direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito dell’Assemblea Plenaria e l’approvazione del parere sui decreti attuativi per la stampa italiana all’estero della nuova legge sull’editoria

CGIE

Le relazioni delle Commissioni continentali e di alcune Commissioni tematiche. L’intervento del deputato Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa

 

ROMA – La prima sessione pomeridiana del Cgie è stata dedicata alla parte conclusiva del dibattito sulla relazione di governo e del segretario generale. Nel suo intervento Maria Chiara Prodi (Francia),  ricordando il lavoro svolto dalla Commissione Nuove Emigrazioni e Generazioni Nuove  ha sottolineato la volontà di chiedere lumi sullo status di alcune iniziative programmate dalla Farnesina come ad esempio il terzo censimento degli italiani all’estero previsto per il  2011, il progetto di un social network per gli italiani all’estero e la digitalizzazione dell’anagrafe dei servizi consolari. Dopo l’intervento di Aniello Gargiulo (Cile) sulla necessità di sostenere in Cile l’italiano nelle scuole pubbliche, Luigi Billè (Regno Unito) si è soffermato sulle problematiche derivanti dalla Brexit per i nostri connazionali in Gran Bretagna. Il consigliere ha spiegato come, in vista della fase di negoziazione che si svilupperà intorno alla fine di maggio,  si stia lavorando, al fine di tutelare i diritti degli italiani  ivi residenti,  per la creazione di un comitato permanente sulla Brexit che riunisca i rappresentanti di tutti i Comites, del Cgie,  e delle rappresentanze diplomatiche e consolari. Dal canto suo Enrico Musella (Francia) ha espresso preoccupazione per la continua riduzione dei fondi per gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Decurtazioni delle risorse che stanno spegnendo l’attività dei Comites. Una situazione contro cui dovrebbe protestare il Cgie.

Ha poi preso la parola il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che ha in primo luogo espresso solidarietà per la difficile situazione degli italiani in Venezuela.  “Se il Cgie non ci fosse bisognerebbe inventarlo, – ha affermato Farina – ma oggi la realtà delle nostre comunità all’estero è cambiata e quindi c’è bisogno di una grande riforma dei Comites e del  Cgie… La riforma è necessaria, – ha proseguito il deputato ricordando come ogni proposta di legge per gli italiani all’estero sia partita dagli organi di rappresentanza – il vostro compito non è quello di aspettare, ma di impegnarsi per approntare una proposta concreta, tenendo conto delle nuove mobilità dei nostri concittadini. Bisogna quindi costruire un organismo che sia all’altezza di dare alla politica le indicazioni necessarie per intervenire. Il ruolo del Cgie – ha aggiunto Farina – non è quello di assecondare la politica governativa,  ma è di stimolo, critica e proposta continua nel rispetto del governo del nostro paese”. Farina, dopo aver sottolineato la necessità di portare avanti una battaglia per fornire adeguati finanziamenti gli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo, ha suggerito alcune modifiche allla legge per il voto all’estero, come ad esempio il passaggio dall’attuale elezione dei candidati in grandi zone continentali, alla creazione di 12 collegi uninominali in cui l’eletto possa avere un rapporto continuo con agli elettori. Auspicata infine la creazione di una Commissione specifica in cui i 18 parlamentari e senatori eletti all’estero possano lavorare insieme e in diretto rapporto con il Cgie.

A seguire è intervenuto Luigi Scaglione, della consulta della Basilicata e coordinatore delle consulte regionali, che si è detto soddisfatto per l’azione del Cgie volta a riattivare, anche alla luce della nuova emigrazione, i collegamenti con le consulte e le commissioni regionali. Scaglione ha anche sottolineto l’opportunità di avviare progetti condivisi e di portare avanti iniziative di sinergia tra politiche statali, regionali e Cgie.  Dopo l’intervento del consigliere Rocco Di Trolio (Canada) che ha segnalato all’assemblea lo scioglimento del Comites di Toronto ed ha auspicato la rapida indizione da parte del console di nuove elezioni, il vice segretario generale per l’Europa e Africa del Nord Giuseppe Maggio ha illustrato la relazione della sua Commissione continentale in cui si evidenzia come le riduzioni dei finanziamenti  degli ultimi anni stiano portando il Cgie verso una “morte lenta”. Dopo aver segnalato la necessità di riformare il Cgie rispetto alle novità della odierna emigrazione, Maggio ha rilevato come la Commissione ribadisca la centralità dell’insegnamento della lingua italiana nel mondo ed auspichi una programmazione triennale dei finanziamenti agli enti gestori che permetta una organizzazione più rispettosa di docenti e studenti e una migliore valorizzazione dei servizi. Chiesta inoltre la realizzazione sia di una nuova Conferenza dei giovani italiani nel mondo, sia di una riforma dell’Aire che tenga conto delle nuove mobilità. Ricordata da Maggio anche la creazione nel Regno Unito di una associazione  volta a tutelare i nostri connazionali dagli effetti della Brexit . “In questo percorso – ha precisato  Maggio – proponiamo un Odg  volto a chiedere che gli eletti dei Comites e del Cgie siano coinvolti nelle questioni relative alla Brexit”. Segnalata inoltre, per quando riguarda la vendita dei beni demaniali all’estero del Maeci, la stesura di un ordine del giorno  in cui  chiedere al Maeci un inventario di tutti i beni demaniali del ministero,  un resoconto delle vendite effettuate e in programma e il coinvolgimento in tutto questo delle rappresentanze degli italiani all’estero. La Commissione si è inoltre impegnata a verificare la fattibilità di un incontro presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles sui temi della mobilità e dei diritti dei cittadini comunitari.

