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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La tavola rotonda con parlamentari eletti all’estero al convegno sull’associazionismo italiano nel mondo

ITALIANI ALL’ESTERO
Da Unaie, Niaf e American University of Rome
La tavola rotonda con parlamentari eletti all’estero al convegno sull’associazionismo italiano nel mondo
Gli interventi di Gianni De Michelis (IPALMO), dei deputati Renata Bueno (Usei), Marco Fedi (Pd), Fabio Porta (Pd), Angela Fucsia Nissoli (Scelta Civica) e di Ferruccio Pisoni (Trentini nel Mondo)

ROMA – Nell’ambito del Convegno “Associazionismo e italiani nel mondo: rapporti e prospettive”, svoltosi a Roma presso Palazzo Marini e promosso dalla deputata Fucsia Nissoli (Scelta Civica) in collaborazione con Unaie, Niaf e American University of Rome si è tenuta una tavola rotonda con alcuni parlamentari della circoscrizione Estero.
Il dibattito, moderato da Gianni Lattanzio dell’associazione Dialoghi, è stato introdotto dal presidente dell’IPALMO Gianni De Michelis che ha ricordato come l’attuale crisi economica mondiale derivi in qualche modo dai cambiamenti avvenuti nel mondo dopo la fine della guerra fredda. Un muovo contesto, quello attuale, in cui l’Italia, da sempre dotata di scarse risorse naturali ed energetiche e minerali, potrebbe però valorizzare il suo capitale rapprresentanto dal fattore umano. Secondo De Michelis per fronteggiare la crisi l’Italia potrebbe ad esempio utilizzare uno dei suoi principali punti di forza come il turismo culturale. “La collocazione geografica dell’Italia nell’ambito del Mediterraneo – ha spiegato De Michelis – consente al nostro paese di svolgere, dal punto di vista della logistica di transito, una funzione che va al di là dei propri confini, aprendo un collegamento fra l’Europa continentale e l’Asia. Questo rappresenta per l’Italia la principale ricchezza che si è concretizzata nel recente passato quanto gli italiani sono emigrati o quando, andando indietro nel tempo, uscivano alla testa delle legioni di Roma o delle Galere veneziane”. Dopo aver sottolineato che nell’era della globalizzazione la dimensione umana fatta la mescolanza di giovani generazioni rappresenta un’opportunità per superare la crisi, De Michelis ha evidenziato l’esigenza di non abbandonare, nell’ambito delle riforme Costituzionali, l’esperienza dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero in quanto questi rappresentanti portano nel Parlamento italiano la nuova sensibilità della globalizzazione.
Dal canto suo la deputata dell’Usei Renata Bueno (gruppo Maie) ha posto in evidenza la necessità di trovare nuovi strumenti per rinnovare, attraverso l’ingresso dei giovani, il mondo delle associazioni e degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. La Bueno si è anche soffermata sul futuro dei Comites e del Cgie, organi di rappresentanza, che ormai da dieci anni non sono stati rinnovati, attraverso cui gli emigranti, ancora legati alla nostalgia, “cercano soltanto i loro diritti”. Per la Bueno sarebbe invece opportuno che questi organi di rappresentanza, anche attraverso l’ingresso delle nuove generazioni, si interessino di più del futuro. Tutto questo nell’ambito di un nuovo clima di collaborazione atto anche ad aiutare l’Italia ad uscire dall’attuale crisi economica e politica. Adesso – ha precisato la deputata – è giunto il momento per noi, che viviamo all’estero e siamo stati aiutati dal nostro paese d’origine, di collaborare e di vedere come possiamo sostenere l’Italia non soltanto attraverso gli investimenti nel mondo economico”. La Bueno ha infine invitato il mondo dell’associazionismo italiano ad organizzarsi per affrontare attraverso la promozione di propri progetti, ad esempio in campo culturale, l’attuale carenza delle risorse pubbliche.
“Se riuscissimo in questa legislatura ad approvare la proposta di legge Bobba sull’associazionismo, – ha affermato il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide – apportando eventuali modifiche e migliorie, e a fare anche una discussione ampia a livello parlamentare su temi che riguardano gli italiani all’estero dalla prospettiva dell’associazionismo, allora avremo compiuto un notevole passo avanti”.
