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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al via in Aula la discussione sul provvedimento di ratifica ed esecuzione degli Accordi bilaterali con Emirati Arabi, Malta, Senegal, Repubblica Slovacca e Slovenia

CAMERA DEI DEPUTATI

L’ambito è quello della cooperazione in materia culturale, scientifica, tecnologica e dell’istruzione. Riferisce in Aula Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

ROMA – Avviata alla Camera dei Deputati la discussione sulle linee generali del provvedimento di  ratifica ed esecuzione di alcuni accordi bilaterali di cooperazione in materia culturale, scientifica, tecnologica e dell’istruzione conclusi in un arco temporale compreso tra marzo 2000 e luglio 2015. Si tratta in particolare dell’Accordo tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, fatto a Dubai il 20 novembre 2012; con Malta, fatto a Roma il 19 dicembre 2007; con il Montenegro, fatto a Podgorica il 26 settembre 2013; con il Senegal, fatto a Roma il 17 febbraio 2015; con la Repubblica Slovacca, fatto a Bratislava il 3 luglio 2015; con la Slovenia, fatto a Roma l’8 marzo 2000.

A riferire favorevolmente in Aula per la Commissione Affari Esteri è il relatore Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), che segnala in premessa lo stralcio dal disegno di legge dell’Accordo con la Repubblica Ceca per via dell’entrata in vigore della legge di ratifica di tale specifica intesa bilaterale per iniziativa legislativa in sede parlamentare di Manlio Di Stefano (M5S). Da tale stralcio – precisa il relatore – è derivata l’esigenza di modificare in modo significativo la norma relativamente alla copertura finanziaria dell’intero provvedimento (per un precedente vedi http://comunicazioneinform.it/concluso-alla-commissione-esteri-lesame-del-provvedimento-di-ratifica-ed-esecuzione-degli-accordi-bilaterali-con-emirati-arabi-malta-senegal-repubblica-slovacca-e-slovenia/).

Fedi ribadisce poi la necessità di interrompere “la prassi, sempre più frequente, che vede accorpare in un unico disegno di legge un numero elevato di accordi, accomunati tra loro dalla materia, ma assai disomogenei quanto a Paesi”, una necessità formulata più volte anche dal presidente della III Commissione, Fabrizio Cicchitto.

“Tale prassi, pur avendo il significativo vantaggio di accelerare il processo di ratifica degli accordi, pregiudica e penalizza il senso politico ed istituzionale dell’esame parlamentare, che è riferito più alla materia, pur rilevante, che all’analisi delle relazioni tra l’Italia e i singoli Paesi firmatari – precisa Fedi, evidenziando come tale analisi sia “di fatto resa superflua dalla necessità di non pregiudicare l’iter del provvedimento nella sua interezza per ragioni che magari concernono uno o più Paesi in esso coinvolti”. In attesa di “un eventuale intervento normativo di metodo che acceleri il percorso di ratifica senza però colpire la portata dall’esame parlamentare”, il suggerimento del relatore è la “sensibile riduzione del numero di accordi accorpati e ad una loro selezione – ad esempio per aree geografiche – distinguendo blocchi di accordi con Paesi europei, ad esempio, da quelli di altri continenti”. “A tale prassi, inoltre, si dovrebbe ricorrere, per lo più in via d’eccezione, per accordi risalenti nel tempo e quindi divenuti urgenti – conclude Fedi, auspicando una rapida approvazione del disegno di legge in esame e chiedendo di poter depositare il testo della relazione completa e dettagliata su tutti gli Accordi in oggetto.

Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta. (Inform)

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