MEMORIA
ROMA – “A vent’anni dall’eccidio di Srebrenica resta ancora complesso il percorso di autocoscienza storica su un evento in cui le responsabilità risultano molteplici e dinanzi al quale la comunità internazionale dovrebbe assumere una posizione di unanime memoria rifuggendo le logiche di condizionamento diplomatico come quelle che hanno animato il dibattito in Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione dell’Onu lo scorso 8 luglio”. E’ quanto dichiara Aldo Di Biagio, senatore di AP, in missione con la delegazione della presidente della Camera, Laura Boldrini nella città bosniaca teatro di uno degli eccidi più efferati commessi in Europa dal 1945.
“In memoria di Srebrenica non è accettabile alcuna speculazione – spiega Di Biagio – poiché è stata la metafora dell’inerzia della comunità internazionale ed espressione di un cammino di consapevolezza che resta incompiuto non solo perché alcuni responsabili non sono stati assicurati alla giustizia ma anche perché si continua ad alimentare dubbi sull’eccidio con il rischio di diluire la drammaticità di quell’evento e veicolare un’immagine confusa alle generazioni successive. A 20 anni da quella vergogna non possiamo permetterci queste leggerezze”.
“L’unanime consapevolezza dell’orrore – spiega il senatore – rappresenta lo strumento attraverso cui fare i conti con la storia recente in una stagione in cui le sfide e le prospettive cambiano e possono rappresentare una possibilità di rinascita per la regione, per questo abbiamo il dovere di raccogliere l’invito dell’Europa, dando attuazione alla risoluzione del Parlamento europeo per il riconoscimento ufficiale dell’11 luglio come giornata della memoria. E non possiamo più permetterci di rimandare questo appuntamento”. Di Biagio conclude: “Non può esservi pace senza giustizia. E l’istituzionalizzazione di un giorno che ricorda quei momenti costituisce il modo migliore per pagare un tributo alle vittime degli orrori della storia e operare scelte di buonsenso per il futuro”. (Inform)