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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma la riunione annuale dei presidenti e dei segretari generali dei Consigli economici e sociali dei Paesi Ue e del Comitato economico sociale europeo

CNEL

Gli interventi del presidente del Cnel Tiziano Treu, del ministro degli  Esteri Moavero Milanesi, del presidente del Cese Luca Jahier e di Enrico Giovannini (Asvis)

 

ROMA – Inaugurati alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i lavori, presso la sede istituzionale del Cnel di Villa Lubin,  della riunione annuale dei presidenti e dei segretari generali dei Consigli economici e sociali degli Stati membri dell’Unione europea e del Comitato economico e sociale europeo (Cese). Il filo conduttore di tutti gli interventi istituzionali è stato quello di arrivare ad “un’Europa più coesa e all’attuazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile”.

Tiziano Treu, Presidente del Cnel, dopo aver ringraziato le autorità presenti si è detto “onorato e lieto di ospitare la riunione dei Cnel europei sui temi dello sviluppo sostenibile e dei diritti sociali che sono decisivi per il futuro della nostra società: essere parte attiva della rete dei Cnel europei è un fatto importante per un Paese fondatore della comunità europea come l’Italia, poiché l’impegno collettivo in questo passaggio storico epocale deve puntare all’interscambio di ricerche, analisi e saperi”, ha affermato  Treu evidenziando come per riportare la fiducia tra cittadini e istituzioni sia indispensabile rivedere in un’ottica diversa il dialogo con gli enti ed i corpi intermedi. “Questo incontro si tiene in un momento cruciale – ha aggiunto Treu – all’indomani delle elezioni del Parlamento europeo che hanno rafforzato la legittimazione democratica delle istituzioni comunitarie, con duecento milioni di elettori recatisi alle urne raggiungendo livelli di partecipazione che non si registravano dal 1999: un segnale molto rassicurante c’è stato inoltre nella partecipazione massiccia degli elettori under 30, che hanno manifestato la volontà di un’Europa unita e attenta all’ambiente”. Il presidente del Cnel si è quindi soffermato sui valori fondamentali scritti nelle Carte europee e nelle Costituzioni nazionali, arrivando agli obiettivi dell’Agenda 2030. “Pur in un contesto di forte competizione globale occorre puntare sul pilastro europeo della sostenibilità, che implica equilibrio nell’uso delle risorse finanziarie, anzitutto per non sottrarle alle future generazioni, quindi investimento nelle tecnologie e prevenzione dei rischi ambientali, nonché realizzazione di una green economy e di una mobilità sostenibile. L’Agenda 2030 consiste nel perseguire, nel prossimo decennio, scelte concrete e convergenti, attraverso un nuovo assetto istituzionale europeo e in discontinuità rispetto a quanto fatto finora”, ha sottolineato Treu.

Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha rimarcato l’importanza del momento all’indomani delle elezioni europee e in previsione dell’imminente nuova legislatura, ricordando come già durante la settimana prossima i capi di Stato e di governo si vedranno per assumere delle decisioni importanti sul futuro europeo. “Occorrono nuove riflessioni sull’Unione europea, che ha bisogno di essere aggiornata e riformata pur mantenendo gli attuali Trattati. Da tempo l’Ue si muove nel quadro dello sviluppo sostenibile e di uno sviluppo economico che faccia attenzione ad aspetti sociali e ambientali: si tratta di un patrimonio già acquisito, a livello di Unione europea, ma sul quale bisogna riflettere per renderlo più efficace. Cnel e Cese possono svolgere un ruolo fondamentale in questo percorso”, ha rilevato Moavero Milanesi spiegando una strategia basata su cinque elementi. “Il primo punto riguarda l’attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, soprattutto in una prospettiva europea condivisa, dove l’Agenda 2030 possa essere ribaltata in una dimensione globale. Vi è quindi il secondo punto rappresentato dal pilastro sociale europeo: un settore in cui non si è andati finora lontano, anche per ragioni politiche, che necessita di rimettere al centro la persona”, ha spiegato il Ministro degli Affari Esteri anticipando un terzo punto basato sull’analisi d’impatto di tre aspetti uniti tra loro: quello economico, sociale e ambientale. “La crisi economico-finanziaria globale, dal 2008 ad oggi, ha lasciato una pesante eredità, anche a livello di Unione europea, riassumibile nell’accentuazione delle asimmetrie e delle disuguaglianze persino tra gli Stati membri: il quarto punto consiste dunque nell’agire per colmare questo gap – ha evidenziato Moavero Milanesi – attraverso una diversa disciplina economica. Infine c’è la questione della mancanza d’iniziativa legislativa per il Parlamento europeo; perciò propongo un accordo interistituzionale tra il Parlamento e la Commissione europea affinché la stessa faccia proprie le proposte di almeno un gruppo parlamentare”.

