SENATO DELLA REPUBBLICA
Prosegue l’indagine conoscitiva sulla lingua e della cultura italiana nel mondo
Micheloni : “Vogliamo realizzare una proposta che faccia capire come le risorse utilizzate per la diffusione della lingua e la cultura italiana all’estero rappresentino un investimento per il nostro Paese”
ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, promossa congiuntamente al Senato dalla Commissione Istruzione Pubblica, Beni Culturali e dal Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero, si è svolta l’audizione dei rappresentanti dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit).
La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha evidenziato come questa riflessione ad ampio spettro sulle attività di promozione della lingua e cultura italiana nel mondo sia finalizzata alla realizzazione di una proposta che innovi questo settore. “Vi sono alcune parole – ha spiegato Micheloni – come ‘fare sistema Paese’ che sono molto alla moda nel mondo politico. Abbiamo quindi pensato di ascoltare voi dell’Enit, chiameremo anche i rappresentanti dell’Ice, di Confindustria e di altri settori, per capire in primo luogo come siete situati oggi nel mondo e se avete già qualche attività legata diffusione della cultura e della lingua italiana. Lo scopo è quello di mettere in pratica l’idea di ‘fare sistema Paese’ e di realizzare una proposta su questo tema che faccia capire come le risorse utilizzate per la diffusione della lingua e la cultura italiana all’estero non siano inutili ma rappresentino un investimento e un ritorno economico per il nostro Paese, oltre che un elemento di raccordo con le comunità italiane nel mondo”.
Ha poi preso la parola Antonio Preiti, consigliere di amministrazione dell’Enit, che ha ricordato come la diffusione della lingua italiana all’estero rappresenti una parte integrante delle politiche di promozione turistica del nostro Paese. “Più si diffonde all’estero la nostra lingua – ha spiegato Preiti – più cresce l’interesse per l’Italia e quindi la nostra capacità attrattiva”. Preiti ha anche ricordato sia le variegate
attività di promozione culturale che si svolgono all’estero, mostre, presentazioni di libri, festival cinematografici, sia la fattiva collaborazione con la Società Dante Alighieri che permette di porre in essere importanti iniziative, pur in assenza di un accordo quadro che consentirebbe un approccio sistematico alla promozione della cultura italiana.
Segnalato da Preiti anche il grande interesse per la nostra lingua presente in molti Paesi, ad esempio in Giappone l’apprendimento dell’italiano viene visto come un elemento di status symbol, e l’importanza del modello inglese per quanto riguarda l’insegnamento della lingua all’estero. Un esempio, quest’ultimo, di come si possa fare business attraverso la promozione culturale che, sia pure con connotazioni diverse, potrebbe essere d’insegnamento. Preiti ha inoltre espresso apprezzamento per il fatto che il comparto del turismo sia stato ricompreso nelle competenze del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Preiti si è infine detto disponibile all’elaborazione di un programma o di un accordo, nell’ambito della promozione linguistica e culturale, con la Dante o con gli istituti italiani di cultura.
Dal canto suo Marina Cencioni, dirigente dell’Ufficio Programmazione e Comunicazione dell’Enit, ha ricordato come nel 2004 l’Agenzia nazionale del turismo abbia stipulato un protocollo con il ministero degli Affari Esteri e l’allora ministero per le Attività Produttive volto ad istituire presso le delegazioni diplomatiche tavoli di confronto fra tutte le istituzioni che si occupano della promozione della lingua e della cultura italiana. Riunioni di sistema che consentono di dialogare sulle iniziative da mettere in campo. E’ poi intervenuto il senatore Francesco Giacobbe (Pd) eletto nella ripartizione Asia-Africa-Oceania-Antartide, che ha parlato della mancanza di collaborazione fra l’Enit, le amministrazioni e le imprese straniere per quanto riguarda la diffusione dell’immagine del patrimonio culturale del nostro Paese. “La cultura italiana si vende da sola – ha affermato Giacobbe – e in questo ambito nel mondo c’è tutto un mercato che potrebbe dare risultati positivi” La senatrice Maria Mussini (Misto) ha invece espresso apprezzamento per le informazioni offerte sul sito web dell’Enit ad ha chiesto se esistano difficoltà a definire in questo ambito sinergie sistematiche con le istituzioni culturali presenti all’estero. Dalla Mussini è stata anche sottolineata la necessità di completare i percorsi di apprendimento della lingua italiana negli altri Paesi con momenti di soggiorno studio in Italia per apprendimento in loco. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Renato Turano (Pd), eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, che ha richiesto lumi sulla riduzione di visibilità evidenziata negli ultimi anni dall’Enit negli Stati Uniti e in Canada, e la riflessione dello stesso presidente Micheloni che ha sollecitato informazioni su possibili coordinamenti fra l’attività dell’Enit e delle Regioni. Enti territoriali, questi ultimi, che spesso in questo settore agiscono all’estero in maniera autonoma.
In sede di replica Preiti ha precisato come i programmi dell’Enit siano rivolti alle imprese turistiche e ai consumatori e abbiano sempre come destinatario finale il pubblico. Dopo aver ricordato i meriti della Società Dante Alighieri, Preiti ha poi ipotizzato per il futuro il perseguimento di un approccio sistematico anche con altre istituzioni, dal momento che il comparto del turismo e quello della cultura sono stati ricompresi nell’unico centro di competenze rappresentato dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Auspicato da Preiti anche il potenziamento della rete di scuole italiane all’estero, spesso riconosciute, è il caso della Romania, come centri qualificati di formazione. Per quanto poi concerne la visibilità dell’Enit il consigliere di amministrazione ha ricordato come la promozione turistica all’estero sia assicurata più dalle informazioni via web che dalla rete delle sedi territoriali. Preiti ha anche ricordato come a tutt’oggi il turismo rientri fra le competenze delle Regioni a seguito della riforma costituzionale del 2001. Una situazione che potrebbe cambiare nel caso di approvazione della riforma che prevede una parziale centralizzazione delle competenze turistiche nel governo centrale. Preiti ha infine segnalato la presenza di un’ottima intesa fra l’Enit e le Regioni, che lavorano insieme per compattare le forze sulle varie iniziative promozionali all’estero. (G.M./Inform)