CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA
“È l’inizio di una nuova stagione e una nuova vita di collaborazione serena e fruttuosa con il Ministero degli Esteri, con tutte le istituzioni dello Stato con cui il Cgie deve dialogare e costruire”
Ricordati gli impegni del Cgie su riforma degli organismi di rappresentanza, organizzazione di momenti di dibattito e incontri, promozione di lingua e cultura italiana. Tra gli eventi annunciati anche la seconda conferenza dei Giovani italiani nel mondo, in programma l’anno prossimo a Palermo
ROMA – Al termine della relazione di Governo spetta al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, ricordare gli impegni assunti dal Consiglio generale e le priorità di azione nei prossimi mesi.
In primo luogo, “l’elaborazione di una proposta di riforma dei due organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, il Comites e il nostro stesso Cgie, alla luce dei profondi cambiamenti nella natura e costituzione del tessuto delle nostre comunità all’estero, arricchite dalla nuova mobilità che presenta tutte le sfaccettature dell’emigrazione”, discusse e approvate ieri dalla plenaria e per il quale Schiavone ringrazia “il Comitato di presidenza, la III Commissione e la relatrice, vice segretario generale Silvana Mangione e tutto il Cgie”.
A proposito delle modifiche introdotte con la nuova legge elettorale, con la possibilità in particolare di candidare nella circoscrizione Estero anche i residenti in Italia, Schiavone rileva come “siamo ancora convinti della validità del principio dell’obbligo di residenza dei candidati nella ripartizione di riferimento, al fine di garantire un rapporto diretto e più proficuo fra i 18 parlamentari e i Comites, le associazioni e il Cgie, che abbiamo sperimentato una volta di più in questo anno di intenso lavoro comune. Vogliamo credere – prosegue – alle promesse dei partiti maggiori che ci hanno assicurato di non voler contraddire questo principio candidando persone, sia pur valide, non residenti nei nostri Paesi. Questa sarà una dimostrazione di maturità politica e reciproco rispetto”.
“Il Cgie, al di sopra delle parti, intende vigilare affinché il prossimo procedimento elettorale si svolga nella massima serenità, trasparenza, legalità e partecipazione, preceduto da un’informazione capillare, martellante e pluralistica, che rispetti i dettami della Costituzione italiana, per evitare qualunque ombra o speculazione negativa sul valore dell’espressione della volontà democratica degli italiani all’estero – afferma il segretario generale, che segnala di apprezzare la campagna di sensibilizzazione all’iscrizione all’Aire avviata dal Maeci e auspica “un’informazione semplice, chiara e approfondita dei diritti e dei doveri degli elettori” e si fa portavoce della richiesta del Cgie di “apportate al più presto, con lo strumento del decreto legge, le modifiche al plico elettorale, con l’inserimento del codice a barre leggibile elettronicamente nelle buste, e la divisione delle operazioni di spoglio in quattro città italiane corrispondenti alle quattro ripartizioni elettorali”.
“Il secondo impegno di questo Cgie è stato stilare l’elenco dei momenti di incontro e dibattito a respiro europeo, nazionale e internazionale per riprendere e proiettare nel futuro le linee di progetto e interazione fra istituzioni iniziato nei precedenti mandati del Consiglio generale – rileva Schiavone, menzionando a questo proposito la terza edizione di “l’Europa in Movimento” che “la Brexit rende irrinviabile” e si auspica si dovrà tenere “al massimo entro novembre 2018, prima della
scadenza delle trattative, ospitati dal Parlamento europeo o di nuovo da uno dei rami del Parlamento italiano o dalla Farnesina”; la convocazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome e Cgie che si auspica possa avvenire entro il 2019; un secondo seminario delle Donne in emigrazione e un “Convegno dei giovani da tenere l’anno prossimo a Palermo per una lettura concreta e realistica della presenza e del ruolo dei giovani di nuova emigrazione e delle nuove generazioni di italodiscendenti”: infine, “l’indizione della II Conferenza degli italiani nel Mondo che proponiamo di realizzare nel 2020”.
“Il nostro terzo e fondamentale impegno è quello diretto alla diffusione dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana nel mondo, anche a seguito dell’approvazione del decreto 64 relativo all’applicazione dell’insegnamento all’estero della legge cosiddetta della Buona scuola – afferma il segretario generale, segnalando come il Cgie abbia accompagnato il passaggio di competenze dei corsi di lingua e cultura italiana alla Direzione generale per il Sistema Paese del Maeci e apprezzato il lavoro sulla diffusione di lingua e cultura italiana svolto dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato.
Passando alle questioni collegate alla legge di Bilancio, il segretario generale rileva come “le risorse destinate alla politica estera e alla cooperazione internazionale sono troppo poche per un Paese che per la sua natura e la sua condizione deve fare della proiezione globale la sua dimensione essenziale”. Tuttavia, “per quanto ci riguarda, dobbiamo prendere atto con qualche soddisfazione che quest’anno le cose non hanno seguito la piega consueta dei tagli sulle nostre voci di investimento, poi temperati dall’attività emendativa dei nostri parlamentari – sottolinea Schiavone richiamando le novità positive: “soprattutto nel campo della promozione culturale, con la ripartizione del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, dotato complessivamente di 150 milioni in quattro anni”; i 12 milioni di euro per i corsi di lingua e cultura, prevista in partenza e per l’intero triennio; gli assegni agli Istituti di cultura aumentati di 3,5 milioni per il prossimo anno e di 8,5 milioni in quelli successivi; il contributo alla Dante Alighieri che cresce di 2,6 milioni; l’incentivazione per le cattedre di italianistica di 1,9 milioni nel 2018 e di 2,3 in seguito; apprezzamento viene espresso anche per l’aumento di 50 unità di ruolo oltre a 50 contrattisti per la rete diplomatico-consolare per ovviare, almeno in parte, alla ormai annosa mancanza di messa a regime del personale all’estero.
Tra le note positive anche la promozione del tavolo di lavoro sulle nuove mobilità con il Ministero del Lavoro e l’avvio del tavolo di trattative per la definizione di una convenzione tra il Maeci e i Patronati, mentre si chiede un’accelerazione del tavolo interministeriale per lo “Statuto del lavoratore frontaliero”.
“In definitiva, i risultati di questo primo anno di lavoro vero e intenso da parte di tutti ci danno il senso dell’inizio di una nuova stagione e una nuova vita di collaborazione serena e fruttuosa con il Ministero degli Esteri, con tutte le istituzioni dello Stato con cui il Cgie deve dialogare e costruire. D’altro canto, la gestazione delle due proposte di legge che abbiamo approvato ieri ci dà la certezza che le rappresentanze di base e le associazioni hanno ritrovato la fiducia del rapporto comune, attraverso i suggerimenti, gli spunti e le richieste che da loro ci pervengono costantemente e che ci aiutano a mettere a fuoco il percorso futuro che ha come suoi interlocutori finali il Parlamento per le indagini e le leggi di cui abbiamo bisogno e il Governo per la definizione di politiche al servizio, al contempo, sia delle comunità italiane all’estero in tutte le loro scansioni generazionali sia del nostro Paese attraverso l’apporto e il sostegno al sistema Italia nel mondo. Questa è la nostra ambizione – conclude il segretario generale: – lavorare tutti insieme, nel pieno rispetto delle facoltà, delle competenze e dei compiti di ognuno per raggiungere obiettivi comuni. (Viviana Pansa – Inform)