“Gli eletti all’estero . ha proseguito Fedi affrontando la questione della riforma del voto – sono legati alla circoscrizione Estero perché è l’unico strumento effettivo con cui si è data la risposta ad un problema costituzionale, cioè l’esercizio del diritto di voto senza rientro in Italia da parte dei nostri connazionali nel mondo . Se qualcuno fra i saggi si ponesse veramente questo problema darebbe anche la soluzione”. Dopo aver ricordato il problema del reperimento delle risorse per lo svolgimento delle elezioni dei Comites e del Cgie, Fedi ha auspicato una riflessione sul sistema della rappresentanza nel suo complesso. “Bisogna discutere – ha precisato il deputato del Pd – in che modo l’associazionismo, attraverso la rete formata dai Comites e dal Cgie che lo coordina, possa dare un contributo e rilanciare la presenza dell’Italia nel mondo, perché io credo che questo sia l’obiettivo che ci poniamo tutti da responsabilità diverse”.
Ha poi preso la parola il deputato del Pd, eletto nella ripartizione America Meridionale, Fabio Porta che ha sottolineato come le sfide dell’attuale legislatura siano quelle dell’integrazione e dell’innovazione. “Sto parlando di un’integrazione – ha spiegato Porta – che parte da una cittadinanza inclusiva e non escludente. Una cittadinanza che riguarda tanto i nuovi italiani che risiedono nel nostro paese, tanto gli italiani all’estero che ad oggi non sono per motivi diversi parte integrante di questa Italia. Noi – ha proseguito il deputato del Pd – abbiamo un tesoretto fatto di dieci milioni di persone, formato dai cinque milioni di stranieri residenti in Italia e dagli altrettanti connazionali presenti all’estero, che l’Italia non ha ancora messo a frutto. Vere e proprie risorse che potrebbero sprigionarsi in tema di internazionalizzazione se noi avessimo l’intelligenza per utilizzarle”.
“Senza associazionismo – ha aggiunto Porta – non c’è futuro per la presenza politica degli italiani all’estero. Senza associazionismo rischiamo anche di portare in parlamento persone che sono aliene da un discorso di reale rappresentanza dei nostri interessi. Per questo io credo che l’attuale legislatura possa diventare una legislatura costituente per quanto riguarda le problematiche degli italiani all’estero. Possiamo fare alcune cose che non necessariamente comportano un esborso di risorse da parte dello stato. Una di queste cose è la riforma dell’associazionismo che rappresenta un primo passo”. Dopo aver ricordato che l’associazionismo è un modello di solidarietà che gli italiani hanno esportato in tutto il mondo, Porta ha sottolineato il fondamentale ruolo svolto dai patronati ed ha segnalato come il risveglio dell’associazionismo e del terzo settore rappresenti una delle poche risposte alla necessaria ripresa di attenzione verso le comunità all’estero e nei confronti delle sfide poste dalla nuova emigrazione e dalla presenza nel mondo di giovani di terza, quarta e quinta generazione.
Fra gli altri interventi segnaliamo infine, oltre al breve saluto della deputata di Scelta Civica per l’Italia Angela Fucsia Nissoli che ha ribadito la necessità di un maggior coinvolgimento dei giovani nel mondo dell’associazionismo, quello di Ferruccio Pisoni, già deputato che per molti anni è stato presidente dei Trentini nel Mondo. Pisoni ha sottolineato come l’associazionismo rappresenti un grande valore non misurabile che, grazie alla sua lunga storia, può fornire indicazioni utili alla comprensione e alla gestione del presente. “Se nella società attuale e specie nel mondo dell’emigrazione – ha puntualizzato Pisoni – prescindessimo da quelle che sono le forze vive che volontariamente sono disponibili e ed hanno costruito il passato, mancherebbero delle pagine per costruire il nuovo e le forze indispensabili per la nostra ripresa”. Pisoni ha inoltre posto in evidenza come oggi il mondo della politica debba chiedere all’associazionismo come creare le condizioni migliori per il suo funzionamento.
“Quello che abbiamo ora – ha spiegato Pisoni – è insufficiente. Non possiamo restare fermi vedendo il passato come sorpassato e il nuovo ancora come una nebbia . Questo vuol dire lasciar morire un associazionismo che deve invece essere sorretto e che potrà dare i suoi frutti solo se vi sarà stabilità. Non si tratta – ha precisato Pisoni – di fare dell’elemosina o di sovvenzionare, ma di creare le condizioni affinché le associazioni possano concorrere con un criterio di complementarietà e sussidiarietà utilizzando i loro mezzi e centuplicando le piccole risorse che l’ente può mettere a disposizione”. (Goffredo Morgia /Inform)
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