direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro intervengono sul reddito di cittadinanza

PARTITI

I parlamentari Pd della circoscrizione Estero

 

ROMA – In una nota congiunta i parlamentari Pd della circoscrizione Estero Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro intervengono sulla bozza del decreto che introduce il reddito di cittadinanza sottolineando come “il reddito di cittadinanza, o meglio ciò che ne resta dopo i tagli di risorse concordati con l’Ue, può essere richiesto dai cittadini italiani e da una serie di altri soggetti (cittadini di paesi dell’Unione europea o di paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia o di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE di lungo periodo), a condizione che al momento della domanda risiedano in Italia da almeno dieci anni in modo continuativo. Quindi, – proseguono – chi è all’estero e perde il posto di lavoro o decide comunque di rientrare non può presentare domanda. Chi è andato all’estero negli ultimi anni – e sono centinaia di migliaia, secondo le statistiche – per esperienze brevi di lavoro e poi è tornato, è escluso”.  I parlamentari sottolineano inoltre come con l’attuale decreto i connazionali che lasciano le zone di crisi,  come ad esempio il Venezuela,  con la speranza di trovare accoglienza nel paese di origine, dovranno rivolgersi altrove.    “Senza contare – aggiungono – le ristrette griglie reddituali che renderanno pressoché impossibile l’accesso anche ai pochi che possano avere miracolosamente i requisiti della cittadinanza e della residenza”.

Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro segnalano inoltre come negli altri Paesi europei le misure di sostegno sociale ai cittadini stranieri si basino su di una decorrenza della residenza molto più limitata. “Nella sola Germania, ad esempio, – spiegano – il sistema di assistenza sociale assiste oggi circa 70.000 italiani residenti nel paese da soli 5 anni. Di fronte ad una disparità così vistosa di trattamento, questi Stati come reagiranno? Ci saranno conseguenze per i nostri connazionali lì residenti?

I parlamentari si domandano anche perché i nuovi centri per l’impiego non prevedano funzioni volte all’informazione, all’orientamento e alla formazione professionale delle centinaia di migliaia di giovani che, non trovando lavoro in Italia, sono costretti ogni anno a recarsi all’estero senza alcuna forma di informazione, tutela o accompagnamento. Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro rilevano infine che, in occasione del passaggio alle Camere del decreto, si impegneranno per tutelare i diritti degli italiani all’estero. (Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes