%, come quota nei pubblici incarichi, quindi c’è stato sicuramente un avanzamento su questo aspetto. Dal sessantaduesimo posto nel 2016 siamo passati al quinto posto nella graduatoria dell’Onu per quanto concerne la rappresentanza e l’uguaglianza. Non basta avere solo un quadro giuridico ben fatto ma occorre una vera trasformazione nelle menti e nelle culture diffuse nella società. L’empowerment economico di un Paese non può prescindere dal ruolo importante della donna”, ha evidenziato Munguìa.

Virmania Arzeno, Viceministro della Donna della Repubblica Dominicana, ha sottolineato come molto si sia lavorato sui diritti delle donne nel quadro normativo e giuridico: importanti conquiste da parte delle donne risalgono al Ventesimo Secolo. “Le prime lotte delle suffragette dominicane, per il diritto al voto, sono avvenute agli inizi del 1900, insieme ad altre crociate per la parità di genere. Oggi abbiamo un’uguaglianza assoluta tra i coniugi, riconosciuta dalla Costituzione, nonché una riforma del Codice del lavoro che ha soppresso la  discriminazione delle donne”, ha ricordato Arzeno.

Liriola Leoteau, Direttrice Generale dell’Istituto Nazionale della Donna in Panama, ha segnalato l’esistenza di “un modello virtuoso di servizi multipli, con copertura nazionale, dedicato a un’assistenza alle donne di tipo legale, psicologico, sociale e sanitario: per gli indigeni sono previsti servizi offerti nella lingua locale; è importante avere un monitoraggio costante dell’opera del governo, che deve essere volta a favorire sempre di più le politiche a sostegno della donna”, ha commentato Leoteau. (Simone Sperduto/Inform)

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