(Foto dle guono . Locandina)
FARNESINA
(Fonte foto Facebook)
ROMA – Si è svolto alla Farnesina l’evento “La promozione dell’export italiano nel Mondo. Calendario Fieristico e Azioni del Sistema Italia per il 2026”, un appuntamento dedicato al ruolo delle fiere internazionali nella proiezione esterna del Made in Italy. L’evento è un seguito concreto dell’avvio, lo scorso settembre, del “Tavolo per l‘internazionalizzazione del sistema fieristico” che ha l’obiettivo di mettere a sistema i dati disponibili sulla capacità delle fiere italiane, per promuovere azioni congiunte e alleanze strategiche. L’obiettivo è quello di rafforzare le capacità delle nostre fiere di attrarre eventi e visitatori esteri qualificati. “Come sapete – ha esordito nel suo intervento il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – l’export rappresenta un settore fondamentale per la nostra economia, ed è circa il 40% del PIL. Dobbiamo quindi fare di tutto di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati dei 700 miliardi di esportazioni entro la fine del 2027. Il sistema fieristico è il principale veicolo di accelerazione del nostro export e come sapete il gioco di squadra è quello che porta i risultati migliori. Per questo ho deciso di invitare a questo evento Ice, Simest, Sace e Cassa Deposito e Prestiti, in modo che possano illustrare le loro linee di attività nel 2026”. Il Ministro ha poi annunciato che verranno messi a disposizione delle regioni Sicilia, Sardegna e Calabria, recentemente colpite dal maltempo, tutti gli strumenti della diplomazia della crescita. Su questo punto si svolgerà una riunione tra il Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni Mauro Battocchi e gli assessori responsabili delle tre regioni colpite , per definire i prossimi passi per sostenere tutte le imprese che sono state coinvolte dall’alluvione, anche attraverso il sostegno da Simest Ice e Sace. Dopo aver espresso soddisfazione per i dati dell’export italiano nell’ambito dell’Unione Europe e nei Paesi extra Ue, Tajani ha aggiunto: “La firma dell’intesa tra Ue e Mercosur e dell’accordo tra l’Unione europea con l’India ci permettono di guardare con ottimismo verso il futuro. In giro per il mondo, e anche all’interno dell’Europa, si parla sempre più del nostro modello di export fondato sulla forza delle nostre PMI. Siamo la quarta potenza esportatrice del mondo e dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per mettere a sistema l’intera la nostra rete. Per questo – ha continuato Tajani – la riforma del Ministero degli Esteri ha portato alla creazione, dal primo gennaio di quest’anno, di una nuova Direzione Generale destinata a occuparsi della crescita, che poi riassume un po’ la nostra strategia diplomatica e il piano d’azione per l’export che abbiamo disegnato in questi anni. I risultati sono positivi: negli Stati Uniti +8%, nonostante i dazi; in India +7,6%; in Medio Oriente +8%”. “In proposito – ha proseguito il Ministro – abbiamo realizzato tutta una serie di iniziative, sono cresciute le sedi di rappresentanza di Ice Simest e Sace in giro per il mondo e tutte le mie missioni sono state finalizzate a rinforzare la presenza delle nostre imprese, sia per l’internazionalizzazione sia per l’export. Vi è stata inoltre una rivoluzione nel nostro sistema diplomatico, perché oggi tutte le ambasciate sono diventate trampolini di lancio per le imprese italiane. L’obiettivo è quello di fare in modo che nessun imprenditore italiano che lavora fuori dai confini nazionali debba sentirsi più solo”. “Stiamo preparando – ha poi rilevato Tajani – una serie di grandi eventi e il calendario dei primi mesi dell’anno è già fitto. Tra aprile e maggio organizzeremo due importanti Business Forum a Shanghai e a Miami, il 17 marzo ospiteremo a Trieste un evento IMEC, dedicato proprio al coinvolgimento del settore privato. In parallelo stiamo pianificando tre tappe di avvicinamento alla Conferenza nazionale dell’Export 2026, che si terrà a fine anno in coincidenza con la riunione di tutti i nostri ambasciatori, dedicate alle imprese del nord, del centro e del sud. Le stesse Olimpiadi che stanno per iniziare saranno una straordinaria vetrina per le nostre imprese”. Il Ministro ha poi sottolineato che anche nel 2026 il sostegno a sistema fieristico sarà una priorità della nostra politica commerciale. “Abbiamo davanti – ha evidenziato Tajani – un anno molto importante: penso alla prima edizione del Salone del Mobile a Riad, che abbiamo fortemente voluto. Non è stato facile, però ci siamo riusciti e credo che, da questo punto di vista, il settore legno-arredo italiano abbia raggiunto un obiettivo estremamente importante. Penso poi al Vinitaly USA, per la prima volta a New York a ottobre, e a tutti gli appuntamenti previsti che sono di alto livello. Il Ministero e il sistema Paese faranno il massimo per sostenerli”. “Vogliamo poi portare – ha aggiunto il Ministro – sempre più importatori e compratori in Italia e facilitare sempre di più i contatti operativi all’estero. Le fiere sono quindi uno strumento fondamentale. Cercheremo di coinvolgere il maggior numero possibile di aziende con una rete anche informativa che permetta al sistema fieristico di avere un numero crescente di clienti, perché riteniamo che le fiere siano lo strumento migliore per far conoscere la nostra qualità, il nostro saper fare, non soltanto delle grandi imprese ma anche delle piccole e medie aziende. Imprese – ha concluso – che cercheremo di accompagnare con