Per quanto riguarda la Commissione continentale dell’America Latina il vice segretario generale Mariano Gazzola ha espresso solidarietà alla nostra comunità in Venezuela che sta vivendo la difficile crisi economica e sociale di quel paese. Dopo aver invitato il Governo a moltiplicare gli sforzi per sanare questa situazione, Gazzola ha sottolineato la necessità di sostenere con risorse adeguate,  per quanto concerne la promozione della lingua e cultura italiana, anche i corsi per adulti e specialmente dei discendenti di italiani che hanno bisogno di imparare la lingua italiana. Evidenziata anche l’esigenza di rafforzare la presenza culturale e commerciale dell’Italia in America Latina e di superare il problema della carenza di personale della nostra rete diplomatica e consolare in questa area. Un problema che al momento non permette di fornire adeguati servizi alla cittadinanza. “Dalla Commissione – ha segnalato Gazzola – viene inoltre auspicato l’avvio, in collaborazione con i Comites, di un’indagine sul funzionamento dei servizi consolari allo scopo di individuare criticità e proporre soluzione adeguate”. Chiesta inoltre sia l’attivazione del Cgie sulla revisione della legge di cittadinanza, sia una riforma dei Comites e  del Cgie che mantenga intatta l’attuale piramide, su tre livelli,  della rappresentanza degli italiani all’estero e consenta di ampliare ad importanti paesi la rappresentanza del Cgie.

“La cura delle fasce più deboli ed anziane delle collettività italiane all’estero non può essere demandata esclusivamente alle realtà locali specie nei paesi che attraversano momenti di crisi economica e politica, come il Venezuela e Sud Africa, ma deve godere dell’aiuto diretto del governo italiano”.  Lo ha detto il vice segretario generale Silvana Mangione illustrando la relazione della Commissione dei Paesi Anglofoni extraeuropei. La Mangione ha anche precisato come la Commissione, per quanto riguarda la bozza di proposta di riforma dei Comites e del Cgie, confermi la necessità di mantenere gli attuali tre livelli di rappresentanza degli italiani all’estero. Dalla Commissione inoltre è stato approvato, con un voto contrario, l’impianto e il contenuto della bozza di riforma che dovrà essere sottoposta al dibattito e l’approvazione del Cgie. Per quanto poi concerne la messa in garanzia del voto all’estero dalla Commissione è stata proposta la stampa delle schede elettorali in Italia ed è stato chiesto un controllo assoluto sulla correttezza delle operazioni di consegna, restituzione e trasmissione dei plichi nei Paesi dove non esistono sistemi di posta pubblica perfettamente funzionanti. Chiesta inoltre dalla Commissione l’erogazione sia di fondi sufficienti per il corretto funzionamento dei Comites e del Cgie, sia di risorse adeguate per l’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero. Segnalata anche la richiesta di trasmettere in streaming le repliche dei programmi Rai diffusi all’estero.

E’ stata poi la volta del presidente della Commissione Informazione e Comunicazione Giangi Cretti che ha illustrato i contenuti dei decreti attuativi della nuova legge sull’editoria che entrerà in vigore dal 1 gennaio del 2018 e su cui il Cgie è chiamato ad esprimere un parere alle Commissioni parlamentari competenti per quanto riguarda la stampa italiana all’estero. Nella legge e nei decreti attuati sono infatti previste specifiche disposizioni per i contributi per la stampa italiana edita all’estero o edita in Italia e prevalentemente diffusa all’estero. “Innanzitutto voglio segnalare – ha esordito Cretti – che vi è una grande differenza fra quotidiani e periodici all’estero. Oggi i quotidiani all’estero fanno riferimento ai criteri di accesso ai contributi richiesti ai quotidiani italiani, tranne che per i contratti di lavoro. Si tratta di stampa cartacea o online. I quotidiani sono presi in considerazione anche se sono solo in formato online, mentre per quanto riguarda i periodici l’on line è riconosciuto per l’accesso ai contributi solo se collegato ad una testata cartacea”. “ Prima – ha spiegato Cretti – erano richiesti alle testate tre anni di anzianità per accedere ai contributi, oggi questo requisito è passato a due anni. Le testate devono avere il 50% della produzione in lingua italiana e i giornali che riceveranno il contributo dovranno esplicitarlo nella pubblicazione. Non vi potrà essere inoltre nessuna pubblicità lesiva del corpo della donna. Ogni impresa editoriale avrà diritto di chiedere il contributo per una sola testata, prima potevano essere due. Per una testata che ha una edizione cartacea e una online i contributi ammessi saranno cumulativi, fermo restando che nessun contributo potrà eccedere il 5% dell’ammontare complessivo delle risorse previsto dalla legge”.

