SENATO DELLA REPUBBLICA
Il provvedimento, illustrato dal relatore Claudio Zin, si prefigge di incrementare gli scambi economici fra l’Ue e i due Paesi sudamericani
ROMA – E’ stato avviato alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sul provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo commerciale tra l’Ue e le repubbliche di Colombia e del Perù stipulato a Bruxelles il 26 giugno 2012.
Il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei Deputati, è stato illustrato dal relatore Claudio Zin che ha spiegato come l’intento dell’accordo sia quello di incrementare gli scambi economici fra l’Unione europea e i due Paesi sudamericani, che peraltro vivono una stagione di vivace crescita economica e per i quali la Ue rappresenta complessivamente il secondo partner commerciale. Zin , eletto con il Maie nella ripartizione America Meridionale, ha anche segnalato come, secondo le stime, l’intesa dovrebbe garantire alle imprese europee un risparmio di circa 250 milioni di euro in dazi e determinare al contempo un incremento nel lungo periodo del Pil della Colombia e del Perù, rispettivamente dell’1,3% e dello 0,7%. Il relatore ha anche ricordato come l’accordo, aperto alla firma anche dell’Ecuador e della Bolivia, si componga di 337 articoli (suddivisi in 14 titoli) e di 14 allegati. Tra i punti qualificanti dell’intesa l’abolizione dei dazi doganali, la reciproca apertura del mercato degli appalti pubblici e dei servizi e la protezione della proprietà intellettuale. Zin ha poi evidenziato come nell’accordo la Colombia e il Perù si impegnino ad applicare nel proprio territorio le norme fondamentali del diritto del lavoro riconosciute a livello internazionale, in particolare quelle relative al lavoro minorile. Il relatore ha infine rilevato, oltre all’assenza nell’intesa di profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l’ordinamento comunitario e con gli obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, come gli oneri economici dell’accordo vengano quantificati in circa 26.000 euro all’anno, a decorrere dal 2015. Il seguito del dibattito è stato poi rinviato ad altra seduta. (Inform)