un sostegno politico ed economico-finanziario attraverso le società, come l’ICE, che favoriscono l’internazionalizzazione e l’export”. Ha poi preso la parola Matteo Zoppas (Presidente ICE) ha rilevato come le fiere siano “un momento importante per le imprese perché sono il luogo nel quale l’imprenditore può curare l’esposizione del proprio prodotto”. Zoppas ha inoltre spiegato come dietro alle fiere via sia la cabina di regia gestita dal ‘sistema Paese’ insieme al Maeci che promuove “la diplomazia della crescita che vuole massimizzare due momenti fondamentali: promozione e sviluppo del Made in Italy”. Zoppas ha inoltre sottolineato l’importanza del momento fieristico come luogo di incontro tra domanda e offerta. Il presidente ha anche illustrato alcuni dati ICE da cui risulta che nel 2025 sono stati organizzati 245 padiglioni nazionali all’estero per un totale di oltre 6.500 imprese italiane; dall’estero verso l’Italia invece sono stati portati oltre 11mila operatori del settore per incontrare gli imprenditori italiani. Zoppas ha anche rimarcato il ruolo della piccola e media impresa che rappresenta oltre il 95% del tessuto produttivo nazionale. Le stime per il 2026 sono di un incremento di padiglioni all’estero con l’obiettivo di 300-350 unità di questo genere: il trend di crescita delle le imprese coinvolte restituiscono una stima che parla di circa 8mila unità invece delle 6.500 dell’anno passato; di 13mila unità è invece la proiezione per gli operatori che dall’estero dovrebbero venire in Italia. Maurizio Danese, Presidente dell’ Associazione Esposizioni e Fiere Italiane (AEFI), ha parlato della fiere come di un asset strategico per il posizionamento delle imprese e quindi dell’Italia nel mondo, anche con il sostegno di tutta la rete messa a disposizione dal Maeci. “Le fiere possono trascinare le piccole e medie imprese”, ha sottolineato Danese precisando come le stesse fiere e i grandi eventi internazionali siano quanto mai importanti in un contesto geopolitico complesso come quello attuale. Danese ha poi definito il sistema fieristico come “luogo di relazioni, dialogo e costruzione di nuove opportunità”. Le tre regioni più attive nelle fiere nazionali e internazionali sono Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte; tra i primi tre settori risultano invece l’industria dell’intrattenimento, la filiera agricola e il mondo dell’ospitalità. Dal canto suo il Presidente di IT-EX Raffaello Napoleone ha espresso apprezzamento per l’impegno della Farnesina nei confronti dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. Napoleone si è inoltre detto convinto che l’Italia abbia, anche all’estero, degli asset importanti da poter affiancare al sistema fieristico per un incremento nella promozione del sistema Paese. Il Presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti ha definito l’internazionalizzazione come una “condizione necessaria per la competitività dell’Italia”. Secondo Bozzetti, che è intervenuto da remoto, le fiere non sono solo luoghi di transizione economica ma infrastrutture strategiche al servizio del Paese e strumenti di diplomazia per costruire ponti. “Le fiere sono il luogo in cui l’Italia si racconta”, ha precisato Bozzetti auspicando una sempre maggiore integrazione e interazione tra il sistema fieristico nazionale e un territorio che vanta un patrimonio culturale e paesaggistico di primo piano. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Laurent Franciosi di Cassa depositi e Prestiti che ha spiegato quali saranno le principali direttrici che adotterà Cassa Depositi e Prestiti nel 2026: favorire l’accesso agli strumenti di finanza per l’export e l’internazionalizzazione, con un ampliamento dell’operatività stessa abbassando la soglia di fatturato per l’accesso agli strumenti in favore soprattutto delle piccole e medie imprese; la creazione e la promozione di opportunità di business, con ricadute importati per le imprese attraverso ad esempio una piattaforma di ‘business matching’ pensata in particolare per le piccole e medie imprese, favorendo le occasioni di incontro tra domanda e offerta in mercati ad alto potenziale; finanza per lo sviluppo con 4,7 miliardi di euro mobilitati dal 2019 e con una forte focalizzazione sull’Africa in virtù del Piano Mattei. Franciosi ha anche annunciato che, nel 2026, CDP sarà presente in tutti i business forum e le missioni di sistema all’estero; oltre a questo, è prevista l’apertura di altri due uffici in Africa. Marco Cantalamessa di SIMEST ha sottolineato come SIMEST abbia sostenuto in modo importante il settore fieristico considerato come un volano per l’export italiano. Cantalamessa ha anche precisato che nel 2026 sarà confermata questa capacità innovativa negli strumenti a disposizione del sistema Paese e sempre in stretto coordinamento con il Ministero degli Esteri; saranno accompagnate le imprese con finanziamenti agevolati ed export credit. Segnalato inoltre come Balcani, Africa, America Latina, India e Usa siano particolarmente rilevanti in questa politica di sviluppo. Nel suo intervento Paola Valerio di SACE ha spiegato che l’obiettivo del gruppo SACE è quello di aumentare le quote di export e il numero di aziende esportatrici, attraverso strumenti e attività rese possibili con la garanzia del Ministero delle Finanze. Attraverso un recente road show sono inoltre state intervistate circa 400 aziende per capire quali siano le loro esigenze e quali strumenti si attendano nel caso specifico da SACE. (Inform)