ITALIANI ALL’ESTERO
“Il Cgie avrà il compito di sviluppare il tema della presenza dei nuovi emigrati all’estero. Aprire un tavolo di discussione sulla convenzione che affronti la questione nel merito, allo scopo di dare maggiori servizi ai connazionali che ne hanno bisogno”
ROMA- La recente riunione del Cgie si è chiusa con la richiesta, avanzata dal segretario generale Michele Schiavone e da tutti i consiglieri, della convocazione a breve di una nuova Assemblea Generale volta in primo luogo alla elaborazione di una proposta di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Durante il dibattito si è anche parlato della sfida rappresentata dalla nuova emigrazione e della necessità di supplire in qualche modo alla riorganizzazione dei servizi per i nostri connazionali nel mondo alla luce della riduzione della rete consolare. Di queste tematiche ancora aperte, che probabilmente saranno al centro delle prossime riunioni del Comitato di Presidenza del Cgie, abbiamo parlato con Gianluca Lodetti, membro di nomina governativa del CdP e responsabile del Coordinamento Esteri del Patronato Inas.
Dopo cinque giorni di intensa attività si sono conclusi i lavori del Consiglio Generale. Quali valutazioni si sente di esprimere in proposito, anche in riferimento alle problematiche affrontate?
La mia valutazione è positiva innanzitutto per il fatto che il Cgie è ritornato a riunirsi, questo va detto perché la cosa non era fino a qualche tempo fa così scontata. E’ quindi importante che questo organismo di rappresentanza sia di nuovo in pista. I lavori del Cgie sono stati necessariamente condizionati dalle tante tornate elettorali, elezioni che si dovevano per forza portare a termine, non c’è quindi stato tantissimo tempo per discutere i problemi, anche se si è fatto quello che era possibile. Fra i vari argomenti discussi voglio ricordare la richiesta, contenuta anche in un Odg approvato da consiglieri, di poter svolgere nei prossimi mesi un’altra Assemblea plenaria. Una richiesta che porteremo avanti, cercando i fondi necessari, anche perché da domani bisognerà proseguire il dibattito sui temi ancora aperti. Voglio inoltre evidenziare un certo rinnovamento della compagine del Consiglio Generale e questo ci deve far ben sperare rispetto alle nuove tematiche che sono importanti per il Cgie, come ad esempio la nuova emigrazione. Se un compito il Cgie dovrà avere, sarà quello di sviluppare il tema della presenza dei nuovi emigrati all’estero: Ormai si parla di 120mila o 130mila persone che lasciano il nostro Paese ogni anno, stime che si riferiscono ai soli dati che emergono, ma poi vi sono anche tutta una serie di ulteriori presenze all’estero che non appiano nelle statistiche ufficiali ma che vanno egualmente considerate.
Il Cgie ha dibattuto anche la questione della riforma degli organi di rappresentanza. Cosa ci può dire in proposito?
Sì, un altro tema forte che è emerso durane l’Assemblea Plenaria è quello della rappresentanza. Si è parlato della riforma dei Comites e del Cgie, ovvero di come rivedere il sistema della rappresentanza anche alla luce dei cambiamenti istituzionali in atto e della presenza dei parlamentari della circoscrizione Estero. In questo ambito non bisogna poi dimenticare che ormai le forme di rappresentanza attuali non garantiscono quella partecipazione dei nostri connazionali a cui noi invece dobbiamo aspirare.
A suo giudizio, oltre alla rappresentanza, quale altra tematica ancora irrisolta dovrà essere affrontata dal nuovo Cgie?
Noi , e parlo anche dal punto di vista della organizzazione a cui appartengo, riteniamo che un altro tema forte da affrontare sia quello dei servizi ai connazionali di nuova o vecchia emigrazione, che siano i grandi anziani o i connazionali di seconda o terza generazione che hanno acquistato la cittadinanza. Per noi questo è un tema centrale che metteremo sempre in campo, cercando di fare in modo che il ministero Esteri comprenda come l’unione faccia la forza, senza dimenticare ovviamente la necessità di riformare anche i patronati. Un cambiamento necessario, quest’ultimo, su cui il Parlamento si sta già muovendo. Speriamo dunque che il ministero voglia veramente arrivare ad un accordo, di cui da tanti anni si parla, per la definizione della convenzione con i patronati. Questo della convenzione è un tema che è stato molto dibattuto nel passato e lo sarà ancora in questo Cgie. Noi, con fare assolutamente costruttivo, chiediamo l’apertura di un tavolo di discussione su questo tema, fuori da ogni schema preordinato o orpelli di carattere politico, che affronti la questione nel merito, al semplice scopo di dare maggiori servizi ai connazionali che ne hanno bisogno e per dare anche un sostegno all’amministrazione del ministero degli Esteri. (G.M. – Inform)