CAMERA DEI DEPUTATI
“E’ necessario provvedere ai rimborsi per i comuni senza intaccare il diritto acquisito dei pensionati residenti all’estero”
ROMA – “Il fatto che i pensionati residenti all’estero siano esonerati dal pagamento dell’Imu sulla casa di proprietà in Italia, e da due terzi delle tasse sui rifiuti, è una giusta conquista ed ha l’obbiettivo di incentivare i connazionali a mantenere un legame con il nostro Paese. Questo beneficio però non si deve ritorcere contro i Comuni.
Lo Stato si è impegnato a trasferire agli enti locali il corrispettivo dell’Imu non versata dai pensionati residenti all’estero, ma spesso questo impegno non si traduce in realtà. La conseguenza è che alcuni Comuni, soprattutto quelli più piccoli ed in zone di montagna, rischiano seri problemi di bilancio perché contavano su risorse che non sono mai arrivate.
Ecco perché è necessario provvedere ai rimborsi previsti ai Comuni senza intaccare il diritto acquisito dei pensionati residenti all’estero”. Lo dichiara Laura Garavini, deputata eletta nella circoscrizione Estero-rip. Europa, componente della presidenza del Pd alla Camera, che ha sottoscritto un’interpellanza urgente sul tema presentata dal deputato del Pd Giuseppe Romanini al ministro dell’Interno Angelino Alfano e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il documento è stato sottoscritto anche da Marco Fedi , deputato Pd della circoscrizione Estero-rip. Africa, Asia, Oceania, Antartide e da altri deputati del Pd: Patrizia Maestri, Vazio, Rossi, Lattuca, Zan, Guerra, Giacobbe, Bolognesi, Incerti, Palladino, Senaldi, Venittelli, Gasparini, Galperti, Ghizzoni, Taricco, Terrosi, Donati, Zanin, Tentori, Tidei, Antezza, Dallai, Nardi, Gadda, Giuseppe Guerini, Amoddio, Burtone, Gandolfi, Fanucci, Rocchi, Iori, Giulietti, Marco Di Maio, Albanella, Lenzi, Amato, Prina, Capozzolo, Arlotti, Iacono, Fragomeli, Mauri.
I deputati chiedono di “interpellare il Ministro dell’interno, il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere – premesso che: a decorrere dal 2015, il decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, all’articolo 19-bis, comma 1, ha assimilato all’abitazione principale, ai fini dell’esenzione dal pagamento dell’IMU, “una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso”; il comma 2 dello stesso articolo ha previsto che sulla medesima unità immobiliare le imposte comunali Tari e Tasi siano applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi; la legge ha previsto, a compensazione per i comuni dell’applicazione in misura ridotta delle imposte comunali Imu, Tari e Tasi sulle categorie di immobili richiamate ai precedenti punti, il riparto di un contributo pari a 6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015; con decreto del direttore centrale della finanza locale del dipartimento per gli affari interni e territoriali del 19 giugno 2017 il Ministero dell’interno, in attuazione alle sopracitate disposizioni di legge, ha disposto il riparto tra i comuni del contributo complessivo di 6 milioni di euro a ristoro degli effetti diretti ed indiretti dei minori gettiti di Imu, Tari e Tasi sulle unità immobiliari ubicate nei relativi ambiti territoriali e possedute a titolo di proprietà o di usufrutto dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza; numerosi comuni, ed in particolare quelli della fascia appenninica e montana che, più di altri, sono stati protagonisti nei decenni passati del fenomeno dell’emigrazione all’estero, si sono visti corrisposti, tra l’altro con due anni di ritardo, contributi largamente inferiori alle attese e certamente insufficienti rispetto al minor gettito fiscale conseguente alle disposizioni di legge; la situazione è tale da aver messo diversi comuni, soprattutto quelli più piccoli e di montagna, in grave difficoltà tanto da paventare, per alcuni di essi, il rischio di dissesto finanziario in ragione della mancata compensazione da parte dello Stato; emblematico è il caso del comune di Bardi, in provincia di Parma, nel quale risiedono 2185 abitanti dei quali 1517 iscritti all’AIRE. Il minor gettito per questo comune, tra Imu e Tari, a quanto consta agli interpellanti, supera i 120.000 euro all’anno, mentre il Ministero dell’interno ha previsto un ristoro di appena 11.407 euro –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione sopradescritta e se non ritengano necessario farsi promotori di un’iniziativa volta a prevedere un urgente stanziamento integrativo che consenta di compensare integralmente i comuni del minor gettito conseguente all’entrata in vigore della legge di conversione 23 maggio 2014, n. 80”. (Inform)