Cretti ha anche evidenziato come, a differenza di quanto avveniva in passato, per il calcolo del contributo verranno presi in considerazione i costi sostenuti dal periodico per il personale,  la stampa e la spedizione della testata. Il bilancio o le fatture erogate dovranno essere  certificati da un organismo terzo. Bisognerà inoltre essere in regola con i contributi lavorativi. Anche la vendita del giornale dovrà essere certificata da organismi terzi. Segnalata inoltre da Cretti sia la variabilità, di anno in anno,  dell’ammontare complessivo del fondi destinati ai contributi, sia la eliminazione della Commissione che prendeva visione dell’istruttoria delle testate ammesse ai contributi. Rimane invece il parere del Comites, che è obbligatorio ma non vincolante, e il parere del console sulla presenza sul territorio e l’utilità della testata. Un giudizio, quello sull’utilità. Che secondo Cretti potrebbe creare un rischio di condizionamento di natura psicologica sulle testate all’estero.

Dopo un breve dibattito l’Assemblea ha approvato un parere in cui si chiede di eliminare quella parte del decreto attuativo che fa riferimento al parere da parte del console sull’interesse della testata per la comunità italiana in loco. Nel parere si raccomanda inoltre la definizione della quota parte del fondo complessivo dei contributi che sarà destinata alla stampa italiana all’estero, nonché il mantenimento della Commissione che affianca il Dipartimento dell’Editoria nel momento in cui viene redatto l’elenco di coloro che hanno diritto a questo contributo. 

E’ poi intervenuta la presidente della Commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria  Anna Maria Ginanneschi che ha rilevato come nella legge di bilancio 2017 vi siano molti aspetti che riguardavano i nostri connazionali all’estero, come ad esempio l’aumento della platea dei fruitori della 14esima mensilità, l’equiparazione della no tax area fra coloro che sono lavoratori dipendenti e pensionati e l’agevolazione per il cumulo contributivo gratuito in diversi paesi. “Noi vogliamo chiedere all’Inps – ha spiegato Ginanneschi  – se il cumulo gratuito contributivo prevede la possibilità, una volta che è stato effettuato all’interno della contribuzione italiana, di utilizzarli poi ai fini del cumolo per il periodo di lavoro svolti in paesi extracomunitari”. La Commissione si è inoltre occupata delle procedure di accesso per gli italiani all’estero al SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, delle problematiche legate al ricalcolo previdenziale da parte della  cassa pensioni argentina e della questione della mancata richiesta da parte di molti connazionali, che hanno lavorato per un certo tempo in Germania, della previdenza tedesca. Un problema su cui, secondo Ginanneschi, sarebbe opportuna una campagna informativa.  La presidente della Commissione si è anche soffermata sulle problematiche pensionistiche presenti in Venezuela e in America Latina – in questo subcontinente i titolari di pensione italiana a causa delle continue fluttuazioni del tasso di cambio si stanno impoverendo -, sul disagio portato dalla riduzione  della rete diplomatico consolare, sulla necessità di stipulare una convenzione fra Maeci e istituti di patronato e sulle lamentele giunte in merito alla  tutela sanitaria dei lavoratori frontalieri con la Svizzera.

Ha infine preso la parola Manfredi Nulli. presidente della Commissione permanente Stato, Regioni, Province Autonome, Cgie, che ha evidenziato l’esigenza di un rapporto costante fra il Cgie e le Consulte regionali, nonostante molte regioni non abbiamo  consulte attive. Fra gli spunti elaborati dalla Commissione e illustrati da Nulli segnaliamo l’avvio di collaborazioni anche con i Comitati delle regioni presso il Parlamento Europeo, al fine di  formulare proposte di legge che possano essere ritenute di vantaggio e interesse per le comunità italiane all’estero nell’Ue, e la creazione di sportelli delle Regioni l’estero per creare sostegno ai connazionali nel mondo e sviluppare progetti di promozione ad esempio su lingua e cultura. Ricordata in questo contesto anche la necessità di pubblicizzare gli incentivi per il rientro in Italia dei ricercatori e di creare, tramite le associazioni e le consulte, una mappatura sul senso e le caratteristiche  dell’emigrazione che oggi è  composta da grandi professionalità ma anche da tanti connazionali che si recano all’estero senza conoscere i propri diritti. Prerogative su cui devono essere informati. Sottolineata infine la possibilità di porre in essere la nuova Conferenza Stato Regioni Provincie autonome Cgie  già in occasione della prossima Assemblea Planaria. (Goffredo Morgia – Inform)

 

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