ITALIANI ALL’ESTERO
Sulla presenza all’interno dei Comites dei membri di Patronato
BASILEA – Marco Tommasini, presidente del Comitato Difesa Famiglie e consigliere del Comites di Basilea, interviene sulla questione della presenza all’interno dei Comites dei membri di Patronato sostenendone l’ineleggibilità e segnalando come il Maeci abbia ribadito tale posizione in una comunicazione emessa il 21 luglio scorso.
“La preoccupazione che tale comunicazione possa scombussolare l’assestamento dei Comites non deve però spingere il Maeci a lasciare ai Comites la libertà di osservanza della legge – scrive Tommasini nella nota diffusa in proposito, ribadendo come la legge sia assoluta e al di sopra delle parti, e come “l’uguaglianza ed il rispetto della legge sia il fondamento della nostra Costituzione”.
Egli ritiene inoltre che, essendo i Comites recentemente rieletti formati da molti membri di Patronato, non sia opportuno, essendo essi parte in causa, lasciare ai Comites stessi la decisione se “sottomettersi alla legge oppure no”.
Richiamato anche l’articolo 2, comma 5, della legge costituiva dei Comites (n.286 del 2003) che prevede – scrive Tommasini – che questi ricevano periodicamente informazioni sulle linee generali dell’attività svolta nella circoscrizione consolare dai Patronati, una norma la cui osservanza – rileva – avrebbe potuto evitare gravi avvenimenti come il caso dell’Inca di Zurigo. Tommasini segnala poi come, salvo un intervento sulla questione, lo stesso futuro Cgie, la cui elezione è imminente, sarebbe viziata dalla “sovra proporzione” dei membri di Patronato nei Comites.
Viene inoltre segnalato come una circolare del Maeci emessa successivamente alle elezioni dei Comites del 2004 avesse già chiarito l’ineleggibilità dei rappresentanti di Patronato nei Comites, fatto dunque già noto nel momento di queste ultime elezioni.
Tommasini conclude la sua riflessione chiedendo “il rispetto della legge” e il controllo da parte della rete diplomatica-consolare affinché la norma venga applicata. (Inform)