Luca Jahier, Presidente del Cese, ha ribadito come dalle ultime elezioni europee sia emersa la volontà soprattutto dei giovani di rendere più vivi che mai l’Europa e i suoi valori fondanti. “E’ una partita di portata storica che può essere riassunta dal concetto dell’ora o mai più per arrivare a quel rinascimento europeo fondato sullo slogan di ‘Europe at work’: in questa partita la società civile ha il dovere di esserci e noi siamo quell’Europa al lavoro e operativa”, ha commentato Jahier ricordando come all’orizzonte ci siano cinque sfide: la trasformazione economica, con la cosiddetta quarta rivoluzione industriale; la trasformazione energetica ed ecologica; la trasformazione sociale e del welfare state; la trasformazione democratica e partecipativa; infine la trasformazione geo-politica nel campo delle relazioni internazionali. “L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile deve diventare la strategia centrale dell’Ue nei prossimi dieci anni: tra l’altro il suo contenuto è già anticipato dall’art. 3 del Trattato sull’Unione europea. Nell’Agenda si parla di tutela dell’ambiente, di efficienza energetica, di mobilità sostenibile e di sviluppo dell’impresa; per i sindacati ed i lavoratori essa potrebbe costituire la base per un contratto sociale del XXI secolo”, ha spiegato Jahier ricordando come l’Ue rappresenti ad oggi la più grande economia del mondo avendo oltretutto concluso, negli ultimi anni, trentanove accordi commerciali con sessantanove Paesi e inserendovi disposizioni relative proprio allo sviluppo sostenibile confluite nei ‘Trade and Sustainable Development Chapters’. “L’Europa è l’idea migliore che abbiamo avuto nel secolo scorso: osiamo proiettarla nel futuro, unendo la fantasia della passione alla logica e alla ragione”, ha concluso Jahier.

Enrico Giovannini, portavoce di Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), ha parlato di decisioni politiche cruciali da prendere in queste settimane per dare un indirizzo all’Europa. “La società civile ha un ruolo straordinario per poter cambiare il mondo: essa può trovare proprio in questa Agenda 2030 lo strumento per lavorare insieme. Durante il secondo festival dello sviluppo sostenibile dello scorso anno, l’Agenda è stata definita come ‘un grande regalo fatto al mondo’. Proprio la cooperazione è lo strumento privilegiato dell’Agenda, che diviene un documento sempre più citato ma invito tutti a leggerlo nella sua completezza: non parla solo di target ma d’immaginare un mondo nuovo e diverso”, ha commentato Giovannini ricordando il bisogno primario di eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche. Soltanto in Europa – ha aggiunto Giovannini – abbiamo mezzo milione di morti ogni anno per malattie legate all’inquinamento. C’è bisogno d’interventi molto urgenti e di accelerare per fare in modo che non ci siano più ‘28 Europe’ diverse nella ricerca del benessere equo e sostenibile ma che finalmente l’Europa sia compatta su queste tematiche”. (Simone Sperduto/Inform)

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