direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Prosegue l’indagine conoscitiva sulla diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo

SENATO DELLA REPUBBLICA

7ª Commissione e Comitato per le questioni degli italiani all’estero

L’audizione del presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco Franco Bernabè

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, si è svolta, davanti ai senatori della Commissione istruzione pubblica, beni culturali e del  Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione del presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco Franco Bernabè. Presenti all’incontro anche altri rappresentanti del medesimo organismo come il segretario generale Enrico Vicenti, il dirigente Giovanni Zanfarino e la funzionaria Stefania Del Bravo.

L’audizione è stata introdotta dal vice presidente della 7ª Commissione Franco Conte che ha segnalato come parte dei membri del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, fra cui il presidente Claudio Micheloni, non abbiano potuto partecipare alla seduta in quanto impegnati in una missione in Australia. Conte ha poi sottolineato come la diffusione della lingua italiana rappresenti un importante veicolo per lo sviluppo di rapporti internazionali e per ragioni di natura economica. Conte ha annunciato come la 7a Commissione e il Comitato intendano chiudere l’indagine conoscitiva sulla diffusione della lingua e la cultura italiana entro fine anno con l’approvazione di un documento che delinei delle strategie ed eventualmente prefiguri spazi normativi di intervento.

Ha poi preso la parola il presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco Bernabè che si è soffermato sulle politiche messe in atto da questo organismo sul piano linguistico. Dopo aver accennato alla funzione di coinvolgimento svolta dall’Unesco di varie istituzioni che intendono dare il loro contributo per il progresso nei settori della scienza e della cultura, Bernabè ha rimarcato l’impegno di questo organismo in materia di diversità linguistica attraverso patrocini, collaborazioni con la società Dante Alighieri ed eventi propri, rilevando comunque come la vastità della diffusione linguistica  a livello globale preveda la partecipazione di numerosi attori . Sottolineata altresì dal presidente la diversa composizione sociale attuale, dovuta anche ai fenomeni migratori, al turismo di massa e ai cambiamenti della società. Da Bernabè è stato inoltre segnalato come alle cosiddette lingue veicoli, ad esempio l’inglese e lo spagnolo, si stiano aggiungendo di recente l’arabo e il cinese, ponendo nuove sfide.

Per quanto riguarda il tema della salvaguardia delle lingue minoritarie, il presidente della Commissione Unesco ha poi ricordato la menzione nella lista del patrimonio culturale immateriale anche dei dialetti. “Proprio per marcare la necessità di tutelare la diversità culturale – ha affermato Bernabè –  è stata istituita la ‘Giornata della lingua madre’, prevista il 21 gennaio di ciascun anno”. In proposito il presidente ha ricordato  come anche il motto ufficiale dell’Unione europea, enfatizzi il concetto di “unità nella diversità”. Dopo aver richiamato la convenzione sulla diversità culturale, Bernabè ha evidenziato l’importanza sia della lingua, che rappresenta il tessuto delle espressioni culturali e un vettore dei valori, sia dell’insegnamento dell’italiano all’estero che ha delle ricadute positive dal punto economico,  commerciale e culturale. Segnalata poi la diffusione sul nostro mercato di scrittori con nazionalità italiana ma di origine straniera. Da Bernabè  è stato anche precisato come la promozione dell’italiano risponda a dinamiche sociali differenti rispetto al passato, tenuto conto che oggi i corsi di italiano sono diretti agli stranieri che vogliono apprendere la nostra lingua e non più solo agli emigrati italiani all’estero. In chiusura del suo intervento Bernabè ha rilevato l’esigenza di affrontare il problema delle modalità di insegnamento dell’italiano agli immigrati, anche in considerazione del fatto che la conoscenza della lingua è essenziale per fa sì che l’integrazione non si trasformi in un processo superficiale.

Dal canto suo il senatore Mario Dalla Tor (Ap) ha rilevato come spesso si registri una presenza frammentata dell’insegnamento dell’italiano all’estero, con conseguente dispersione di risorse.  Il senatore ha inoltre ricordato che le missioni svolte nel mondo dai rappresentanti del Comitato per le questioni degli italiani all’estero sono finalizzate a capire  in quale modo venga insegnato l’italiano e quale sia l’interesse dei Paesi ospitanti. Dalla Tor ha infine sottolineato come l’obiettivo dell’indagine conoscitiva  sia  quello elaborare un documento nel quale si ipotizzi un incremento di risorse ed una conseguente razionalizzazione dei fondi per far in modo che essi  siano ben spesi rispetto a precisi obiettivi. Ha poi preso la parola il senatore Claudio Zin, eletto nella ripartizione America Meridionale (Aut -Psi-Maie) che ha ricordato come  a tutt’oggi gli italiani all’estero con passaporto sono oltre 4.600.000 di cui una buona parte non parla l’italiano. Per Zin questa sarebbe una risorsa interessante per sviluppare un’altra storia della lingua italiana all’estero che coinvolga gli italiani di seconda o terza generazione, desiderosi di tornare in Italia, ma in difficoltà con la lingua d’origine.

In sede di replica il presidente Bernabè si è soffermato sulla dinamica demografica in Italia, che dal 2000 al 2010, grazie agli immigrati, ha visto aumentare la popolazione italiana di circa 5 milioni di abitanti, mentre negli ultimi anni registra un nuovo calo tanto della popolazione complessiva, quanto in quella immigrata. A tal proposito da Bernabé ha quindi posto il problema demografico e dell’integrazione, sottolineando come altri Paesi, ad esempio la Germania, abbiano favorito l’acculturazione già nei Paesi di provenienza dei potenziali immigrati. Al contrario dell’Italia che invece è sprovvista di una politica di immigrazione e di integrazione culturale nei luoghi d’origine. Una politica che invece per Bernabè dovrebbe essere promossa. (Inform)

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